Un anno per costruire le basi del cambiamento, trasformare gli obiettivi programmatici in azioni concrete e rafforzare il ruolo dell’Università di Catania come motore di crescita culturale, scientifica, sociale ed economica della Sicilia.
Il primo bilancio del rettorato di Enrico Foti ha restituito il quadro di un Ateneo impegnato su più fronti: valorizzazione delle persone, qualità della formazione, competitività della ricerca, centralità degli studenti, apertura internazionale, innovazione organizzativa e collaborazione con il territorio.
Un percorso che ha coinvolto tutti gli ambiti del Programma rettorale e ha richiesto, accanto alle attività previste, interventi straordinari per affrontare criticità e bisogni emersi nel corso dei primi dodici mesi.
Il rapporto Percorsi condivisi di Governance documenta le azioni intraprese dal 19 settembre 2025, giorno dell’insediamento del rettore Enrico Foti alla guida del Siculorum Gymnasium, mettendo in relazione gli obiettivi iniziali, le decisioni assunte dagli organi di governo, i risultati raggiunti e le prospettive di sviluppo. Il documento è stato presentato dal rettore alla comunità universitaria e alla città nel corso della conferenza stampa nell’aula magna del Palazzo centrale, insieme alla prorettrice Lina Scalisi e al direttore generale Corrado Spinella e alla presenza dei delegati.
«Governare un’università significa assumersi una responsabilità che va oltre l’amministrazione dell’ordinario», ha sottolineato il rettore Enrico Foti in conferenza stampa nell’aula magna del Palazzo centrale, sintetizzando una visione che ha posto al centro «la responsabilità istituzionale, la competenza, la partecipazione e la capacità di costruire obiettivi condivisi».
«Governare significa saper scegliere e, insieme, saper includere», ha evidenziato il rettore, richiamando anche il dovere di rendere conto delle decisioni assunte e dei risultati conseguiti.
«Il bilancio rappresenta, in questa prospettiva, non soltanto una ricognizione delle attività svolte, ma uno strumento di trasparenza e di verifica del percorso di governo – ha aggiunto Enrico Foti con al fianco la prorettrice Lina Scalisi e il direttore generale Corrado Spinella – Un primo punto di riferimento per misurare il cambiamento avviato, individuare le aree sulle quali proseguire il lavoro e consolidare un progetto di sviluppo condiviso per l’Università di Catania».
Il rettore Enrico Foti
La prorettrice Lina Scalisi, nel suo intervento, ha evidenziato «il lavoro di squadra che ha accompagnato l’attuazione del programma, trasformando gli obiettivi in risultati concreti» tracciandone le principali azioni come «il potenziamento dei servizi agli studenti, anche nelle sedi decentrate, la semplificazione delle procedure amministrative e la riapertura delle biblioteche come luoghi di incontro, studio e condivisione».
«Al centro anche l’integrazione tra saperi umanistici e scientifici; l’accompagnamento degli studenti lungo il percorso formativo tramite l’Hub della formazione, dell’orientamento e del placement dal primo ingresso in aula fino alla soglia del mondo del lavoro, restando poi legati all’Ateneo grazie all’associazione Alumni; il rafforzamento del dialogo con gli stakeholder e con il territorio, attraverso le attività di terza missione», ha sottolineato la prorettrice che ha anche ribadito con forza il «ruolo dell’Ateneo nella crescita culturale e sociale della comunità».
E richiamando la visione che ha guidato il programma, la prof.ssa Scalisi ha evidenziato che «Catania si deve sentire una città universitaria» e che l’impegno dell’ateneo catanese «guarda al futuro e deve proseguire il percorso senza accontentarsi dei traguardi raggiunti, nella consapevolezza che ogni risultato è frutto del contributo condiviso della comunità accademica e della fiducia degli studenti e delle loro famiglie».
A seguire il direttore generale Corrado Spinella ha evidenziato «i risultati raggiunti nel primo anno, con particolare attenzione alle agevolazioni per gli studenti: dalle misure a sostegno delle studentesse con dismenorrea alla distribuzione gratuita di assorbenti, fino alle agevolazioni economiche per gli studenti di Niscemi e ai contributi per i trasporti».
