L’Umbria entra nella mappa delle frodi creditizie con un dato in crescita: nel 2025 i casi riconducibili alla regione aumentano dell’11,1% rispetto all’anno precedente. È uno degli incrementi più significativi rilevati dall’Osservatorio CRIF, in un quadro nazionale che conta oltre 38.300 frodi, per un danno complessivo superiore ai 165 milioni di euro. Il fenomeno riguarda soprattutto il credito al consumo e si alimenta attraverso il furto d’identità, utilizzato per ottenere finanziamenti o acquistare beni a rate. Anche in Umbria, dunque, la maggiore attenzione deve concentrarsi sulla protezione dei dati personali e sulla verifica tempestiva di richieste di credito non riconosciute. L’analisi evidenzia inoltre come le vittime siano sempre più giovani e come una parte consistente dei casi emerga soltanto dopo molto tempo: il 41,7% viene scoperto entro sei mesi, ma il 17,9% addirittura oltre cinque anni. Un campanello d’allarme per famiglie, istituti di credito e consumatori.
L’espansione territoriale del fenomeno: la vulnerabilità dell’Umbria e l’impatto nazionale delle frodi creditizie
L’Umbria si colloca al terzo posto nella classifica nazionale per incremento delle frodi creditizie, a pari merito con il Friuli-Venezia Giulia. Questo dato certifica l’espansione del fenomeno criminale anche in una regione dove i numeri assoluti risultano storicamente più contenuti rispetto ai grandi bacini metropolitani. A precedere il territorio umbro troviamo soltanto la Valle d’Aosta, che fa registrare un’impennata anomala del 75,4%, e l’Abruzzo, in crescita dell’11,6%. Come evidenziato dai dati raccolti dall’Osservatorio CRIF, il furto d’identità e l’utilizzo illecito dei dati personali rappresentano oggi una minaccia trasversale, in grado di penetrare nel tessuto economico di tutto il Paese, senza limitarsi alle grandi regioni.
A livello nazionale, lo scenario del 2025 conta oltre 38.300 casi accertati, con un importo medio per singola frode che si attesta a oltre 4.300 euro. Il valore economico complessivo sottratto illecitamente al sistema e ai consumatori sfiora i 165 milioni di euro. “Rispetto all’anno scorso, cresce il numero di frodi creditizie (+23,8%) e l’importo totale (+10,7%)”, si legge nel report ufficiale redatto dagli analisti di CRIF.
Il nuovo profilo delle vittime: l’incremento dei giovani under 30 e le differenze di genere
L’identikit della vittima tipo sta subendo una rapida trasformazione. Se da un lato gli uomini continuano a rappresentare la maggioranza assoluta delle vittime (66,4%), pur con una flessione della componente femminile in calo del 4,3% rispetto al 2024, dall’altro si osserva un drastico spostamento anagrafico. Nel 2025, la fascia di età che ha registrato il maggior aumento percentuale è quella degli under 30, con un balzo del 13,8%. I giovani diventano così una delle fasce più colpite in assoluto, restando coinvolti in oltre un caso di frode su cinque (22,5% del totale).
Il dato sulle nuove generazioni assume contorni ancora più netti se confrontato con il credito effettivamente erogato: i cittadini tra i 18 e i 40 anni risultano molto più colpiti dalle frodi rispetto ai prestiti realmente ottenuti, evidenziando una maggiore vulnerabilità o esposizione ai rischi digitali. Al contrario, le classi demografiche più mature, ovvero gli over 50, pur assorbendo una quota significativa del credito presentano una minore incidenza del fenomeno, segno di comportamenti mediamente più prudenti nella gestione dei dati personali.
Beni acquistati e tipologie di finanziamento: dal prestito finalizzato alla crescita del “Buy now, pay later”
Le tecniche fraudolente si concentrano oggi su specifiche categorie merceologiche. Nel 2025, la principale motivazione dietro i finanziamenti illeciti riguarda i consumi e le spese personali, che coprono il 21% dei casi segnando un incremento drammatico del 53,1%. Seguono a ruota l’acquisto di elettrodomestici (18,5%) e il comparto elettronica, informatica e telefonia, che da solo rappresenta il 9,9% con un’impennata dell’83%.
Dal punto di vista puramente tecnico, il prestito finalizzato resta il canale prediletto dai frodatori incidendo per il 32,1% sul totale delle casistiche, sebbene sia in calo del 6,5% rispetto all’anno precedente. Segue il prestito personale, stabile al 23,4%. L’aspetto più allarmante sul fronte digitale è però rappresentato dal credito e-commerce: “Continuano a crescere (+13,8%) i casi di frode sulla rateizzazione di acquisti e-commerce, le cosiddette formule ‘Buy now, pay later’ (BNPL)”, confermano gli esperti dell’Osservatorio CRIF, delineando una chiara evoluzione delle tattiche criminali verso le micro-transazioni online. Oltre il 70% dei venditori coinvolti appartiene, non a caso, al settore del Commercio e della Grande Distribuzione Organizzata.
I tempi di scoperta e l’uso di documenti falsi: quando la frode emerge dopo anni di silenzio

Uno degli aspetti più insidiosi delle frodi creditizie riguarda la latenza temporale prima dell’emersione del reato. I consumatori spesso scoprono di essere stati truffati solo al momento della richiesta di rientro da parte di un istituto di credito o, peggio, quando si vedono rifiutare un accesso al credito a causa di rate mai pagate a loro insaputa. Sebbene il 41,7% delle frodi venga identificato entro i primi sei mesi, il 24,7% dei raggiri viene individuato dopo tre anni. Il dato più critico indica che il 17,9% dei casi viene scoperto addirittura dopo oltre cinque anni, un lasso di tempo che complica enormemente le attività di recupero e tutela legale.
A facilitare il lavoro dei criminali è l’impiego massiccio di documenti alterati, spesso intercettati dai sistemi come SCIPAFI. La carta di identità rimane il documento più utilizzato (84,9% dei casi) per perpetrare i furti. “L’1,6% dei documenti presentati in fase di identificazione anagrafica è una carta di identità contraffatta oppure valida ma non riconducibile al soggetto”, documenta l’analisi di CRIF. Una falsificazione sistematica che, unita all’espansione geografica verso regioni come l’Umbria, rende oggi imprescindibile un livello di sorveglianza attiva e costante da parte di ogni cittadino.
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