Controllare i contributi già versati, capire come funziona il riscatto della laurea o trovare bonus e borse di studio a cui puoi accedere: sono alcune delle cose che puoi fare attraverso “INPS per i giovani”, il progetto nato per rendere più semplice il rapporto con previdenza, welfare e mondo del lavoro.
E i giovani che utilizzano i servizi digitali dell’Istituto sono ormai tantissimi: tre milioni di under 34 accedono abitualmente ai servizi targati INPS.
A un anno dal lancio di “INPS per i giovani”, il presidente dell’Istituto Gabriele Fava ha fatto un punto è intervenuto ieri al Meeting di Rimini, presentando i risultati raggiunti e le prossime tappe del progetto dedicato alle nuove generazioni.
L’iniziativa si rivolge ai ragazzi tra i 18 e i 34 anni e punta a rendere più semplice il rapporto con temi che spesso sembrano lontani, ma che in realtà entrano nella vita di una persona già dal primo contratto e dai primi contributi.
Cos’è “INPS per i giovani” e come funziona?
Di INPS per i giovani avevamo già parlato recentemente anche in una puntata di #Sapevatelo, il podcast di Skuola.net, dedicata proprio al rapporto tra nuove generazioni, lavoro e futuro previdenziale.
Il progetto è stato costruito seguendo tre direzioni principali: essere presenti sui canali più utilizzati dai giovani, rendere le informazioni sul welfare più semplici, comprensibili e utili e utilizzare linguaggi e formati capaci di aumentare partecipazione e coinvolgimento.
L’obiettivo, in pratica, è accorciare la distanza tra i giovani e servizi che possono avere un impatto molto concreto sulla loro vita.
Rispetto a due anni fa, per esempio, è diventato più semplice accedere all’estratto conto contributivo, alle informazioni sul riscatto della laurea, a bonus e borse di studio, ma anche a prestazioni come ISEE, Assegno di inclusione (ADI) e Supporto Formazione Lavoro (SFL).
Quali servizi trovi su “INPS per i giovani”?
“INPS per i giovani” è l’area del portale dedicata agli under 34 e raccoglie oltre 50 servizi digitali legati a studio, lavoro e previdenza. Tra le possibilità più utili ci sono il controllo dei contributi versati e la simulazione della futura pensione, il riscatto della laurea e l’accredito dei contributi per il servizio civile o militare.
Gli studenti possono inoltre accedere a borse di studio per scuola, università, ITS, master, corsi di lingua e percorsi all’estero, mentre chi è senza lavoro può trovare strumenti come NASpI, Dis–Coll e Supporto per la Formazione e il Lavoro. Dal portale si accede anche ad AppLI, l’assistente virtuale per orientamento, CV e colloqui, e al SIISL, la piattaforma per cercare offerte di lavoro e percorsi formativi.
Accedendo a MyINPS con SPID o CIE sono disponibili anche ulteriori servizi personalizzati. Per scoprire tutti i servizi disponibili e capire quali possono esserti utili, vai su “INPS per i giovani” e consulta l’area dedicata agli under 34: clicca qui!
Il portale che piace ai giovani: 3,3 milioni di visite in un anno
A dodici mesi dal lancio, i numeri mostrano che questa ricetta sta funzionando, vista la forte crescita dell’interesse da parte degli under 34.
Il Portale Giovani, cioè la sezione di INPS.it dedicata ai servizi per questa fascia d’età, ha infatti registrato 3,3 milioni di visite e 2,8 milioni di visitatori unici. Di questi, 1,7 milioni sono arrivati dall’APP INPS Mobile.
Anche i social hanno avuto un ruolo importante: le attività dell’Istituto hanno generato oltre 1,6 milioni di interazioni.
Nello stesso periodo è aumentata del 12% la quota di giovani iscritti all’area personale MyINPS. Inoltre, circa il 20% degli utenti arrivati dalla sezione dedicata ai giovani ha poi continuato il proprio percorso entrando in almeno uno dei servizi messi a disposizione dall’INPS.
