Il rapporto analizza il cambiamento delle priorità aziendali in un momento in cui le catene di approvvigionamento globali entrano in una nuova fase di sviluppo. I risultati mostrano che le imprese attribuiscono maggiore importanza al capitale circolante, alla liquidità e alla capacità di monitorare i flussi di cassa, mentre le rotte commerciali e le relazioni di fornitura continuano a evolversi.
Secondo i dati del rapporto, i conflitti in Medio Oriente, unitamente ai prezzi persistentemente elevati del petrolio greggio e dei prodotti raffinati, hanno mantenuto l’indice Global Supply Chain Pressure di Citi al livello più alto dal 2021-2022. In questo contesto, le imprese si stanno concentrando sempre più sullo sblocco della liquidità vincolata nelle proprie catene di approvvigionamento, creando così un vantaggio in termini di liquidità e rafforzando direttamente la propria resilienza.
Il 72% delle imprese globali ha identificato la liberazione della liquidità in eccesso come una priorità strategica fondamentale per i prossimi 12 mesi, rispetto al 66% di inizio 2026. Per il 64% delle imprese intervistate, l’individuazione della liquidità in eccesso nelle proprie catene di approvvigionamento è diventata un fattore chiave nella strategia di gestione del capitale circolante, rispetto al 55% di inizio anno.
“Per molti anni, le discussioni si sono concentrate principalmente sul rafforzamento della resilienza attraverso la diversificazione”, ha affermato Adoniro Cestari, responsabile globale delle soluzioni di finanziamento del commercio e del capitale circolante presso la divisione Servizi di Citi.
“Le aziende hanno diversificato le proprie reti di fornitori e riprogettato le proprie strategie di approvvigionamento per rafforzare le proprie attività. Ora si stanno concentrando su una questione correlata: dove si trova il nostro capitale e con quale rapidità può essere impiegato?”, ha aggiunto.
Il commercio globale continua a crescere, mentre le rotte commerciali si modificano.
I dati di Citi dimostrano che il commercio globale continua a crescere nonostante le interruzioni. I flussi totali di pagamento nella prima metà del 2026 sono aumentati del 40% su base annua, con una crescita registrata in tutte le principali regioni monitorate da Citi.
I flussi di pagamento nel settore tecnologico sono in testa al trend di crescita, poiché lo sviluppo globale delle infrastrutture di intelligenza artificiale continua a rimodellare i flussi di capitale. A livello globale, questi flussi di pagamento sono aumentati del 50% su base annua; in Asia e in America Latina, gli incrementi hanno raggiunto rispettivamente il 60% e il 58%.
I flussi di pagamento nazionali negli Stati Uniti sono aumentati del 37%, mentre i flussi di pagamento transfrontalieri da Taiwan a Singapore sono aumentati del 90% e dagli Stati Uniti a Taiwan del 36%. Questi flussi di pagamento, sia nazionali che transfrontalieri, hanno contribuito in modo significativo alla crescita complessiva del settore tecnologico.
Anche le rotte commerciali si stanno modificando di pari passo con questi flussi di pagamento. Le esportazioni cinesi di automobili e componenti dimostrano chiaramente questa tendenza. Il Nord America riceveva in passato circa un terzo delle esportazioni totali in questa categoria, ma tale quota è scesa a circa il 13% entro la metà del 2026.
Nel frattempo, l’Africa si è affermata come uno dei mercati in più rapida crescita, con una quota quasi raddoppiata, passando da circa l’8% nel 2022 a oltre il 15% oggi. L’America Latina ha registrato il maggiore incremento di quota di mercato all’interno di questo gruppo di prodotti.
Un processo di riorientamento simile è in atto anche nel settore agricolo.Brasile e Argentina hanno contribuito a rafforzare la posizione dell’America Latina come principale fonte di prodotti agricoli per la Cina; negli ultimi trimestri, questi due paesi hanno rappresentato rispettivamente circa un terzo e quasi la metà delle importazioni totali.
In che modo le imprese stanno reagendo a costi, tariffe e interruzioni?
Le pressioni sui costi continuano a rappresentare un fattore significativo che influenza la gestione del capitale circolante da parte delle imprese. A livello globale, il 68% delle aziende ha indicato l’aumento dei costi dei fattori produttivi come un fattore chiave nelle decisioni relative al capitale circolante, mentre il 59% ha citato gli alti tassi di interesse come elemento determinante nella gestione del capitale circolante. Nel complesso, questi fattori suggeriscono che gli alti costi rappresentano ormai una sfida strutturale, e non più meramente ciclica.
L’impatto dei dazi doganali varia significativamente anche tra le diverse regioni. Questo è uno dei principali fattori che spingono le imprese a delocalizzare le catene di approvvigionamento nella regione Asia-Pacifico, dove il 46% delle aziende cita questo fattore, e in America Latina, dove la percentuale sale al 44%.
Tuttavia, in Nord America, i dazi doganali sono stati considerati a malapena un fattore determinante, con solo il 2% delle aziende intervistate che ha citato questo elemento. Ciò suggerisce che il contesto attuale sta avendo un impatto molto diverso nelle varie regioni.
L’interesse per gli strumenti digitali volti a migliorare l’efficienza della gestione del capitale circolante è in costante crescita. Quasi la metà delle aziende dichiara di star valutando soluzioni basate sulla tecnologia dei registri distribuiti (DLT) e sulla blockchain. Allo stesso tempo, la percentuale di imprese che utilizzano l’intelligenza artificiale nelle proprie attività commerciali è quasi triplicata, passando dal 16% del 2024 al 45% di oggi.
«Si tende a considerare ogni shock come la prova di un’inversione di tendenza della globalizzazione. Tuttavia, il rapporto presenta un quadro più articolato. I flussi commerciali, di investimento e di pagamento sono ancora in crescita, semplicemente transitano attraverso mercati e corridoi diversi rispetto a dieci anni fa. Le imprese si stanno adattando a questa realtà, cercando al contempo modalità operative più efficienti in un contesto di prolungata incertezza e sfruttando al meglio la propria liquidità», ha osservato Cestari.
Nel complesso, questi risultati suggeriscono che la prossima fase del processo decisionale nella catena di approvvigionamento sarà influenzata tanto dalle priorità di gestione del budget quanto da quelle operative. Di conseguenza, le aziende si concentreranno sul rafforzamento del flusso di cassa e sul miglioramento della resilienza.
Il rapporto si basa su dati proprietari della rete di pagamenti di Citi, che copre decine di migliaia di clienti aziendali in tutte le principali regioni del mondo; su un’indagine di metà anno condotta da Citi su oltre 700 grandi aziende e 150 fornitori; e su analisi economiche del team di ricerca della banca.
Fonte: https://thoibaonganhang.vn/citi-thuong-mai-toan-cau-tiep-tuc-tang-truong-du-gian-doan-chuoi-cung-ung-187758.html
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