Più risorse per l’agricoltura piemontese, con un intervento concentrato su tre questioni: la tutela dell’agrobiodiversità, la gestione dei pascoli permanenti e la riduzione delle emissioni di ammoniaca legate alle attività agricole e zootecniche.
La Regione Piemonte ha annunciato un rafforzamento dei bandi agricoli del CSR 2026 attraverso una dotazione aggiuntiva di 7,510 milioni di euro. L’operazione utilizza risorse recuperate nell’ambito della programmazione dello sviluppo rurale e punta ad aumentare la capacità di finanziamento delle misure agro-climatico-ambientali.
La parte più consistente del nuovo stanziamento, 3 milioni di euro, sarà destinata agli allevatori custodi dell’agrobiodiversità. Altri 1,5 milioni serviranno a rafforzare il sostegno alla gestione dei pascoli permanenti, mentre 2,5 milioni saranno destinati alle aziende impegnate nella riduzione delle emissioni di ammoniaca di origine agricola e zootecnica.
Restano inoltre 500 mila euro, che saranno distribuiti tra gli interventi dedicati all’agrobiodiversità e quelli relativi all’adozione o al mantenimento di pratiche e metodi di produzione biologica.
L’obiettivo non è soltanto aumentare le risorse disponibili, ma permettere a un numero maggiore di aziende di accedere concretamente ai finanziamenti.
Secondo i dati forniti dalla Regione, sarà infatti possibile arrivare alla copertura del 100% dei progetti in graduatoria che risultano idonei e finanziabili per le misure interessate.
Per il bando dedicato alla riduzione delle emissioni, invece, la copertura prevista salirà a circa il 76%.
Le graduatorie definitive dei beneficiari sono attese nei prossimi giorni. Saranno quelle a definire nel dettaglio quali aziende potranno accedere alle risorse e quali progetti potranno essere finanziati.
È un passaggio importante perché i nuovi fondi non riguardano soltanto interventi di carattere ambientale. Per le aziende agricole significano anche risorse per sostenere i costi necessari a gestire terreni e allevamenti e per adeguare le tecniche produttive.
Il primo grande capitolo riguarda i pascoli permanenti, particolarmente importanti nelle aree collinari e montane del Piemonte. La loro gestione rappresenta una componente del sistema agricolo e zootecnico regionale, ma ha anche effetti sulla conservazione del paesaggio e degli ecosistemi.
Il CSR regionale prevede uno specifico intervento dedicato alla gestione dei prati e dei pascoli permanenti, inserito tra le misure agro-climatico-ambientali.
Il sostegno consente quindi di accompagnare le aziende che mantengono queste superfici e che sono chiamate a rispettare specifici impegni di gestione.
Un secondo asse è quello dell’agrobiodiversità. I 3 milioni destinati agli allevatori custodi puntano a sostenere la conservazione di patrimoni genetici legati alle produzioni agricole e zootecniche che rischiano di ridursi progressivamente.
La conservazione delle razze e delle risorse genetiche agricole non riguarda soltanto la memoria del territorio. Per il settore rappresenta anche un patrimonio produttivo, legato alla capacità di mantenere nel tempo caratteristiche e varietà che fanno parte della storia agricola piemontese.
A questo capitolo si aggiunge quello dell’agricoltura biologica, con risorse destinate alle aziende che scelgono di adottare o mantenere specifici metodi di produzione.
Anche il biologico è inserito nella programmazione del CSR attraverso bandi dedicati e impegni pluriennali. I 500 mila euro residui saranno distribuiti tra questo ambito e le misure legate all’agrobiodiversità.
Una quota consistente delle nuove risorse, 2,5 milioni di euro, riguarda invece la riduzione delle emissioni di ammoniaca.
È un tema direttamente collegato all’attività agricola e, in particolare, alla gestione degli effluenti degli allevamenti e dei processi produttivi.
L’intervento previsto dal CSR sostiene l’adozione di tecniche di distribuzione a basse emissioni degli effluenti di allevamento e del digestato, sia palabile sia non palabile.
