Con la scomparsa di Lino Romano se ne va uno degli ultimi superstiti dell’imprenditoria marinese che è stata l’ossatura socio economica della nostra ridente cittadina. Noi che siamo i cosidetti imprenditori di seconda e terza generazione siamo come quelle rare specie di animali che sono già estinte sia per fattori naturali sia per la ‘mano dell’uomo’. Tra le prime cause di ciò va messo il tempo che passa inesorabile per cui le mie serate da bambino steso a sonnecchiare sul materassino da spiaggia al Cantinone in attesa che mia zia Maria lo chiudesse, dopo che per tutto il giorno mio nonno lo aveva ‘animato’, si uniscono agli slanci di questi ultimi tre decenni di attività alberghiera iniziata sempre da mio nonno con il figlio Angelo, passando per la mitica discoteca Capo Nord di Gigi, che ho ricordato su queste colonne in occasione della sua scomparsa. Accanto a figure storiche mai ricordate abbastanza come Francesco Torino dell’hotel Marinella, Franco Gasparri dell’hotel La Primula e la famiglia proprietaria dell’hotel La Conchiglia, la storia di Lino Romano crea quel ‘pezzo’ di storia che conta della Marciana Marina moderna. Basti pensare che, a parte noi del Gabbiano azzurro, non resta già più nulla di queste tre realtà alberghiere così importanti, neppure il nome: rimane forse solo il mio doveroso ricordo. Perché, diciamocelo, sono stati questi imprenditori illuminati della prima parte del Novecento a fare in modo che noi si sia dove si è. Certe celebrazioni che vediamo continuamente a tutti i livelli dell’altra Marina, sintomo di una povertà e di una miseria che solo lo slancio di queste ‘figurone’ ha potuto portare allo sviluppo e al benessere attuale, a volte ci lasciano un poco perplessi. Se poi si vuole giudicare la Storia secondo certi parametri novecenteschi, ormai superati dalla storia stessa, per cui la ‘ricca borghesia alberghiera’ prese il sopravvento e via così, basta dare un’occhiata alle zone portuali della costa italiana a noi prospicente per vedere i danni che una certa ideologia ha creato nei decenni, svendendo e impoverendo quelle zone che adesso (meglio tardi che mai) si stanno riconvertendo al turismo imprenditoriale. Quel ‘Capo Nord’ di cui parlavo, presso la spiaggia omonima, attualmente prestigioso ristorante gestito dal genero Attilio Adriani per decenni ha intrattenuto ragazzi del posto e ‘di fuori’ la sera e offerto ristoro balneare nel bar diurno prima e nei bagni omonimi sino ai nostri giorni. Dall’altro capo del paese poi, soprattutto dopo gli anni sessanta, un altro importante negozio di rivendita dei vini era quello di Alberto Coltelli che nel tempo ha proseguito l’attività fino alla attuale Enoteca Coltelli, riferimento non solo estivo per turisti e residenti. La figlia Edi e il compianto figlio Flavio hanno poi saputo evolvere l’esercizio, facendone un ritrovo apprezzato specialmente dai giovani. Nell’edificio in viale Cerboni, che è stato anche il primo cinema della Marina, si trova la Cantina Le Due Valli fondata da Francesco Bisso e a questo proposito non si può dimenticare la storica Distilleria Fabbrini. Uscendo dal paese invece, lungo la strada per Marciana, Mauro Battani dagli anni settanta aveva avviato una rinomata Cantina per l’imbottigliamento e la rivendita di vini, dopo aver aperto a Redinoce il moderno albergo L’Arcobaleno al quale diede il proprio aiuto anche il fratello Ruggero. Da molti anni, nella stessa località, il fratello Pino Battani e la moglie Giuliana Cocchia insieme con la figlia Valeria e il genero Massimo Arnaldi gestiscono l’albergo ‘Le Briciole’ caratterizzato da una posizione panoramica invidiabile. La trattoria Albergo La Pace invece, può considerasi a tutti gli effetti il primo luogo di ristoro e alloggio per i turisti di Marciana Marina. Il proprietario, Goffredo Ducati, ne ha avviato il locale e l’attuale proprietaria Teresina ne continua l’attività con successo e viva soddisfazione da parte di tutti coloro che amano gustare le ricette della tradizionale cucina elbana dal sapore casalingo. Il Vadi, in una sua nota pubblicazione, sottolineò che oltre alla pesca, alla costruzione di barche ed ovviamente alle attività agricole i marinesi si sono dedicati alla professione del ‘marittimo’ con ruoli e carriere diversi. Anche se non di origini marinesi così fu per Francesco Torino, detto Ciccio, che dopo un periodo come cuoco su navi da crociera, aprì alla Marina negli anni 50 il primo vero ristorante, prima in piazza della Chiesa con la moglie Iris Berti, poi sul lungomare chiamato “La Marinellina” ottenendo grande successo presso