Autore: Redazione ENAC Informa • Data: 2 Set 2026
Pubblicato il 02/09/2026
ℹ️ In breve: per la NASpI di settembre 2026 non esiste una data nazionale unica comunicata dall’INPS. Il giorno effettivo dell’accredito va controllato nella propria posizione MyINPS, verificando la disposizione di pagamento, lo stato della domanda e l’eventuale presenza di comunicazioni o variazioni.
Chi aspetta la NASpI settembre 2026 non deve fare affidamento su una data uguale per tutti. L’INPS mette a disposizione il servizio ufficiale “Stato di un pagamento”, attraverso il quale ogni beneficiario può verificare nell’area MyINPS i pagamenti erogati direttamente dall’Istituto e consultarne i dettagli.
Per le domande NASpI appena accolte, il controllo deve partire anche dalla pratica. Le FAQ ufficiali INPS sulla NASpI indicano che il servizio “NASpI: Consultazione domande” permette di verificare esito, importo mensile spettante, durata e prospetto di calcolo. Una volta lavorata e accolta la domanda, l’INPS mette inoltre a disposizione la video-guida personalizzata NASpI, accessibile da MyINPS e notificabile anche tramite SMS o email se il beneficiario ha aggiornato i contatti e prestato il relativo consenso.
Nel 2026 il valore massimo mensile della NASpI è pari a 1.584,70 euro lordi, mentre la retribuzione mensile di riferimento utilizzata nel calcolo è pari a 1.456,72 euro, come stabilito dalla Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026. L’importo che compare a settembre può però essere inferiore per effetto della durata della prestazione, del décalage, delle giornate effettivamente indennizzate o di altre variazioni della posizione.
Quando arriva la NASpI a settembre 2026
La risposta più corretta è: dipende dalla singola disposizione INPS. A differenza delle pensioni o di alcune prestazioni per le quali l’Istituto pubblica un calendario nazionale, per la NASpI non viene comunicato un giorno mensile valido per tutti i beneficiari.
Per chi percepisce già regolarmente l’indennità, il pagamento viene disposto secondo la lavorazione della posizione individuale. Per chi ha presentato una nuova domanda, invece, la prima liquidazione dipende dalla conclusione dell’istruttoria e può arrivare in un momento diverso rispetto ai pagamenti successivi.
| Situazione | Data di pagamento | Controllo utile |
|---|---|---|
| NASpI già in pagamento | Nessuna data nazionale unica | MyINPS → Stato di un pagamento |
| Prima rata | Dopo la conclusione dell’istruttoria | NASpI: Consultazione domande |
| Pratica con variazioni o verifiche | Può differire dai pagamenti precedenti | Stato domanda, notifiche e NASpI-COM |
Per confronto, ENAC ha già spiegato lo stesso principio nell’approfondimento sulla NASpI agosto 2026: la data realmente utile non è una previsione generica, ma quella visualizzata nella disposizione personale dell’Istituto.
Come controllare il pagamento NASpI su MyINPS
Il percorso più diretto è accedere all’area personale INPS con SPID, CIE o CNS e utilizzare il servizio “Stato di un pagamento”. L’INPS precisa che il servizio mostra i dettagli dei pagamenti erogati direttamente dall’Istituto e consente di consultare quelli relativi agli ultimi due mesi.
- Accedi a MyINPS: entra nell’area riservata con la tua identità digitale.
- Apri “Stato di un pagamento”: verifica se esiste già una disposizione relativa alla NASpI.
- Controlla importo e periodo: non guardare soltanto la data, ma anche il periodo liquidato.
- Verifica la domanda: se non compare alcun pagamento, apri “NASpI: Consultazione domande” e controlla lo stato della pratica.
- Leggi le notifiche: richieste di documenti o comunicazioni INPS possono spiegare una lavorazione ancora aperta.
Un altro strumento utile è il Fascicolo previdenziale INPS, che ENAC ha già approfondito in una guida dedicata a pagamenti, domande e posizione contributiva.
Se compare la disposizione ma il bonifico non è ancora visibile
La disposizione INPS e la disponibilità materiale del denaro sul conto possono non coincidere nello stesso momento. Se il pagamento risulta già disposto, è quindi utile distinguere tra una pratica ancora non liquidata e un accredito che deve soltanto essere contabilizzato dall’istituto bancario o postale.
Se invece non compare alcuna disposizione, il controllo deve spostarsi su stato della domanda, eventuali richieste dell’INPS e variazioni comunicate durante il periodo di fruizione.
Perché il pagamento di settembre può essere diverso dal mese precedente
Un importo diverso non significa automaticamente che l’INPS abbia commesso un errore. La NASpI è una prestazione il cui valore può modificarsi nel tempo per effetto del meccanismo di riduzione progressiva, delle giornate liquidate e di eventuali variazioni lavorative o reddituali.
Per gli eventi di disoccupazione dal 1° gennaio 2022, l’INPS applica una riduzione del 3% al mese a partire dal primo giorno del sesto mese di fruizione. Per chi aveva già compiuto 55 anni alla data della domanda, il décalage parte invece dal primo giorno dell’ottavo mese, come chiarito dalla Circolare INPS n. 2/2022.
Esempio: come incide il primo mese di décalage
Esempio semplificato. Se prima dell’avvio del décalage la NASpI mensile lorda è pari a 1.000 euro, la prima riduzione del 3% porta l’importo teorico a 970 euro.