La misura è rivolta agli agricoltori, singoli o associati, e prevede specifici impegni sulle superfici agricole interessate.
Per le aziende significa poter contare su un sostegno economico nel passaggio verso sistemi produttivi capaci di ridurre l’impatto ambientale senza scaricare interamente sui bilanci aziendali il costo degli adeguamenti necessari.
La dotazione complessiva di 7,510 milioni di euro si inserisce nel più ampio aggiornamento del CSR 2023-2027, il Complemento regionale per lo sviluppo rurale collegato al Piano strategico nazionale della Pac.
La versione vigente del programma è stata adottata dalla Giunta regionale nel maggio 2026, mentre il cronoprogramma dei bandi è stato aggiornato anche nel mese di settembre.
La provenienza delle risorse rappresenta un altro elemento dell’operazione. Secondo quanto comunicato dalla Regione, il rafforzamento dei bandi non comporta un aggravio finanziario per il bilancio regionale.
La quota di cofinanziamento regionale ammonta a 1.336.029 euro, pari al 17,79% dei 7,510 milioni complessivi. Si tratta di somme che non erano state utilizzate nell’ambito di precedenti bandi e che ora vengono rimesse a disposizione.
La possibilità di riassegnarle è arrivata con l’ultima modifica del Piano strategico della Pac nazionale, approvata dall’Unione europea nel luglio scorso.
Alla quota regionale si aggiungono quindi le componenti di finanziamento europea e statale, secondo il sistema previsto dalla programmazione.
Il meccanismo del CSR piemontese prevede infatti la partecipazione del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), dello Stato e della Regione. Per gli interventi agro-climatico-ambientali, la quota regionale è pari al 17,79%.
Il risultato è una dotazione che può essere utilizzata per ampliare la platea dei beneficiari e aumentare la copertura delle domande già presentate.
L’annuncio è arrivato nei giorni di Terra Madre 2026, manifestazione che quest’anno dedica particolare attenzione al tema della biodiversità.
Per l’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni, la coincidenza assume un significato particolare perché mette in relazione la tutela delle risorse naturali con la sostenibilità economica delle aziende agricole.
La strategia regionale punta infatti a tenere insieme due esigenze che spesso vengono considerate separatamente: da una parte la necessità di ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura, dall’altra quella di garantire alle imprese le condizioni economiche per poter affrontare gli investimenti e gli adeguamenti richiesti.
Il tema riguarda anche la valorizzazione delle produzioni agroalimentari piemontesi, dal comparto lattiero-caseario alla carne, fino al biologico.
La nuova dotazione dovrebbe quindi intervenire su una parte della filiera agricola che non riguarda soltanto la produzione in senso stretto, ma anche la conservazione del territorio, la gestione delle superfici agricole e la qualità dei processi produttivi.
Il passaggio decisivo sarà ora quello delle graduatorie definitive.
È lì che sarà possibile capire nel dettaglio come verranno distribuiti i 7,510 milioni di euro aggiuntivi, quante aziende potranno essere finanziate e quali progetti potranno concretamente partire.
Per alcune delle misure interessate la Regione prevede una copertura del 100% delle domande idonee e finanziabili, mentre per quella dedicata alla riduzione delle emissioni la percentuale dovrebbe arrivare a circa il 76%.
Sono numeri destinati a incidere direttamente sulla possibilità delle aziende di realizzare gli interventi previsti nei propri progetti.
La logica dell’operazione è quindi quella di utilizzare risorse già disponibili per rafforzare misure che hanno una duplice funzione: sostenere il reddito e la capacità di investimento delle aziende e, allo stesso tempo, accompagnare il settore verso pratiche più attente alla biodiversità, alla gestione del territorio e alla riduzione delle emissioni.
Per il Piemonte si tratta di tenere insieme tre obiettivi strettamente collegati: conservare il patrimonio agricolo e zootecnico, mantenere vivi i pascoli e ridurre l’impatto ambientale delle attività produttive.
Ora saranno le graduatorie a trasformare i numeri dello stanziamento in finanziamenti concreti per le aziende agricole piemontesi.
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