#Finsubito news – nel 2026 supereranno i 10 miliardi


Intesa Sanpaolo chiude i primi nove mesi del 2026 con un utile netto record di 8,2 miliardi di euro, in crescita dell’8,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, e rivede al rialzo le previsioni per l’intero esercizio, con un risultato atteso ben superiore ai 10 miliardi di euro. I conti approvati il 3 novembre dal Consiglio di Amministrazione confermano la crescita della redditività del gruppo, sostenuta dall’aumento dei ricavi, dalla riduzione dei costi operativi e dal miglioramento dell’efficienza.

Il risultato netto dei primi nove mesi raggiunge precisamente 8.199 milioni di euro, contro i 7.588 milioni registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Anche il terzo trimestre segna un risultato particolarmente positivo, con un utile di 2.645 milioni di euro, superiore ai 2.372 milioni del corrispondente trimestre del 2025.

A commentare i risultati è Carlo Messina, consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo: «Nei primi nove mesi del 2026 abbiamo conseguito il miglior risultato netto di sempre, pari a 8,2 miliardi di euro. Il terzo trimestre, con un utile netto di oltre 2,6 miliardi, è stato il migliore terzo trimestre di sempre. Questi risultati confermano la solidità del nostro modello di business e la capacità di dare piena esecuzione al Piano d’Impresa 2026-2029».

Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo. Foto dal sito del Gruppo Intesa Sanpaolo

La crescita riguarda tutte le principali componenti dei ricavi. I proventi operativi netti raggiungono 21,46 miliardi di euro, con un incremento del 5% rispetto ai primi nove mesi del 2025. Gli interessi netti salgono a 11,37 miliardi (+2,3%), mentre le commissioni nette aumentano del 5,2%, raggiungendo 7,72 miliardi. Positivo anche l’andamento dell’attività assicurativa, il cui risultato cresce del 5,8% a 1,45 miliardi.

Parallelamente, il gruppo prosegue nel contenimento delle spese. I costi operativi diminuiscono dell’1,3%, attestandosi a 7,88 miliardi di euro, mentre il risultato della gestione operativa sale del 9%, raggiungendo 13,58 miliardi. Il rapporto tra costi e ricavi, il cosiddetto cost/income ratio, scende al 36,7%, rispetto al 39,1% registrato un anno prima.

«Abbiamo registrato ricavi ai massimi storici, in crescita in tutte le componenti grazie alla diversificazione del nostro modello di business. Le attività finanziarie della clientela hanno superato 1.500 miliardi di euro, confermando il continuo slancio commerciale del Gruppo», sottolinea Messina.

La redditività si mantiene su livelli elevati anche nel confronto europeo, con un ROE annualizzato del 21% e un ROTE del 26%. L’utile per azione è cresciuto del 10% rispetto ai primi nove mesi del 2025.

La solidità dei risultati consente alla banca di rafforzare le prospettive per la conclusione dell’esercizio. «Grazie ai risultati conseguiti nei primi nove mesi, possiamo rivedere al rialzo la guidance di utile netto per il 2026, portandola a ben oltre 10 miliardi di euro, nonostante l’impatto fiscale di quasi un miliardo di euro della Legge di Bilancio 2026».

Una parte significativa della redditività sarà destinata alla remunerazione degli azionisti. Intesa Sanpaolo prevede infatti di distribuire nel 2026 9,4 miliardi di euro attraverso dividendi e riacquisti di azioni proprie. Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato un acconto sul dividendo pari a 3,813 miliardi di euro, corrispondente a 22 centesimi per azione, che sarà messo in pagamento il 25 novembre, con stacco della cedola il 23 novembre.

Nei primi nove mesi dell’anno sono maturati 7,8 miliardi di euro di distribuzione agli azionisti, di cui 6,1 miliardi sotto forma di dividendi. A questi si aggiunge il programma di buyback da 2,3 miliardi di euro concluso a ottobre. Per l’intero 2026 il gruppo prevede un payout ratio del 95%, composto per il 75% da dividendi cash e per il 20% da riacquisti di azioni, questi ultimi subordinati alle condizioni e alle autorizzazioni previste.

Un altro elemento centrale dei risultati riguarda il sostegno all’economia reale, con ricadute potenziali anche sul sistema produttivo del Veneto e di Verona, territori nei quali il credito bancario rappresenta una leva fondamentale per gli investimenti delle imprese.

