Chi ci contatta per aprire un B&B ha quasi sempre in testa la stessa idea: comprare l’immobile con i contributi pubblici. La risposta breve: è molto difficile che sia finanziabile a fondo perduto. E non per prudenza nostra: Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0 elencano l’acquisto di terreni e immobili tra le spese escluse, testualmente.
Il turismo è una delle pochissime eccezioni in tutto il panorama degli incentivi, perché ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero ammette l’acquisto dell’immobile sede dell’attività fino al 40% dell’investimento, ma solo per le società costituite da almeno 36 mesi. Chi il B&B lo deve ancora aprire resta fuori proprio dall’unica porta che sembrava aperta. E c’è un filtro che scatta ancora prima delle spese: queste misure richiedono partita IVA o iscrizione al Registro delle Imprese, quindi il B&B a conduzione familiare non vi accede. Vediamo allora cosa passa davvero, entro quali limiti e per chi.
Perché l’immobile non lo copre quasi nessun bando
C’è una logica dietro questa esclusione, e capirla evita di perdere tempo. Gli incentivi all’autoimpiego e alla creazione d’impresa finanziano la capacità produttiva, non il patrimonio. Un immobile resta di proprietà di chi lo compra anche se l’attività chiude il mese dopo, e con i soldi pubblici questo non funziona.
Non è un’interpretazione. Autoimpiego Centro-Nord pubblica l’elenco delle spese escluse e in cima ci sono acquisto di terreni e acquisto di immobili, seguiti da consulenze per la predisposizione della domanda, consulenze legali e fiscali, materie prime, personale, utenze, locazioni e leasing. Resto al Sud 2.0 riporta lo stesso identico elenco, parola per parola. Sono misure gemelle che si distinguono per territorio e importi, non per filosofia.
Lo stesso vale fuori dal perimetro dell’autoimpiego. La Nuova Sabatini, che è lo strumento ordinario per i beni strumentali delle PMI, dichiara non ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, oltre a quelle per beni usati o rigenerati.
Regola pratica: se un progetto sta in piedi solo a condizione che il contributo paghi il mattone, non è un progetto finanziabile. È un’operazione immobiliare, e va valutata con gli strumenti dell’operazione immobiliare.
L’eccezione turismo, e perché non vale per chi apre adesso
Qui arriva la parte che quasi nessuno racconta per intero, ed è anche quella che genera i malintesi più costosi.
ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, gestito da Invitalia, prevede due linee distinte a seconda dell’anzianità della società. Per le società costituende o costituite da non più di 36 mesi sono agevolabili progetti fino a 1,5 milioni di euro, e nell’elenco delle spese ammissibili l’immobile non compare: ci sono opere murarie entro il 30%, macchinari, impianti e attrezzature, programmi informatici e servizi ICT, brevetti, consulenze specialistiche entro il 5% e capitale circolante entro il 20%.
Per le società costituite da almeno 36 mesi e da non più di 60 il quadro cambia. I progetti arrivano a 3 milioni e la prima voce dell’elenco è: acquisto immobile, solo settore turismo, massimo 40% dell’investimento ammissibile.
Quindi sì, l’immobile turistico è finanziabile. Ma la finestra si apre tre anni dopo la costituzione della società e si chiude dopo cinque. Chi arriva con l’idea di un B&B e una società ancora da costituire non ci rientra, e non ci rientrerà per i prossimi tre anni.
C’è poi un secondo elemento da mettere in conto su questa misura. Dal 1° luglio 2026 Invitalia ha comunicato l’esaurimento delle risorse destinate al contributo a fondo perduto: chi presenta domanda da quella data accede solo al finanziamento agevolato a tasso zero. Il vantaggio resta, ma è un vantaggio finanziario, non un contributo.
Il filtro che viene prima delle spese: la forma giuridica
Prima ancora di discutere di cosa comprare, va risolta una questione che taglia fuori una parte consistente di chi ci scrive.
Le FAQ di Autoimpiego Centro-Nord elencano le forme in cui l’attività può essere esercitata: lavoratore autonomo, libero professionista, ditta individuale, società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società a responsabilità limitata comprese le s.r.l.s., società cooperativa, società tra professionisti. E chiariscono quando l’iniziativa si considera avviata: per lavoro autonomo e libere professioni alla data di apertura della partita IVA, per le attività d’impresa alla data di iscrizione al Registro delle Imprese.
Il B&B a conduzione familiare, quello che in molte discipline regionali si esercita nella propria abitazione senza partita IVA e senza iscrizione al Registro delle Imprese, non rientra in nessuna di queste forme. Non è escluso da una clausola specifica: semplicemente non esiste, per la misura, il fatto che ne segna l’avvio.
