TERAMO – La Provincia di Teramo come “uno dei pochissimi enti in Italia che ha speso e rendicontato entro i termini tutti i fondi del Pnrr”, per scuole e strade. I lavori di messa in sicurezza sismica del Liceo Classico e Convitto Nazionale Melchiorre Delfico partiranno a gennaio e, subito dopo, quelli per la riqualificazione del seminterrato del palazzo di via Milli.
A tracciare un bilancio di quello che è stato fatto e ad annunciare le prossime tappe è il presidente della Provincia di Teramo, il 44enne ingegnere Camillo D’Angelo, civico di centrosinistra, sindaco di Valle Castellana.
Il suo mandato, con la conversione in legge del decreto Pubblica amministrazione, il 144 del 2026, sarà prolungato a marzo 2028, rispetto alla scadenza del gennaio prossimo, per allineare le elezioni del presidente a quelle dei consiglieri provinciali, di un ente che, da quando è entrata in vigore la legge Delrio, è stato declassato a secondo livello, con le sole deleghe all’edilizia scolastica, alla viabilità e poco altro.
Nell’intervista, spiega però D’Angelo, “questo allineamento può essere il preludio, che fa ben sperare, del superamento della Delrio, con il ritorno al voto popolare”, e non più riservato ai soli sindaci e consiglieri. E il suo auspicio è che le Province, mandata in soffitta la legge Delrio, tornino a ottenere le deleghe, trasferite alle Regioni, sul Turismo, Sociale, Sport e Scuola.
Per quanto riguarda il Pnrr, sono stati 30 i progetti di competenza provinciale, dei quali 23 sulle scuole superiori, fra i quali due nuove palestre a Giulianova e a Sant’Egidio alla Vibrata, e sette sulle strade provinciali, per un totale di 14 milioni di euro, tutti completati entro il 31 agosto 2026 e già rendicontati sulla piattaforma ReGiS.
C’è poi il palazzo del liceo classico e del convitto nazionale Melchiorre Delfico, chiuso dall’ottobre 2024 a seguito di un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Teramo per motivi legati alla sicurezza sismica.
E su questo annuncia D’Angelo, i lavori partiranno a inizio 2027, ricordando comunque che, paradossalmente, “un edificio non ha l’indice di sicurezza sismica che risponde alla norma per un motivo banale: la norma è stata fatta nel 2018 e tutti gli edifici sono chiaramente antecedenti e non possono rispondere a quei requisiti”.
In dirittura d’arrivo anche la riqualificazione del piano seminterrato del palazzo centrale della Provincia in via Milli, visto che il 29 settembre la Soprintendenza ha espresso parere favorevole al progetto, con lavori previsti entro il primo trimestre 2027 e della durata di un anno.
Camillo D’Angelo, prima di tutto, tracciamo un bilancio del Pnrr di vostra competenza.
Un bilancio ottimo, direi. Abbiamo speso tutto e tutto abbiamo già rendicontato entro i termini. Ritengo che siamo uno dei pochissimi enti in Italia, orse si contano sulle dita di una mano, a concludere tutta questa procedura e ricordo che la difficoltà non è stata di poco conto.
Per fare cosa?
Le scuole, due in particolare, a Giulianova e Sant’Egidio alla Vibrata, con nuove palestre, e su altre 21 con interventi di manutenzione straordinaria, sicuramente utili ma, a mio avviso, non efficaci, perché dal nostro punto di vista il Pnrr poteva essere più ambizioso.
Cosa avrebbe dovuto prevedere il Pnr?
Non sarebbe dovuto essere un piano di riparazione e manutenzione di vecchi edifici realizzati negli anni ’60, ma di realizzazione di nuove strutture in linea con le attuali esigenze e requisiti, che guardano al futuro. Tant’è che questa impostazione l’abbiamo lanciata, ora per ottenere i fondi del Pnrr riservati ai crateri sismici: abbiamo chiesto al commissario e ai funzionari di rivedere l’utilizzo delle somme per poter realizzare dei campus, luoghi nei quali i ragazzi possono coltivare non solo nel miglior modo la didattica, ma tutti i loro talenti, anche oltre l’orario scolastico, aperti anche al pomeriggio, luoghi aperti alla città, al contesto sociale.
Possiamo fare un esempio?
Nel centro di Teramo abbiamo l’istituto tecnico composto da tre edifici, pensato come un grande polo tecnico-tecnologico: oltre ai laboratori e alle aule c’è un’agorà, un luogo aperto dove fare anche le lezioni, c’è una pista di jogging, campi sportivi e da tennis. Servono strutture che si ispirano un po’ al Nord Europa, come le biblioteche e i caffè culturali, aperti alla sera, dove i ragazzi possono trascorrere del tempo. Questo forse era ciò che avremmo preteso dal Pnrr.