i turisti che avevano iniziato a frequentare numerosi il paese. L’Albergo Marinella, costruito da lui in seguito, ha proseguito la propria attività condotto dai figli di Francesco Marinella, Giovacchino ed Alberto. Da quest’anno è stato acquistato dal gruppo che gestisce l’attuale Marina Garden, ex Hotel La Primula: con la chiusura del Marinella se ne va un altro pezzo di storia. Il primo Albergo invece che ha impresso una svolta nell’ospitalità marinese è stato indubbiamente ‘l’Hotel La Primula’. Costruito sul finire degli anni ’50 ha rappresentato quanto di meglio potesse offrire un paese relativamente piccolo e agli inizi della sua attività turistica: la classificazione che lo contraddistingueva, l’essere cioè un hotel di Prima Categoria, dotato di una piscina nel bel giardino curato che lo circondava e il fatto di trovarsi nel centro del paese, affacciato su quella strada da poco aperta ossia viale Cerboni che evitava l’attraversamento del centro abitato ha indubbiamente contribuito a dargli prestigio. Altro storico albergo della Marina è senz’altro l’Hotel Conchiglia che fu aperto da Lidio Catta ulteriore figura significativa della imprenditoria marinese. Lidio, dopo un periodo di lavoro in collaborazione con il cugino Luigi al Cantinone, decise di mettersi in proprio e dalla bella casa costruita a inizio paese edificò l’albergo che tuttora è in esercizio, anch’esso con un nuovo nome. Seguirono poi altri Hotel dai primi anni settanta mentre altre piccole attività si andavano sviluppando con carattere più familiare come la Pensione Lupi in campagna o la Pensione Brignetti sul lungomare. Diverso invece fu il caso dell’Hotel Imperia, e veniamo a noi, edificato negli anni 60 da Agostino Romano con caratteristiche proprie di piccolo ma confortevole Albergo a due passi dal mare. Il compianto in questi giorni figlio Lino ha portato avanti l’hotel per tutto il periodo di maggior sviluppo turistico del paese garantendo l’ospitalità ai turisti in bassa stagione e ancor più meritoriamente nel periodo invernale, come ha sempre fatto anche Angelo Catta, zio di chi scrive, all’Hotel Gabbiano Azzurro. Per rispondere alla crescente domanda di una ristorazione che fosse di buona qualità, ma anche di elevata ricettività in alta stagione vennero aperti molti ristoranti tra i quali quelli, per così dire, da ritenersi storici considerando gli ultimi trentanni di vita commerciale marinese, ossia il Ristorante La Fiaccola e il Ristorante Da Zorba entrambi in Piazza Vittoria e fondati nonché ancor oggi gestiti rispettivamente dalla famiglia di Mario Berti il primo e da Adilio Cardella e Renzo Ulivieri il secondo. Diverso invece il discorso per il Ristorante Rendez-Vous, fondato agli inizi dei settanta da Marcello Landi, che per decenni è stato considerato il migliore per posizione così a ridosso del mare e che tuttora viene gestito con grande prestigio dai figli Gianluca e Piero. Marcello, non marinese di origine, avviò con successo il ristorante quando i due figli erano ancora piccoli. Nelle ultime fasi dello sviluppo turistico marinese, ossia dopo il boom degli anni ’60 e ’70, le attività ristorative marinesi si moltiplicarono per le ragioni suddette per cui naquero e si affermarono importanti ristoranti, come il Fosso della famiglia di Guido Costanzo e La Fenicia della famiglia Costa, che hanno consolidato, se mai ce ne fosse stato bisogno, la tradizione molto marinese delle attività commerciali a carattere familiare. Siate clementi per eventuali sviste o dimenticanze assolutamente involontarie e dovute alle notizie così poco documentabili, frutto per lo più di persone informate che si sono prestate al racconto tanto amichevolmente. In ogni caso, come scrisse un grande attore e regista, abbiamo “un grande avvenire dietro alle spalle” e affinché i nomi di queste persone non siano dimenticate adoperiamoci perché siano sempre presenti nella memoria di tutti noi e abbiano il giusto posto nella Storia che loro compete. E se saremo gli ultimi, come siamo, noi del Gabbiano azzurro nel settore dell’ospitalità alberghiera allora che sia davvero dolce il nostro ‘naufragare in questo mare’. La storia non potrà dimenticare le nostre ‘imprese’ che da decenni e decenni danno ristoro a tante famiglie marinesi, una realtà questa molto diversa da quella che va configurandosi ossia di chi ‘viene da fuori’ e si porta ‘gente da fuori’ per le proprie attività. La Storia giudicherà, noi lo abbiamo già fatto.
*Jacopo Bononi- presidente del Premio letterario la Tore isola d’Elba
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