E ha inoltre sottolineato «la crescita delle iscrizioni, con un incremento del 25% nelle lauree magistrali, segnale della crescente fiducia nell’Ateneo». «Per il secondo anno – ha aggiunto -, l’obiettivo sarà proseguire su questa strada, rafforzando l’organizzazione interna e preparando l’Università alla prossima valutazione ministeriale».
La prorettrice Lina Scalisi
Una visione strategica fondata su persone, conoscenza, apertura e territorio
Il primo anno di mandato ha preso forma attorno a una visione di sviluppo che ha intrecciato qualità della didattica e della ricerca, valorizzazione del capitale umano, innovazione e centralità degli studenti. L’obiettivo è stato rafforzare un’Università sempre più aperta, inclusiva e internazionale, capace di generare opportunità e di contribuire alla crescita del territorio attraverso il trasferimento della conoscenza, il dialogo con le istituzioni e la collaborazione con il sistema produttivo, il Terzo settore e la società civile.
Questa impostazione si è articolata lungo quattro direttrici strategiche.
La prima ha riguardato le persone, con particolare attenzione agli studenti, alle competenze, al merito, all’inclusione e al benessere della comunità universitaria.
Nella seconda i temi della conoscenza e innovazione, attraverso il sostegno alla ricerca, il miglioramento della formazione e la valorizzazione dei risultati scientifici.
La terza ha puntato sull’apertura, rafforzando l’internazionalizzazione e le relazioni con università, istituzioni, imprese e organizzazioni della società civile.
Nella quarta i temi del territorio e futuro, con l’ambizione di contribuire allo sviluppo della Sicilia e di creare condizioni affinché i giovani possano scegliere di studiare, lavorare e costruire il proprio percorso professionale nell’Isola.
A guidare l’azione di governo sono stati i principi della responsabilità, della valutazione, della trasparenza, della partecipazione, dell’innovazione e della collaborazione. La governance ha quindi puntato non soltanto all’adozione di provvedimenti, ma alla costruzione di un metodo di lavoro fondato sulla programmazione, sul confronto tra le diverse componenti dell’Ateneo e sul monitoraggio dell’attuazione degli obiettivi.
In questo quadro, il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione hanno accompagnato l’avanzamento del Programma rettorale attraverso un’intensa attività deliberativa, mentre il confronto periodico con la prorettrice, il direttore generale, i delegati e i direttori di dipartimento ha contribuito a verificare le azioni intraprese, affrontare le criticità e aggiornare le priorità. Il primo anno ha così posto le basi per un modello di governo orientato ai risultati, nel quale la partecipazione ha assunto un ruolo operativo e la programmazione ha costituito il collegamento tra la visione strategica e la sua attuazione.
Delegati, dirigenti, docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti presenti in aula magna
I nove punti del bilancio: le azioni realizzate e i risultati raggiunti
La visione strategica della governance d’ateneo è stata sviluppata tramite nove interventi concreti: dalla governance alla valorizzazione delle persone, dalla ricerca alla qualità della didattica, fino all’internazionalizzazione, al rapporto con il territorio e alla sostenibilità. Un percorso che ha puntato a rendere l’Ateneo più efficiente, inclusivo e aperto alle sfide del futuro.
Governance partecipata: programmazione, trasparenza e responsabilità
Il primo asse ha riguardato il rafforzamento degli strumenti di governo e della capacità dell’Ateneo di tradurre gli indirizzi strategici in processi organizzativi e decisioni verificabili. In questa direzione sono stati approvati e successivamente aggiornati il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), rivisti i principali regolamenti universitari e consolidato il sistema di assicurazione della qualità.
Un passaggio significativo è stato rappresentato dalla costituzione della Fondazione “Siciliae Studium Generale 1434”, concepita come strumento stabile di raccordo tra Università, imprese e territorio. Sul piano organizzativo sono state inoltre istituite nuove aree dirigenziali dedicate a funzioni strategiche, tra cui l’Area Qualità e Funzioni Strategiche e l’Area Prevenzione e protezione, dedicata alla gestione dei rischi e alla sicurezza antincendio (HSR – Health, Security and Environment).