Passiamo a un tema dolente: il liceo classico e convitto nazionale Melchiorre Delfico chiuso da oltre due anni. A che punto siamo per restituirlo agli studenti e alla città?
Il Delfico, come tutte le scuole d’Italia, è un edificio che non ha l’indice di sicurezza sismica che risponde alla norma per un motivo banale: la norma è stata fatta nel 2018 e tutti gli edifici sono chiaramente antecedenti e non possono rispondere a quei requisiti, tant’è che la norma non prevede la chiusura. Noi siamo stati oggetto di un provvedimento da parte del Tribunale, che non abbiamo contestato perché la legge è al di sopra di tutto. Abbiamo piuttosto accelerato i tempi di messa in sicurezza, pur non rientrando quell’edificio tra le nostre priorità, perché aveva e ha, paradossalmente, l’indice più alto tra le nostre scuole. Abbiamo accelerato la progettazione, la conferenza dei servizi e ora stiamo attendendo l’esecutivo del progetto definitivo e, non appena arriverà, tra novembre e massimo dicembre, inizieremo con il provvedimento finale dei lavori, perché la scelta dell’operatore è già stata selezionata. Quindi i lavori inizieranno verosimilmente all’inizio del 2027 e dureranno, come già capitolato, 1.170 giorni.
A che punto siamo invece con il progetto che riguarda il palazzo della Provincia di via Milli?
Siamo in dirittura d’arrivo, con l’ok della Soprintendenza siamo alla fase della gara d’appalto. Parliamo di un palazzo storico che ha due giardini stupendi, sia da una parte che dall’altra, chiusi, e ha un seminterrato adibito ad archivio. L’idea è quella dunque di creare un continuum spaziale per dare possibilità ai cittadini e ai turisti di attraversare fisicamente questo palazzo, creando anche una zona espositiva nel seminterrato, un luogo adibito ad attività culturali ed enogastronomiche. Puntiamo a iniziare i lavori nel primo trimestre, fatta la gara, e prevediamo di tagliare il nastro entro un anno.
Cambiamo fronte: un tema che, tra l’altro, lei ha sempre sollevato quando era solo sindaco di Valle Castellana è quello della viabilità. Del resto, la Provincia di Teramo, per orografia e caratteristiche geologiche, è particolarmente soggetta al dissesto idrogeologico. Ora a che punto siamo con la messa in sicurezza e riqualificazione della rete viaria?
Nella nostra provincia abbiamo fatto un intervento senza precedenti. In questi ultimi due anni abbiamo speso oltre trenta milioni di euro, solo nell’ultimo anno e mezzo, per la manutenzione del manto stradale, guard rail e segnaletica e per intervenire dove esistono i dissesti di mitigazione. Stiamo sopperendo ad anni di incuria. Abbiamo restituito alla comunità provinciale i cantonieri perché nel 2023, anno nel quale mi sono insediato, ce n’erano solo nove; oggi ce ne sono oltre 50 e loro sono il presidio del territorio e soprattutto fanno manutenzione ordinaria con mezzi rinnovati.
Non serve forse più prevenzione?
Assolutamente sì: in Italia non si fa quasi mai, ma in tanti settori, vale per la sanità fino al dissesto idrogeologico, non esiste un’attività preventiva del rischio, di monitoraggio, di analisi. Eppure oggi abbiamo gli strumenti per farlo, con i satelliti, i sensori, l’intelligenza artificiale. Il più delle volte si prendono finanziamenti se legati all’assessore di turno e non sempre realmente necessari; invece si potrebbe, a un costo irrisorio a livello regionale, finanziare un monitoraggio generale di tutte le strade e redigere una classifica di priorità per allocare i finanziamenti. Questa potrebbe essere la vera soluzione di avanguardia, slegata da una politica clientelare. La vera politica deve essere programmazione, prevenzione, stabilire le priorità con criteri oggettivi.
Concludiamo con una domanda classica a un presidente di Provincia: sarà superata la legge Delrio, ritroverà la vecchia centralità l’ente Provincia?
Sicuramente l’allineamento del mandato del presidente con quello del Consiglio depone a favore di un cambio di direzione, può essere il preludio alla vera riforma, cioè quella di restituire ai cittadini il voto e ridare dignità a un ente di prossimità vicino al territorio.