Chi vuole accedere ai contributi deve quindi scegliere consapevolmente la forma imprenditoriale, con tutto quello che comporta in termini di adempimenti, contributi previdenziali e fiscalità. È una decisione che va presa prima di guardare i bandi, non dopo.
Nota: la disciplina delle strutture ricettive extralberghiere è regionale, e cambia in modo sensibile da regione a regione su numero di camere, obbligo di residenza e periodi di apertura. La forma giuridica ammessa per il tuo progetto va verificata sulla normativa della tua regione prima di impostare qualsiasi domanda.
Cosa è finanziabile davvero
Tolto l’immobile, quello che resta non è poco. Sia Autoimpiego Centro-Nord sia Resto al Sud 2.0 ammettono:
- opere edili di ristrutturazione e manutenzione straordinaria, ma solo entro lo strumento “contributo per programmi di investimento” e nel limite del 50% delle spese ammesse
- macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica, che per un B&B è la voce più corposa dopo i lavori
- programmi informatici e servizi ICT, comprese licenze software, piattaforme digitali e app, quindi anche il gestionale e il motore di prenotazione
- immobilizzazioni immateriali, tra cui la progettazione e lo sviluppo di portali web a scopo promozionale, il visual o digital brand, l’ideazione e la registrazione di marchi
- consulenze tecnico-specialistiche prestate da ETS iscritti al RUNTS, entro il 30% delle spese ammesse
Un dettaglio che vale la pena isolare, perché è quello che fa saltare più piani di spesa: le FAQ di Invitalia precisano che gli impianti generali della sede, elettrico, idrico e gas, sono considerati parte delle opere edili. Non sono impianti nel senso di attrezzature, sono lavori. E questo ha una conseguenza pesante, che vediamo tra un attimo.
Vale anche un chiarimento sull’IVA, spesso data per persa: è ammissibile in tutti i casi in cui non sia recuperabile secondo la normativa nazionale (attenzione che la cosa va verificata caso per caso e bando per bando)
Voucher o contributo: la scelta che decide se puoi rifare gli impianti
Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0 offrono due strumenti alternativi, e la scelta non è una formalità.
Il voucher di avvio è un contributo non rimborsabile in regime de minimis, più semplice e più veloce. Ma le opere edili non ci rientrano, e visto che gli impianti generali sono classificati come opere edili, non ci rientrano nemmeno l’impianto elettrico, quello idraulico e la creazione di nuovi vani. Con il voucher finanzi arredi, attrezzature, software e comunicazione.
Il contributo per programmi di investimento copre una percentuale delle spese su un programma più strutturato e ammette le opere edili entro il 50%.
Per un B&B la differenza è sostanziale. Se il tuo investimento è per metà rifacimento bagni e impianti, il voucher ti lascia scoperto proprio sulla parte più cara. Facciamo un esempio semplificato. Su un programma da 100.000 euro composto da 55.000 di lavori e impianti e 45.000 tra arredi, attrezzature e digitale, il voucher può lavorare solo su quei 45.000. Il contributo per programmi di investimento, invece, considera l’intero importo, con i lavori che restano comunque entro il tetto del 50%.
| Autoimpiego Centro-Nord | Resto al Sud 2.0 | ON – Oltre Nuove imprese | |
|---|---|---|---|
| Territorio | Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria, Marche | Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia | Tutto il territorio nazionale |
| Requisito soggettivo | 18-35 anni non compiuti, inattivi, inoccupati, disoccupati, GOL, working poor | Under 35 in condizione di marginalità o vulnerabilità sociale, inoccupati, inattivi, disoccupati, GOL | Micro e piccole imprese a prevalente partecipazione giovanile o femminile |
| Acquisto immobile | Escluso | Escluso | Ammesso solo turismo, max 40%, solo società da 36 a 60 mesi |
| Opere edili | Max 50%, solo contributo per programmi di investimento | Max 50%, solo contributo per programmi di investimento | Opere murarie max 30% |
| Forma dell’aiuto | Voucher di avvio con maggiorazione fino a 10.000 euro, oppure contributo a fondo perduto | Voucher fino a 40.000 euro, elevabile a 50.000 per beni innovativi, digitali o sostenibili, oppure contributo fino al 75% | Finanziamento agevolato a tasso zero fino al 90%, senza fondo perduto dal 1° luglio 2026 |
Cosa sposta davvero la valutazione
Autoimpiego Centro-Nord non è un bando con graduatoria: è uno sportello, e le domande vengono istruite finché ci sono risorse. Questo non significa che passi tutto. La valutazione entra nel merito del progetto, e il business plan è il documento su cui si gioca la partita, perché è lì che si dimostra la coerenza tra le spese ammissibili richieste e l’attività ricettiva che si vuole avviare.