L’aggiornamento delle regole, il rafforzamento dei processi di pianificazione e il monitoraggio periodico del Programma rettorale hanno contribuito a rendere più strutturato il modello di governance. L’attenzione si è concentrata sulla coerenza tra obiettivi, responsabilità e capacità amministrativa, con l’intento di migliorare l’efficacia delle decisioni e la trasparenza nei confronti della comunità universitaria.
Capitale umano: reclutamento, carriere e benessere del personale
La valorizzazione delle persone ha costituito una delle priorità del mandato. Il bilancio documenta una revisione della programmazione del personale, impostata su criteri di sostenibilità economico-finanziaria, trasparenza e sviluppo strategico dell’Ateneo.
Per docenti e ricercatori sono state avviate nuove procedure di chiamata di professori ordinari e associati, programmate posizioni di Ricercatore in Tenure Track (RTT) e progressioni di carriera ed è stata garantita continuità ai ricercatori finanziati attraverso il PNRR e altri programmi competitivi, mediante le proroghe previste. Il Piano straordinario RTT ha contribuito a programmare nuove posizioni cofinanziate dal Ministero dell’Università e della Ricerca, sostenendo il ricambio generazionale e la possibilità di attrarre giovani ricercatori.
L’intervento ha interessato anche il personale tecnico-amministrativo, attraverso la programmazione di nuove assunzioni, progressioni verticali e misure orientate a migliorare l’organizzazione dei servizi.
Accanto al reclutamento, l’azione di governo ha posto attenzione alla qualità del lavoro e al benessere organizzativo. Sono stati avviati interventi di welfare, servizi di counseling psicologico e agevolazioni estese alle famiglie; è stata ridefinita la disciplina del lavoro agile ed è stata conclusa la contrattazione collettiva integrativa per il personale, con l’erogazione dei compensi economici arretrati dovuti. La crescita dell’Ateneo è stata così collegata alla valorizzazione delle professionalità, alla continuità dei percorsi lavorativi e a una gestione delle risorse coerente con gli equilibri di bilancio.
Il rettore Enrico Foti
Ricerca, innovazione e trasferimento della conoscenza: più competitività e apertura internazionale
Il rafforzamento della ricerca ha rappresentato un altro asse centrale del primo anno. L’Università di Catania ha consolidato il proprio impegno nei programmi competitivi nazionali ed europei, sostenendo i gruppi di ricerca, la partecipazione ai bandi e lo sviluppo di partenariati scientifici.
Tra i risultati più significativi sono emerse le quattro Marie Skłodowska-Curie Postdoctoral Fellowships, prestigiose borse europee che hanno testimoniato la capacità dell’Ateneo di attrarre talenti e competere sul piano internazionale.
Sono stati inoltre avviati nuovi progetti finanziati dal Fondo Italiano per la Scienza, rafforzato il Piano di Incentivi alla Ricerca di Ateneo (PICA) e proseguiti i programmi strategici collegati al Pnrr, tra cui Restart, Samothrace, 5G-Radius e Unict 5.0.
Il percorso ha interessato anche il sistema dei dottorati di ricerca, con la programmazione dei nuovi cicli e il potenziamento dell’offerta, e ha favorito la nascita o il rafforzamento di strutture interdisciplinari dedicate alla ricerca, alla digitalizzazione, all’innovazione e alla diffusione della conoscenza. Tra queste, il Centro per l’Informatica, la Digitalizzazione e l’Intelligenza Artificiale (CIDIA) e il Centro Servizi Bibliotecari e di Coworking (CBeC).
Particolare attenzione è stata riservata al trasferimento tecnologico e al rapporto con il sistema produttivo, attraverso il sostegno agli spin-off universitari, gli accordi con imprese e istituzioni e la valorizzazione dei risultati scientifici. Il PNRR Village ha offerto un’occasione di presentazione pubblica dei principali progetti finanziati, evidenziando il contributo della ricerca universitaria allo sviluppo dell’ecosistema territoriale dell’innovazione.
Una formazione di qualità per costruire il futuro
La qualità della didattica e l’aggiornamento dell’offerta formativa hanno costituito un impegno prioritario del primo anno di mandato, con l’obiettivo di coniugare solidità scientifica, innovazione metodologica, interdisciplinarità e capacità di rispondere ai cambiamenti della società e del mercato del lavoro.