Che deleghe dovrebbe riavere la Provincia, secondo lei?
Quelle tipiche dell’area che le Province rappresentano, legate ai territori. È un errore l’aver dato queste deleghe alla Regione perché c’è troppa diversificazione. Prendiamo il Turismo, non può esserci la stessa strategia nella Marsica, nel Teramano e nel Vastese: gli scenari sono totalmente diversi. Poi il Sociale, perché anche qui le differenze territoriali contano eccome. La Scuola, visto che ci occupiamo già del contenitore, l’edificio scolastico, e sarebbe logico occuparsi anche della gestione del personale e delle dirigenze. E poi lo Sport: sono sindaco di un piccolo Comune e quando esce un bando sugli impianti sportivi magari si decide di realizzare un campo da padel, che va tanto di moda, ma lo stesso magari ha fatto il Comune vicino, e questo non va bene. Serve una regia che la Provincia può garantire, che armonizzi gli interventi, per non creare doppioni, che diversifichi le tipologie di impianti sportivi in una determinata area territoriale.
lavoriamo un buona giornata e buon lavoro grazie a voi la facciamo una battuta politica? non la amo eh lo so poi ogni volta mi si ritorce contro eh lo so se possiamo evitare vabbè no dai insomma voglio dire amiche e amici di Abruzzola siamo in collegamento con Camillo D’Angelo, presidente della provincia di Teramo, sindaco di Valle Castellana lei è già un po’ dietro insomma va lanciata addirittura la sua candidatura a presidente della regione nel regionale 2029 a dir poco in anticipo a che punto siamo insomma? È ancora valido il progetto? Come si sta muovendo politicamente? Sicuramente il mio gruppo è il gruppo che si mette in campo a servizio del territorio non solo provinciale ma anche regionale e teniamo che questa regione possa e debba propendere e aspirare ad altri risultati quindi il nostro lavoro è quello di girare il territorio, farci conoscere parlare con gli amministratori comprendere ciò che non va e soprattutto su quali punti le amministrazioni, i cittadini si sentono da soli, isolati perché parliamo di un territorio che ha oltre 305 comuni non oltre precisamente 305 comuni e molti di questi sono montagni e tutti i comuni montagni hanno difficoltà sia ad interlocuire con la regione con le province ma soprattutto a trovare personale per poter anche disegnare il proprio libro dei sogni quindi c’è anche difficoltà a trovare personale qualificato noi siamo andati in giro ascoltando i territori come l’abbiamo fatto per la provincia, ci proponiamo sicuramente come un’opportunità come una forza politica che vuole mettersi in gioco, aperte a tutte le altre forze in campo che allora vogliono confrontarsi e pronti anche a trattare che tipo di schieramento che collocazione la mia collocazione è stata sempre quella del campo largo sicuramente come contrario purtroppo quando mi sono candidato in provincia il Partito Democratico scelse di fare un accordo con il Partito Fratello d’Italia in maniera un po’ azzardata su questa provincia un accordo fatto a livello regionale dei partiti, una scelta che non gli ha sicuramente premiati perché se può la vittoria sicuramente può essere frutto di accordi personali ma è anche la fotografia di una lontananza rispetto alle scelte dei partiti che ormai sono simili a comitati elettorali più che a volontà del territorio quindi il campo largo, quello che sto dicendo sinistra, quello che va da Alleanza Verde Sinistra, Sinistra Italiana 5 Stelle, PD compresazione in questi ultimi anni è un campo che vuole trovare nuove eleve, nuove risorse perché da tempo non è riuscita a dare le giuste risposte ai cittadini e quindi noi lo stiamo facendo e lo facciamo sul territorio sempre pronti al confronto, pronti al dialogo pronti a rimettere a disposizione Quindi con una civica autonoma di aggregazione No, una civica autonoma assolutamente sarebbe da escludere anche perché l’idea è quella sempre di interlocuire con i partiti sperando che i partiti non facciano scelte legate a persone che magari nell’ultimo trimestre hanno la volontà di fare il tentativo di farsi conoscere e quindi magari siamo anche da questo punto di vista un pungolo ai partiti affinché possono decidere prima e presto su quale scelta attuare perché più delle volte i partiti arrivano molto in ritardo negli ultimi 90 giorni e solo citando quello che ho detto prima è impossibile poter farsi conoscere su 300 comuni in 90 giorni, quindi il lavoro l’ho fatto con antianticipo l’ho fatto anche perché prima di poter fare una proposta politica bisognerebbe ascoltare i territori, gli operatori locali e tutte le attività commerciali economiche che esistono per comprendere di che cosa