Nei primi nove mesi del 2026 Intesa Sanpaolo ha erogato complessivamente circa 66 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine, di cui 37 miliardi destinati a famiglie e imprese italiane. Di questi, circa 34 miliardi sono stati indirizzati a famiglie e piccole e medie imprese.

Il gruppo ha inoltre accompagnato il ritorno in bonis di circa 1.900 aziende italiane, contribuendo, secondo le stime della banca, a preservare circa 9.500 posti di lavoro. Dal 2014 le imprese riportate a una condizione di regolarità creditizia sono state complessivamente 148.600, con circa 743mila posti di lavoro preservati.

Sul fronte della transizione ecologica, i finanziamenti a medio-lungo termine destinati alla sostenibilità hanno raggiunto 15,1 miliardi di euro, mentre il credito sociale erogato nei primi nove mesi ammonta a 4,4 miliardi.

La qualità del portafoglio crediti rimane uno dei principali punti di forza del gruppo. L’incidenza dei crediti deteriorati, calcolata secondo la metodologia EBA, è pari allo 0,8% al netto delle rettifiche e all’1,6% al lordo. Il costo del rischio annualizzato si attesta a 19 punti base, mentre l’esposizione verso la Russia risulta quasi azzerata.

Anche la patrimonializzazione si conferma solida. Il Common Equity Tier 1 ratio è pari al 13,1%, ampiamente superiore ai requisiti regolamentari, e raggiunge il 13,8% considerando il beneficio potenziale derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive. La liquidità prontamente disponibile ammonta a 196 miliardi di euro, mentre le attività liquide complessive raggiungono 287 miliardi.

Prosegue intanto l’attuazione del Piano d’Impresa 2026-2029, che punta sulla trasformazione tecnologica, sull’intelligenza artificiale e sul rafforzamento delle attività di consulenza e gestione del risparmio.

Dal 2022 ai primi nove mesi del 2026 il gruppo ha già investito 6,2 miliardi di euro in tecnologia. Sono stati avviati 33 progetti legati all’intelligenza artificiale, compresa quella generativa e agentica, mentre circa il 71% delle applicazioni risulta già basato su infrastrutture cloud.

La trasformazione organizzativa prevede anche un importante ricambio generazionale. Entro il 2029 sono programmate circa 12.400 uscite, alle quali si affiancheranno circa 6.300 assunzioni di giovani in Italia. Nei primi nove mesi del 2026 sono già state registrate oltre 2.700 uscite e circa 1.200 nuove assunzioni, di cui circa 800 nel ruolo di Global Advisor.

Il piano punta inoltre a rafforzare il posizionamento nella gestione patrimoniale e nella consulenza finanziaria. Le attività finanziarie della clientela hanno raggiunto 1.511 miliardi di euro, in crescita del 7,1% rispetto a settembre 2025, mentre il risparmio gestito ammonta a 588 miliardi.

La Divisione Banca dei Territori, che comprende la clientela retail e le piccole e medie imprese, ha realizzato nei primi nove mesi 2,69 miliardi di utile netto, in aumento del 9,4%, con proventi operativi netti pari a 9,31 miliardi. Un risultato significativo per la struttura che presidia il rapporto diretto con famiglie, professionisti e imprese nei territori.

Accanto ai risultati economici, Intesa Sanpaolo evidenzia il proprio contributo fiscale e sociale. Nei primi nove mesi del 2026 il gruppo ha generato 5,2 miliardi di euro di imposte, registrando inoltre un impatto di 900 milioni riconducibile alla Legge di Bilancio 2026.

Sul fronte sociale, sono stati investiti oltre 210 milioni di euro nei primi nove mesi del 2026 per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze, contribuendo al miglioramento delle condizioni socioeconomiche di circa 315mila persone in difficoltà. Le iniziative dedicate all’istruzione, all’orientamento e all’occupabilità hanno raggiunto circa 25mila giovani.

Per il 2026, dunque, le prospettive restano orientate alla crescita. Il gruppo prevede ricavi sostenuti soprattutto dalle commissioni e dalle attività assicurative, interessi netti superiori a 15 miliardi di euro, costi stabili e una significativa riduzione degli accantonamenti.

L’obiettivo di superare ampiamente i 10 miliardi di utile netto conferma la capacità di Intesa Sanpaolo di coniugare redditività, solidità patrimoniale e sostegno al sistema economico, in una fase nella quale l’accesso al credito, la trasformazione digitale e gli investimenti sostenibili continuano a rappresentare fattori decisivi per la competitività delle imprese italiane.

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