L’azione ha puntato a costruire un “eco-sistema formativo” capace di accompagnare gli studenti lungo tutto il percorso universitario e di favorire lo sviluppo delle competenze necessarie per affrontare le trasformazioni contemporanee così come ampiamente annunciato nel programma elettorale del rettore Enrico Foti: “Studiare e lavorare in Sicilia”.
Dal settembre 2025 sono stati progressivamente aggiornati i percorsi di studio e programmati nuovi corsi di laurea, con attenzione ai settori dell’innovazione, dell’economia, dei servizi giuridici, della sostenibilità e della sanità. Il Manifesto degli Studi 2026/2027 ha accompagnato questo processo, insieme al rafforzamento dei sistemi di assicurazione della qualità, al raccordo con i dipartimenti e all’aggiornamento dei regolamenti didattici.
Un risultato rilevante è stato l’avvio del Foundation Year, il percorso preparatorio rivolto agli studenti internazionali interessati ad accedere ai corsi universitari italiani. L’offerta si è ampliata anche attraverso nuovi master universitari, corsi di perfezionamento e percorsi di alta formazione, rivolti a laureati, professionisti e pubbliche amministrazioni.
Sono proseguiti gli interventi relativi ai percorsi di specializzazione per il sostegno e alla programmazione dei dottorati di ricerca. È stata inoltre avviata, attraverso un accordo con Mangia’s Resorts, la progettazione del nuovo corso di laurea in Tourism & Hospitality Management, nell’ambito del potenziamento dell’offerta formativa on demand.
Nel campo dell’inclusione, il Polo Universitario Penitenziario ha raggiunto un traguardo concreto con il conseguimento della prima laurea nell’ambito del PUP.
La formazione è stata interpretata anche come un percorso che accompagna le persone lungo tutto l’arco della vita, oltre il conseguimento del titolo universitario.
In questa prospettiva, l’Ateneo punta a integrare lauree, alta formazione, specializzazione, ricerca e aggiornamento professionale in un ecosistema flessibile e in evoluzione, anche attraverso le opportunità sviluppate con la Fondazione Siciliae Studium Generale 1434 e le collaborazioni con le imprese. L’obiettivo è rispondere ai bisogni di crescita culturale e professionale delle persone e alle trasformazioni del mercato del lavoro, della ricerca e dell’innovazione.
Lo studente al centro: diritto allo studio, inclusione e benessere
Uno spazio centrale della Relazione è dedicata alle politiche per gli studenti, con interventi rivolti al sostegno economico, all’orientamento, all’accompagnamento durante il percorso universitario e al benessere personale.
L’obiettivo è rendere l’Ateneo più accessibile, riducendo gli ostacoli economici, sociali e personali che possono limitare il diritto allo studio e favorendo pari opportunità e successo formativo.
Tra le misure più significative rientrano i contributi per gli affitti destinati agli studenti fuori sede, nell’ambito degli interventi ministeriali per la residenzialità universitaria. Per gli studenti delle sedi diffuse sono state inoltre introdotte agevolazioni per trasporti, sport e cultura.
Sono state programmate risorse del Fondo Giovani e del Fondo per l’inclusione degli studenti, a sostegno del tutorato, dell’orientamento, dell’accompagnamento agli studi e dei servizi dedicati agli studenti con disabilità e con bisogni educativi specifici.
Il Salone dell’Orientamento è stato rafforzato come occasione di incontro tra scuole, Università, imprese e mondo delle professioni, ampliando le attività dedicate alla scelta consapevole dei percorsi formativi, al placement e all’inserimento lavorativo.
Sono stati potenziati anche i servizi rivolti agli studenti internazionali, con forme di assistenza e accompagnamento in lingua, e le iniziative di counseling e supporto psicologico. Tra le misure sviluppate figura inoltre Erasmus Italiano, per ampliare le opportunità di mobilità nazionale.
Il rapporto ha inoltre valorizzato l’approvazione dello Status di Studente Atleta, che introduce strumenti per favorire la conciliazione tra studio e attività sportiva agonistica, riconoscendo il valore formativo dello sport e il talento degli studenti impegnati in percorsi di alto livello. È stato approvato anche il riconoscimento di uno status per studentesse e studenti in situazione di difficoltà, con l’obiettivo di assicurare tutele adeguate.