Importo prima del décalage: 1.000 €
Riduzione del 3%: −30 €
Importo teorico dopo la prima riduzione: 970 €
Il netto effettivamente accreditato può essere diverso perché sulla prestazione incidono anche gli aspetti fiscali e il numero di giornate effettivamente liquidate. L’esempio serve soltanto a spiegare perché un accredito di settembre possa risultare più basso pur in assenza di un problema nella pratica.
Nuovo lavoro, cambio IBAN o reddito: quando serve NASpI-COM
Durante la fruizione della NASpI alcune variazioni devono essere comunicate all’Istituto. Le FAQ INPS precisano che l’IBAN utilizzato per l’accredito deve essere intestato o cointestato al beneficiario e che le variazioni di IBAN o codice fiscale vanno comunicate tramite NASpI-COM. Lo stesso servizio viene utilizzato, nei casi previsti, per comunicare variazioni lavorative o reddituali che possono incidere sulla prestazione.
Un nuovo rapporto di lavoro, un’attività autonoma o un reddito da dichiarare possono comportare sospensione, riduzione o necessità di ricalcolo a seconda del caso concreto. Per chi ha lavorato durante l’estate, ENAC ha una guida specifica su NASpI e lavoro stagionale 2026.
Il consiglio è non aspettare che un pagamento mancante faccia emergere il problema. Se è intervenuta una variazione che doveva essere comunicata, conviene verificare subito la posizione e l’eventuale NASpI-COM già trasmessa.
Quanto può essere la NASpI di settembre 2026
Il massimale mensile lordo per il 2026 è di 1.584,70 euro. Non significa però che tutti ricevano quella cifra. L’importo individuale deriva dalla retribuzione media di riferimento e dalla formula prevista dalla normativa, oltre agli eventuali effetti del décalage.
Per non duplicare la guida generale, requisiti, formula di calcolo, durata e domanda sono spiegati nell’articolo ENAC sulla NASpI 2026: requisiti, importo e domanda. Per il controllo mensile di settembre è invece più importante confrontare il prospetto di calcolo con la disposizione effettivamente visualizzata su MyINPS.
NASpI settembre non arrivata: cosa controllare prima di segnalare
Se il pagamento non compare, la prima verifica non deve essere una data letta su un calendario non ufficiale. Bisogna capire se l’INPS ha già emesso una disposizione e se la pratica risulta regolarmente in pagamento.
- Stato della domanda: accolta, in lavorazione, sospesa o con richiesta di integrazione.
- Disposizione di pagamento: presenza o assenza della liquidazione su MyINPS.
- IBAN e modalità di pagamento: soprattutto se sono stati modificati recentemente.
- Nuove attività lavorative: verifica se era necessario inviare NASpI-COM.
- Notifiche INPS: possono segnalare documenti mancanti o informazioni da aggiornare.
L’INPS mette inoltre a disposizione una video guida personalizzata per i beneficiari NASpI, che accompagna l’utente nel controllo della prima rata, dei pagamenti successivi e delle variazioni da comunicare.
Se dopo questi controlli non è chiaro perché la NASpI non risulta liquidata, puoi rivolgerti agli sportelli ENAC portando numero della domanda, eventuali comunicazioni INPS e documentazione relativa a nuovi rapporti di lavoro o variazioni reddituali.
FAQ — NASpI settembre 2026
Domande frequenti su pagamento, importo e MyINPS
Quando arriva la NASpI a settembre 2026?
Non esiste una data nazionale unica comunicata dall’INPS. Il giorno effettivo va verificato nella singola disposizione di pagamento presente su MyINPS.
Dove controllo il pagamento NASpI di settembre?
Puoi utilizzare il servizio INPS “Stato di un pagamento” nell’area MyINPS e, se necessario, controllare anche la pratica tramite “NASpI: Consultazione domande”.
La prima rata NASpI arriva nello stesso giorno dei pagamenti ordinari?
Non necessariamente. La prima liquidazione dipende dalla conclusione dell’istruttoria e può essere disposta in una data diversa dai pagamenti successivi.
Quanto può essere la NASpI nel 2026?
Il massimale mensile lordo è pari a 1.584,70 euro. L’importo effettivo dipende dalla retribuzione di riferimento, dalla durata della prestazione e dalle eventuali riduzioni applicabili.
Perché la NASpI di settembre è più bassa di agosto?
Tra le possibili cause c’è il décalage del 3% mensile, che parte dal sesto mese di fruizione e dall’ottavo mese per chi aveva almeno 55 anni alla data della domanda, oltre a giornate liquidate e variazioni della posizione.
Se cambio IBAN devo comunicarlo all’INPS?
Sì. Le variazioni relative all’IBAN e ad altre condizioni rilevanti devono essere comunicate attraverso i servizi messi a disposizione dall’INPS, compreso NASpI-COM quando previsto.
Un nuovo lavoro può bloccare o ridurre il pagamento NASpI?
Può incidere sulla prestazione in base a durata, reddito e tipo di attività. È necessario verificare le regole applicabili e gli eventuali obblighi di comunicazione all’INPS.

Cosa faccio se non compare alcun pagamento su MyINPS?
Controlla stato della domanda, notifiche INPS, eventuali variazioni lavorative o reddituali e modalità di pagamento. Se il motivo non è chiaro, è opportuno chiedere assistenza sulla singola pratica.
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