Numeri che indicano quindi non soltanto interesse verso i contenuti, ma anche un utilizzo concreto degli strumenti disponibili da parte dei più giovani.
Fava: la previdenza riguarda i giovani già dal primo lavoro
Uno dei punti centrali del progetto riguarda proprio il modo in cui i più giovani percepiscono la previdenza. Spesso viene associata quasi esclusivamente alla pensione e quindi a qualcosa di molto lontano nel tempo. Secondo il presidente dell’INPS Gabriele Fava, però, il ragionamento deve partire molto prima.
“Quando parliamo di previdenza, la tentazione più naturale è guardare indietro. Guardiamo alle tutele maturate, ai conti da preservare, alle garanzie dovute a chi ha concluso il proprio percorso lavorativo. È giusto. È necessario. Ma non è più sufficiente. Un sistema previdenziale non è davvero solido soltanto quando paga le pensioni di oggi. È solido quando costruisce le condizioni per garantire anche quelle di domani.
E quel domani appartiene ai giovani. La previdenza, infatti, non comincia alla fine della vita lavorativa. Comincia con il primo contratto, con il primo contributo, con la prima scelta. Un giovane che non conosce la propria posizione contributiva non sa quali strumenti può utilizzare e vive il lavoro come una successione di interruzioni fatica a progettare una casa, una famiglia, il proprio futuro”.
L’idea è quindi quella di aumentare la consapevolezza già durante i primi anni di lavoro, quando controllare la propria posizione contributiva o conoscere gli strumenti a disposizione può sembrare secondario ma può avere conseguenze sulle scelte future.
Dai singoli servizi alle persone: come cambia la strategia dell’INPS
Sappi inoltre che il progetto sta entrando ora in una nuova fase.
L’INPS vuole progressivamente superare un modello di comunicazione centrato soprattutto sulle singole prestazioni per concentrarsi invece sulle diverse categorie di cittadini e sui loro bisogni.
La prospettiva cambia: al centro non c’è più soltanto il servizio da spiegare, ma la persona da accompagnare.
Giovani, famiglie e persone fragili, infatti, hanno esigenze, percorsi e linguaggi differenti. Per ciascuno di questi gruppi l’INPS sta quindi realizzando hub tematici dedicati, all’interno dei quali informazioni e servizi vengono organizzati in modo più semplice e coerente, utilizzando canali e modalità di comunicazione capaci di raggiungere concretamente i cittadini.
Il nuovo patto con i giovani passa dalle “tre P”
Su questa evoluzione si inserisce anche la proposta avanzata dal presidente Fava per costruire un nuovo rapporto tra INPS e nuove generazioni. Il modello ruota intorno a quelle che il presidente ha definito le “tre P”: Partnership, piattaforme e previdenza consapevole.
“Il nuovo patto con i giovani si costruisce attorno a un’idea semplice e concreta, che ho sintetizzato nelle tre P: Partnership, piattaforme e previdenza consapevole. La prima riguarda le imprese, primo partner della sicurezza sociale e primo luogo nel quale un giovane incontra stabilità, competenze e prospettiva. La seconda riguarda gli strumenti. Il Portale Giovani non è soltanto un contenitore di informazioni, ma una piattaforma che rende più semplice e diretto il rapporto con l’Istituto.
La terza P è la sfida sulla quale dobbiamo lavorare di più. Negli anni è mancata una cultura previdenziale consapevole e noi vogliamo costruirla incontrando i giovani nei luoghi in cui si formano le loro decisioni, nelle scuole, nelle università, nelle fiere del lavoro, negli spazi di orientamento e sui canali digitali. Incontri, laboratori, road show, sportelli mobili, podcast, video brevi e contenuti social non sono un esercizio di comunicazione.
Sono strumenti concreti per ridurre la distanza tra un diritto riconosciuto e la possibilità effettiva di esercitarlo. Non si tratta di chiedere ai giovani di pensare già alla vecchiaia. Si tratta di dare loro oggi gli strumenti per governare il proprio domani. Perché la previdenza non è soltanto ciò che riceveremo alla fine del lavoro. È la libertà di costruire, fin dall’inizio, la vita che verrà”.