uno ha bisogno e quindi fare un programma compiuto e completo della regione Abruzzo, impossibile calarlo dall’alto, impossibile calarlo dai partiti, impossibile calarlo dalla segreteria perché l’unica volontà che hanno è quella di capire e comprendere quali seggi scattano, in questo non appartiene assolutamente mai a quella che è stata la mia attività politica perché la risposta concreta ai territori è stata sicuramente il mio partito migliore, cioè il partito del popolo quello di soddisfare coloro che mi hanno votato, poi il partito sicuramente è un contenitore ideali e le appartenenze di se vogliamo anche politiche o comunque di altri progetti e programmi ma questo deve venire e può venire solo successivamente, cioè quando questi partiti si sposano con queste volontà allora sicuramente l’accordo può essere realizzato Allargando lo sguardo diciamo, qui c’è il rischio che si vada a votare alle politiche anche a primavera e insomma va detto che il campo largo è ancora incartato su primarie sì, primarie no chi si candida, chi non si candida insomma, non lo so cosa ne pensarei credo che si vada a votare ma in autunno non a primavera e comunque poco tempo voglio dire spero che il campo largo faccia le primarie, perché le primarie in questo caso io non sono un fan, un sostenitore delle primarie perché a mio avviso sono troppo democratiche per decidere un leader il leader deve essere anche frutto di un percorso di un’analisi compiuta di quelle che sono le competenze di una persona che si mette in campo, ma in questo caso aiuterebbe a riaprire la platea del centro-sinistra e quindi l’area del centro-sinistra ad altre forze che oggi purtroppo sono state messe all’angolo soprattutto a forze magari più civiche persone che si vogliono mettere in campo e soprattutto potrebbero togliere dal letto della tranquillità nella quale stanno i partiti più grandi perché dei competitor, magari gli outsider, potrebbero in qualche modo magari essere una novità e portare persone che oggi non votano più al centro-sinistra a votare quindi le primarie forse sono un vero motore, una vera benzina di questo momento politico del centro-sinistra Oggi alla Camera è tornata la legge elettorale che in giudizio dà sulla reintroduzione delle preferenze? Una legge elettorale tiepida se vogliamo definirla così che non è calda né fredda, nel senso che ha voluto dare una risposta parziale a quella che è stata richiesta di reintrodurre le preferenze ma l’ha fatto sapendo che l’ottanta per cento dei parlamentari sarà deciso a tavolino e l’altro venti per cento, o quantunque scatti nei seggi per i partiti più grandi perché poi in realtà è solo così solo il Fratello d’Italia e il PD avranno beneficio di eventuali seggi che scatorreranno dalle preferenze quindi il secondo seggio delle preferenze e solo qui ci saranno i giochi nei primi partiti per i quali qualcuno potrebbe correre o meglio essere un motore propulsivo per una percentuale maggiore. A mio avviso con Scendola Meloni mi sarei aspettato qualcosa di più netto, o preferenze sì o preferenze no. Anche lì forse per lei potrebbe essere l’opportunità per riportare magari una politica a persone che oggi si sono allontanate.
Quindi sicuramentele preferenze sono l’unico elementoche riporterebbe il Parlamentoparlamentare, Camera e Senatovicini ai cittadiniperché oggi credo, posso dirlosia da amministratore ma anche da cittadinoquando un politico di qualunque livellodiventa parlamentareperde immediatamente il contattocon il territorio perché il suointerlocutore non è più il cittadinoma diventa il Palazzo di Corrierequindi naturalmente è quelloil suo azionista e da lìentra a tenere rapportiabbandonando totalmente il territoriole preferenze generano il contrarioli costringe a tornare sul territorioper essere di nuovo rappresentantiPerfettoEmilio D’Angelo, la ringraziamolavoriamo una buona giornata e buon lavoroGrazie
itroddto allieatneto i m andati del presiente a quello dei cosiglio e dunque il mandato no scade piu a gennaio ma a marzo 2028
eminterato palazzo della rovincia di via Milli
colpletato il pnrr
domanda
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in carico adal genanio 2023
Camillo D’Angelo età 44 anni sindaco Valle stellaan fino a maro pssimo e professione ingegnere
classico e convitto melchirre delgido
a conversione del decrto pa 144 2026 ha itroddto allieamneto i m andati del presiente a quello dei cosiglio e dunque il mandato no scade piu a gennaio ma a marzo 2028
in carico adal genanio 2023
Camillo D’Angelo età 44 anni sindaco Valle stellaan fino a maro pssimo e professione ingegnere
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