Un ulteriore fronte ha riguardato il rafforzamento del dialogo con la rappresentanza studentesca, nella convinzione che gli studenti non siano soltanto destinatari delle politiche universitarie, ma protagonisti attivi della vita dell’Ateneo e interlocutori nei processi decisionali. Le misure adottate mirano a consolidare una comunità accademica inclusiva, attenta al benessere e capace di accompagnare gli studenti dall’ingresso all’Università fino all’inserimento nel mondo del lavoro.
I primi dati sulle immatricolazioni per l’anno accademico 2026/2027 offrono inoltre un’indicazione dell’attrattività dell’Ateneo, pur restando provvisori. Per i corsi di laurea triennale e magistrale a ciclo unico sono state raggiunte 10.000 immatricolazioni, rispetto alle circa 9.000 consolidate nel 2025/2026, mentre gli scorrimenti sono ancora in corso.
Per le lauree magistrali biennali, a fronte delle circa 2.400 iscrizioni registrate nel 2025/2026, risultano già 1.700 iscritti per il 2026/2027 e 1.300 preiscritti, la cui immatricolazione dipende dal conseguimento della laurea triennale. Il totale potrebbe quindi avvicinarsi a 13.000 immatricolazioni, se le stime saranno confermate. Prosegue anche l’attenzione alle matricole “pure”, già in crescita nell’ultimo triennio; i dati saranno verificati al consolidamento delle iscrizioni.
Un Ateneo sempre più internazionale
L’internazionalizzazione ha attraversato la didattica, la ricerca e i servizi, con l’intento di rafforzare la presenza dell’Università di Catania nello spazio europeo e internazionale dell’istruzione superiore e della ricerca.
Sono stati rinnovati i programmi di mobilità attraverso i bandi Erasmus+, avviati nuovi accordi di doppio titolo e previsti sostegni economici per gli studenti iscritti a percorsi che conducono al conseguimento di titoli congiunti. La rete di collaborazione si è ampliata con nuove intese con università straniere, tra cui la Fujian Normal University e la Universidad Politécnica de Madrid.
L’apertura internazionale è stata interpretata anche come responsabilità sociale. In questa prospettiva, la partecipazione al programma UNICORE, dedicato all’accoglienza di studenti rifugiati, e il potenziamento delle iniziative rivolte agli studenti palestinesi hanno affiancato le opportunità di mobilità e cooperazione accademica.
Il percorso ha mirato a rendere l’Ateneo più attrattivo per studenti e ricercatori, promuovendo relazioni scientifiche durature, percorsi formativi condivisi e nuove occasioni di confronto con partner internazionali. L’internazionalizzazione è stata così considerata non soltanto un indicatore di competitività, ma una leva per ampliare le opportunità formative e scientifiche della comunità universitaria.
Un’Università aperta al territorio
Il rapporto con il territorio ha rappresentato una dimensione trasversale dell’azione di governo. L’Ateneo ha consolidato una rete di collaborazioni con pubbliche amministrazioni, imprese, enti di ricerca, istituzioni culturali, organismi giudiziari e organizzazioni del Terzo settore, attraverso protocolli d’intesa, accordi quadro e partenariati.
La costituzione della Fondazione “Siciliae Studium Generale 1434” ha rappresentato uno dei passaggi più rilevanti di questo percorso, con la prospettiva di creare un raccordo permanente tra Università, sistema produttivo e istituzioni. L’obiettivo è promuovere progettualità condivise, favorire il trasferimento della conoscenza e contribuire alla creazione di nuove opportunità di sviluppo economico e sociale.
Tra le collaborazioni richiamate nel bilancio figurano quelle con il Tribunale di Catania, il Conservatorio “Vincenzo Bellini”, l’Istituto Nazionale del Dramma Antico (INDA), il Forum Provinciale del Terzo Settore, il Comitato Italiano Paralimpico e la Fondazione Giornalismo Mediterraneo. Rilevante anche l’accordo tra Ismett e Policlinico universitario “Rodolico – San Marco”.
La rete di relazioni ha rafforzato la presenza dell’Università nella vita culturale, sociale ed economica della comunità, valorizzando il ruolo dell’Ateneo come luogo di produzione e condivisione della conoscenza, interlocutore delle istituzioni e soggetto attivo nei processi di sviluppo della Sicilia.