Ricapitolando:
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La prima “P” riguarda quindi le Partnership, a partire dalle imprese, considerate uno dei primi luoghi nei quali i giovani entrano in contatto con lavoro, competenze e stabilità.
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La seconda riguarda le piattaforme, con il Portale Giovani pensato non come semplice raccolta di informazioni, ma come punto di accesso più diretto ai servizi dell’Istituto.
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La terza è quella della previdenza consapevole, da costruire attraverso attività nelle scuole, nelle università, nelle fiere del lavoro, negli spazi dedicati all’orientamento e sui canali digitali.
Tra gli strumenti previsti ci sono incontri, laboratori, road show, sportelli mobili, podcast, video brevi e contenuti social.
Un ponte per dialogare con le nuove generazioni
Non solo secondo il presidente Fava, anche il direttore centrale Comunicazione dell’INPS, Diego De Felice, è convinto della centralità della scelta di cambiare linguaggio e modalità di comunicazione per riuscire a dialogare con le nuove generazioni.
“Con il Progetto Giovani abbiamo voluto costruire un ponte narrativo con le nuove generazioni, in termini di linguaggio, grafiche e servizi, e i risultati ci hanno dato ragione. I 3 milioni e 300 mila contatti che abbiamo avuto quest’anno hanno dimostrato che questa è la strada giusta”.
De Felice lo ha dichiarato a margine della conferenza stampa del presidente Gabriele Fava, dedicata al Progetto Giovani spiegando che l’esperienza potrebbe ora essere estesa anche ad altri gruppi di cittadini.
“Vorremmo replicare questa esperienza anche con altre platee – ha aggiunto De Felice -. Questo è un modo nuovo di comunicare: in una società che cambia, anche la comunicazione deve evolvere. L’INPS sta facendo questo, innovando il modo di dialogare con i cittadini”.
Dagli strumenti sulla pensione al confronto europeo
Il Meeting di Rimini ha rappresentato per l’INPS anche un’occasione per testare servizi, confrontarsi con i cittadini e presentare nuovi progetti.
A spiegarlo è stato Salvatore Santangelo, capo Ufficio Stampa dell’INPS, intervenuto durante la conferenza stampa del presidente Fava dedicata al bilancio del Progetto Giovani.
“La presenza dell’INPS al Meeting di Rimini non è soltanto una testimonianza istituzionale, ma rappresenta ogni anno un’occasione per offrire servizi ai cittadini, confrontarsi e lanciare nuove idee e progettualità. Il Meeting è soprattutto un luogo nel quale l’Istituto può sperimentare e mettere a disposizione nuove iniziative”.
Santangelo ha ricordato anche alcune delle iniziative presentate dall’INPS durante le precedenti edizioni del Meeting di Rimini.
“Due anni fa abbiamo presentato nuovi strumenti per consentire ai giovani, e non solo, di esplorare il proprio futuro previdenziale e acquisire maggiore consapevolezza rispetto al passaggio dalla vita lavorativa alla quiescenza.
Lo scorso anno, su impulso del presidente Fava, abbiamo portato al Meeting il confronto con le realtà europee che si occupano di previdenza e welfare: da quella esperienza è nata una progettualità importante, che ha contribuito alla nascita della Direzione centrale Relazioni internazionali”.
Denatalità e futuro previdenziale: le prossime sfide
Per l’edizione di quest’anno, il confronto si è concentrato anche su alcuni dei problemi che riguarderanno direttamente le nuove generazioni nei prossimi anni.
“Quest’anno – ha proseguito – il presidente ha veicolato nuove idee e proposte per affrontare sfide decisive per il Paese, a partire dalla denatalità e dalla necessità di garantire alle nuove generazioni un futuro previdenziale dignitoso”.
Tra le questioni indicate ci sono quindi la denatalità e la sostenibilità del futuro previdenziale dei giovani: tutti temi che devi assolutamente conoscere (o approfondire) per capire il domani. Visita INPS.it e scopri tutti i servizi dedicati!
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