Fino a 800mila euro di possibile impatto economico sulle attività commerciali e due scadenze che rischiano di complicare ulteriormente una situazione già delicata. Il 30 novembre è il termine indicato per presentare le richieste di rinnovo delle autorizzazioni, mentre il 31 dicembre terminerà la deroga al regolamento comunale sulle installazioni esterne. Due appuntamenti separati da appena un mese, con il Pincio impegnato a individuare una soluzione e Confcommercio che ha già avanzato una richiesta precisa: una proroga di tre anni per consentire agli esercenti di ammortizzare gli investimenti e affrontare gli eventuali adeguamenti senza concentrare tutte le spese in un periodo troppo breve.
Torna così al centro dell’attenzione uno dei dossier più discussi degli ultimi anni nel settore del commercio cittadino. Il nodo riguarda il regolamento sulle installazioni esterne poste a servizio degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, con particolare riferimento alla zonizzazione che suddivide il territorio in tre aree, contraddistinte dai colori verde, giallo e rosso, alle quali corrispondono differenti prescrizioni sulle strutture ammesse.
Una disciplina nata durante la precedente amministrazione, con l’allora assessore Sandro De Paolis, e successivamente modificata. Durante la gestione dell’ex assessore al Commercio Enzo D’Antò, oggi consigliere regionale, era stata introdotta una deroga per rinviare l’applicazione delle prescrizioni. Una soluzione temporanea che si avvicina adesso alla propria scadenza, riaprendo il problema dell’adeguamento delle installazioni esistenti.
Il regolamento comunale è stato approvato nel 2021 e modificato nel dicembre 2024, ma la questione della zonizzazione e delle sue conseguenze sulle attività economiche continua a rappresentare un punto particolarmente delicato.
A Palazzo del Pincio il dossier è seguito dall’attuale assessore al Commercio Giancarlo Cangani, impegnato in un approfondimento delle diverse situazioni e delle possibili soluzioni da adottare prima della fine dell’anno. Il lavoro riguarda le autorizzazioni già rilasciate, le caratteristiche delle installazioni presenti, le procedure di rinnovo e le conseguenze che l’applicazione delle prescrizioni potrebbe determinare per le singole attività.
L’obiettivo è arrivare a una gestione della fase transitoria che tenga conto delle criticità esistenti, cercando di limitare l’impatto economico sugli esercenti senza compromettere il rispetto delle regole.
Su un punto, tuttavia, occorre fare una distinzione fondamentale. Un’eventuale nuova proroga non cancellerebbe automaticamente la zonizzazione e, soprattutto, non potrebbe essere considerata una sorta di condono delle installazioni realizzate in difformità dalle autorizzazioni ottenute.
Le situazioni da esaminare sono infatti differenti. Da una parte ci sono le attività che hanno realizzato strutture conformi ai titoli rilasciati, ma che potrebbero trovarsi a dover affrontare nuove spese per adeguarsi alle prescrizioni del regolamento. Dall’altra ci sono i casi in cui quanto effettivamente installato non corrisponde a ciò che era stato autorizzato. In queste circostanze l’eventuale concessione di ulteriore tempo non eliminerebbe l’obbligo di rispettare le autorizzazioni ricevute.
Una distinzione che assume particolare rilevanza anche nell’eventualità di un nuovo differimento, che potrebbe servire a consentire gli adeguamenti necessari, ma non a regolarizzare automaticamente strutture difformi.
Intanto Confcommercio Litorale Nord ha intensificato il confronto istituzionale. Il presidente Graziano Luciani e il rappresentante territoriale Cristiano Avolio hanno incontrato il presidente del Consiglio comunale Marco Di Gennaro, illustrando le principali problematiche segnalate dagli operatori e trasmettendo una relazione sulle aree della città che potrebbero risentire maggiormente dell’applicazione del regolamento.
Un lavoro di analisi dal quale è emersa anche una stima delle possibili conseguenze economiche. Secondo le valutazioni dell’associazione, l’impatto complessivo sulle attività interessate potrebbe raggiungere una cifra compresa tra 700 e 800mila euro. Non si tratta di perdite già accertate, ma di una valutazione delle ricadute economiche che potrebbero derivare dall’adeguamento delle installazioni, con conseguenze particolarmente rilevanti per gli esercizi situati nelle zone maggiormente interessate dalle prescrizioni.
È proprio alla luce di questa stima che Confcommercio ha avanzato la richiesta di una proroga triennale. Tre anni che, nelle intenzioni dell’associazione, consentirebbero ai commercianti di programmare gli interventi, distribuire le spese nel tempo e ammortizzare gli investimenti necessari per mettersi in regola.
La posizione dell’associazione resta comunque legata alla tutela di chi opera nel rispetto delle autorizzazioni. La richiesta di ulteriore tempo non viene quindi presentata come uno strumento per legittimare eventuali irregolarità, ma come una soluzione per accompagnare le attività verso l’adeguamento alle prescrizioni, evitando conseguenze economiche particolarmente pesanti.
A complicare il quadro è soprattutto il calendario. Le richieste di rinnovo dovranno essere presentate entro il 30 novembre, un mese prima della scadenza della deroga. Il rischio segnalato dagli operatori è quello di dover avviare le procedure sulla base della disciplina attuale e trovarsi successivamente, in caso di modifiche regolamentari, a dover affrontare nuovi passaggi amministrativi.
Da qui la necessità di accelerare, chiarendo prima possibile quali disposizioni saranno applicate e come saranno gestite le autorizzazioni in scadenza. Un aspetto che riguarda tanto le attività già in regola quanto quelle chiamate a intervenire sulle proprie strutture.
Tra i punti all’attenzione dell’amministrazione figura anche la disciplina delle installazioni semplificate, con particolare riferimento alla necessità di rendere inequivocabile la distinzione tra il semplice posizionamento di tavoli e sedie e la realizzazione di strutture più articolate, soggette a differenti prescrizioni autorizzative.
Nel frattempo Confcommercio sta preparando un incontro con le attività associate, previsto a stretto giro, per illustrare la situazione, spiegare le scadenze e fare il punto sul confronto avviato con l’amministrazione comunale. L’associazione intende inoltre proseguire il lavoro a tutela degli esercenti che rispettano le autorizzazioni e che potrebbero trovarsi ad affrontare costi significativi per effetto delle nuove disposizioni.
La proroga di tre anni, al momento, resta una richiesta e non una decisione già approvata. Il confronto prosegue, mentre l’amministrazione esamina le differenti situazioni per individuare una soluzione praticabile.
Il primo termine da tenere d’occhio, però, non è quello del 31 dicembre. È il 30 novembre, quando i commercianti saranno chiamati ad affrontare la questione dei rinnovi. Ed è proprio prima di quella data che diventa necessario chiarire il quadro, per evitare che l’incertezza sulle regole si traduca in ulteriori difficoltà amministrative ed economiche per le attività cittadine.
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