Il rettore Enrico Foti mentre illustra la relazione
Costruire l’Università del futuro: spazi, sostenibilità e trasformazione digitale
La modernizzazione delle infrastrutture e dei servizi ha costituito un altro ambito di intervento. L’azione di governo ha avviato una programmazione organica per la manutenzione, la riqualificazione e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio, con l’obiettivo di migliorare la qualità e l’accessibilità degli spazi destinati alla didattica, alla ricerca e alle attività amministrative.
L’aggiornamento del Programma Triennale dei Lavori Pubblici ha consentito di pianificare gli interventi, con attenzione alla funzionalità delle strutture, all’efficienza energetica e alla tutela del patrimonio universitario. Accanto alle infrastrutture materiali, il bilancio ha evidenziato il ruolo della mobilità sostenibile e della valorizzazione del patrimonio storico, scientifico, museale e naturalistico.
In questo quadro si sono inserite le iniziative collegate al progetto HORTUS, la tutela della Riserva Naturale Orientata Isola Bella e il potenziamento delle attività di valorizzazione del patrimonio botanico e museale dell’Ateneo.
La trasformazione digitale ha rappresentato un ulteriore asse di sviluppo. La collaborazione con Google ha contribuito al rafforzamento delle competenze digitali e alla sperimentazione di strumenti a supporto della didattica, della ricerca e dell’organizzazione amministrativa. Sono state inoltre adottate Linee guida per l’utilizzo dei sistemi di Intelligenza Artificiale, per promuoverne un impiego etico, responsabile e consapevole nei diversi ambiti della vita universitaria.
Tra gli strumenti di rendicontazione ha trovato spazio anche il primo Bilancio ESG di Ateneo, concepito come edizione iniziale e base di riferimento per le successive attività di rendicontazione della sostenibilità. L’insieme degli interventi ha collegato sicurezza, innovazione e sostenibilità al miglioramento della qualità della vita universitaria.
Governare con responsabilità: risorse, programmazione e qualità
Il nono punto ha riguardato la responsabilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche e la capacità di garantire coerenza tra ambizioni di sviluppo, sostenibilità economica e qualità dei servizi. Il bilancio ha documentato il rafforzamento degli strumenti di pianificazione, controllo e monitoraggio, con l’obiettivo di collegare le scelte strategiche alle risorse effettivamente disponibili.
L’approvazione e l’aggiornamento del PIAO hanno contribuito a integrare programmazione, organizzazione e controllo. Parallelamente, gli Organi di governo hanno monitorato gli equilibri economico-finanziari attraverso i documenti di bilancio, le variazioni di programmazione e gli indicatori ministeriali.
La programmazione del reclutamento, gli investimenti infrastrutturali, lo sviluppo della ricerca e il potenziamento dei servizi agli studenti sono stati ricondotti a una visione unitaria, attenta alla sostenibilità nel medio e lungo periodo. Il consolidamento del sistema di assicurazione della qualità, l’attivazione di nuovi presìdi organizzativi e il rafforzamento delle attività di autovalutazione hanno accompagnato il percorso di miglioramento.
La responsabilità amministrativa è stata così collegata alla capacità di misurare i risultati, rendere trasparenti le decisioni e individuare margini di miglioramento. Una dimensione essenziale per garantire che le risorse investite si traducano in opportunità concrete per la comunità universitaria e per il territorio.
“Oltre il Programma”: affrontate le criticità emerse nel corso dell’anno
Accanto agli obiettivi del Programma rettorale, il primo anno di mandato ha richiesto interventi straordinari in risposta a criticità emerse nel corso dell’attività di governo.
Tra le azioni avviate figurano il potenziamento degli interventi antincendio e la riqualificazione del patrimonio edilizio e delle aule.
Sono state inoltre adottate le linee guida per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e avviato il percorso relativo al Codice di condotta contro molestie, discriminazioni e violenze.
Sul fronte delle emergenze internazionali, l’Ateneo ha attivato misure straordinarie di solidarietà e sostegno agli studenti, raggiungendo alcuni degli obiettivi previsti e prosegue
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link













