Colture estensive, a Rovigo il confronto tra Coldiretti e produttori: «Serve una strategia per rafforzare la redditività»


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ROVIGO – Rafforzare la redditività dei seminativi e individuare strumenti concreti per sostenere le aziende agricole. È questo il filo conduttore del convegno “Le colture estensive in Veneto – Incontro e confronto con i produttori”, promosso da Coldiretti Veneto e ospitato a Rovigo presso l’Ufficio Zona Coldiretti. Un appuntamento che ha portato al centro del dibattito le esigenze degli agricoltori e le prospettive di un comparto strategico per l’agricoltura regionale, particolarmente importante anche per il territorio polesano.

Cereali, mais, soia e le altre produzioni da seminativo rappresentano infatti una componente significativa dell’agricoltura veneta e alimentano filiere fondamentali per l’economia agricola, per la zootecnia e per l’approvvigionamento alimentare. Un settore che deve però fare i conti con uno scenario sempre più complesso, caratterizzato dalla volatilità dei mercati, dall’aumento dei costi di produzione e dagli effetti delle condizioni climatiche.

L’incontro di Rovigo è stato aperto dai saluti e dall’introduzione della direttrice di Coldiretti Veneto Marina Montedoro. A seguire, Emanuele Occhi, responsabile nazionale del Settore Grandi Colture di Coldiretti, ha approfondito l’andamento dei mercati dei cereali e gli scenari internazionali che stanno incidendo sul comparto.

Pier Andrea Odorizzi, responsabile economico di Coldiretti Veneto, ha quindi presentato una fotografia della situazione dei seminativi in Veneto, evidenziando il peso del settore e le principali criticità che stanno mettendo sotto pressione la redditività delle imprese.

Il cuore dell’appuntamento è stato però il confronto diretto con gli agricoltori. I produttori hanno portato al tavolo esperienze, difficoltà e proposte maturate quotidianamente nelle aziende del territorio, contribuendo a delineare un quadro delle problematiche che interessano il comparto.

Il dibattito è stato coordinato dal presidente di Coldiretti Veneto Carlo Salvan, insieme all’assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto Dario Bond e al direttore di Veneto Agricoltura Federico Caner.

Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata riservata all’accesso al credito, considerato uno degli strumenti necessari per sostenere le aziende in una fase caratterizzata da difficoltà finanziarie e produttive. Nel corso del dibattito, l’assessore Bond ha prospettato alcune possibili linee di intervento a sostegno delle imprese del comparto, valutando strumenti in grado di agevolare l’accesso alle risorse finanziarie e accompagnare le aziende agricole.

Altro capitolo centrale è stato quello della risorsa idrica, sempre più strategico per le colture estensive. Bond ha evidenziato la necessità di disporre di una fotografia puntuale dei fabbisogni dei diversi territori, attraverso una verifica dei dati contenuti nei fascicoli aziendali. L’obiettivo è individuare le effettive necessità di acqua delle imprese e orientare in maniera più precisa gli interventi.

L’assessore ha inoltre richiamato la disponibilità di risorse e strumenti di Veneto Sviluppo, che possono rappresentare una leva per accompagnare le imprese agricole negli investimenti e nell’affrontare le difficoltà finanziarie e produttive.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della fauna selvatica, particolarmente sentito dagli agricoltori. Rispondendo alle sollecitazioni arrivate dal territorio, Dario Bond ha ricordato l’applicazione presentata dai Consorzi di bonifica e illustrata dal presidente regionale Anbi Alex Vantini, pensata come strumento per raccogliere e gestire le segnalazioni e migliorare il monitoraggio delle problematiche.

Durante il confronto con il pubblico è emerso inoltre il problema dei danni alle strutture di protezione, con particolare riferimento alle gabbie installate nei territori interessati. Gli agricoltori hanno segnalato episodi di gabbie tagliate o divelte, con un danno economico stimato in oltre 50 mila euro.

Sul futuro delle colture estensive è quindi intervenuto il presidente di Coldiretti Veneto Carlo Salvan, che ha richiamato innanzitutto il ruolo della ricerca e dell’innovazione, con particolare riferimento al lavoro svolto dall’agenzia guidata da Federico Caner.

«Dobbiamo stimolare la ricerca e coinvolgere sempre di più anche Veneto Agricoltura, perché per affrontare le sfide che abbiamo davanti la ricerca è indispensabile – ha sottolineato Salvan –. Abbiamo bisogno di innovazione, di nuove soluzioni e di strumenti che permettano alle nostre aziende di essere competitive e di adattarsi ai cambiamenti in atto».

Un altro fronte riguarda il rapporto con la Grande distribuzione organizzata, con la quale è stato avviato un percorso di confronto. «Il tavolo con la GDO è stato attivato e dobbiamo continuare su questa strada – ha aggiunto il presidente di Coldiretti Veneto –. Il confronto lungo la filiera deve proseguire per costruire condizioni più equilibrate e valorizzare adeguatamente il lavoro dei produttori».

Sul fronte del sostegno finanziario, Carlo Salvan ha ribadito la disponibilità di Coldiretti a lavorare insieme alle istituzioni: «Come organizzazione ci mettiamo a disposizione dell’Assessorato e della Regione per individuare strumenti concreti a supporto delle imprese, coinvolgendo, dove necessario, anche il Ministero e ISMEA. Le aziende hanno bisogno di risposte e di strumenti per poter continuare a investire e produrre».

«Abbiamo già perso troppe aziende – ha concluso Salvan – e non possiamo permetterci di perderne ancora. Difendere la presenza agricola significa difendere un comparto strategico per il Veneto, le sue filiere e i suoi territori».

Dal confronto di Rovigo è emersa dunque una pluralità di esigenze che interessano da vicino il mondo agricolo: dalla necessità di rafforzare la redditività dei seminativi all’accesso al credito, dalla gestione della risorsa idrica alla ricerca e all’innovazione, dal rapporto con la GDO alla necessità di contrastare i danni provocati dalla fauna selvatica.

Un confronto concreto tra produttori e istituzioni, nato dalla volontà di raccogliere direttamente dal territorio le difficoltà delle aziende e trasformarle in possibili strumenti di intervento. L’obiettivo indicato al tavolo rodigino è quello di sostenere la competitività delle imprese, garantire continuità alla produzione e tutelare un comparto portante dell’agricoltura veneta, con una particolare attenzione alle esigenze che arrivano dalle aziende del territorio polesano.


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