Le misure aperte oggi, a seconda di dove apri
Al momento in cui scriviamo, per un progetto ricettivo che parte da zero le strade praticabili sono queste.
Nel Centro-Nord, Autoimpiego Centro-Nord è attivo a sportello, senza graduatorie e senza scadenza fissa, fino a esaurimento delle risorse. Il turismo è tra i settori espressamente finanziabili. Il limite è anagrafico e soggettivo insieme: servono meno di 35 anni compiuti e una condizione di inattività, inoccupazione o disoccupazione.
Nel Mezzogiorno, Resto al Sud 2.0 lavora sulla stessa struttura con importi più generosi, incluso il contributo a fondo perduto che sui programmi fino a 120.000 euro arriva al 75% e tra 120.000 e 200.000 al 70%.
Ovunque, ON resta accessibile a giovani e donne senza il vincolo dello stato occupazionale, ma dal 1° luglio 2026 offre solo finanziamento a tasso zero.
Se il B&B ce l’hai già
Il quadro cambia quando l’attività è avviata e il problema non è nascere ma rinnovare o ampliare.
Qui entra la Nuova Sabatini, che non ha limiti di età né requisiti occupazionali e ammette tutti i settori produttivi con la sola esclusione delle attività finanziarie e assicurative. Finanzia macchinari, attrezzature, impianti e beni strumentali nuovi tramite un finanziamento bancario o in leasing tra 20.000 euro e 4 milioni, con un contributo ministeriale calcolato sugli interessi.
Restano fuori terreni e fabbricati, come sempre, e restano fuori i beni usati. Restano fuori anche le semplici sostituzioni di beni. In compenso il contributo sale dal 7,72% ordinario al 10,08% per gli investimenti green, a condizione di possedere un’idonea certificazione ambientale di processo o di prodotto tra quelle riconosciute dalla disciplina. Non basta che l’investimento sia ambientalmente virtuoso: senza certificazione, la maggiorazione non c’è.
Gli errori che fanno respingere le domande
Dalle regole viste sopra discendono i motivi di rigetto più frequenti, e sono quasi tutti evitabili.
Spese sostenute prima della domanda. Il progetto deve essere avviato dopo la presentazione. Sono ammissibili solo le spese documentate da titoli con data successiva. Il preventivo firmato a luglio e pagato ad agosto, con domanda a settembre, è denaro perso.
Iniziativa già operativa. Autoimpiego Centro-Nord ammette iniziative avviate nel mese di presentazione della domanda o in quello immediatamente precedente, e che risultino inattive a quella data. Chi ha aperto il B&B l’anno scorso e ora cerca contributi per sistemarlo sta guardando la misura sbagliata.
Beni usati. Tutti i beni devono essere nuovi di fabbrica. L’arredo di recupero, per quanto sensato in un progetto ricettivo di charme, non è rendicontabile.
Il vincolo triennale. I beni agevolati non possono essere trasferiti, alienati o destinati a usi diversi per i tre anni successivi al completamento del programma di spesa.
Domande frequenti
Il punto di partenza, allora, non è quale bando prendere ma quale progetto stai davvero costruendo. Se il piano regge solo grazie all’acquisto agevolato dell’immobile, la finanza agevolata non è lo strumento e prima lo si scopre, meglio è. Se invece l’immobile ce l’hai già, in proprietà o in locazione, e il fabbisogno riguarda lavori, impianti, arredi e tecnologia, allora lo spazio esiste ed è più ampio di quanto la maggior parte delle persone immagini.
Ti risparmiamo anche il passaggio inverso, che è quello che ci fa perdere più tempo a entrambi. Se il tuo progetto consiste nell’acquistare un immobile da mettere a reddito, se hai più di 35 anni e non rientri nei requisiti di ON, oppure se intendi restare nella forma non imprenditoriale, nessuna delle misure di cui abbiamo parlato fa al caso tuo, e scriverci non cambierà la risposta.
Se invece rientri nei requisiti e vuoi capire quale strumento regge meglio il tuo piano di spesa, possiamo fare i conti insieme prima che tu impegni tempo e denaro nella direzione sbagliata.
Risorse utili
Per rimanere aggiornato, iscriviti alla Newsletter
Scheda di riepilogo sintetica senza carattere di ufficialità ed esaustività con obiettivo di informazione generale. Per approfondimenti occorre fare esclusivo riferimento al bando e alla normativa ufficiale.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link













