Nonostante lo scetticismo di chi ritiene irrealistici e irraggiungibili gli obiettivi di crescita a doppia cifra, il quadro economico dei primi nove mesi del 2026, con un PIL in crescita del 9,01%, rappresenta la conferma più convincente della resilienza e del forte potenziale di crescita del Vietnam.
Questa trasformazione positiva non è frutto della fortuna o della pura forza di volontà, ma è il risultato dell’azione decisiva del governo, che ha azionato l’interruttore istituzionale eliminando completamente i “colli di bottiglia” per sbloccare le risorse.
La crescita del PIL nel terzo trimestre ha raggiunto il 9,95%, portando la crescita media dei primi nove mesi al 9,01%, un risultato notevole nel contesto complesso dell’economia globale . L’aspetto degno di nota non risiede solo nei valori assoluti, ma anche nell’elevato tasso di crescita costante registrato in ogni trimestre: il primo trimestre è cresciuto dell’8,15%, il secondo dell’8,81% e il terzo ha sfiorato la doppia cifra, attestandosi al 9,95%. Questa tendenza al rialzo riflette una forte dinamica interna, l’attivazione di molteplici fattori trainanti e una ripresa ciclica piuttosto che un’impennata temporanea.
Tuttavia, per comprendere appieno il significato di questo risultato, è necessario inserirlo nel contesto più ampio degli obiettivi stabiliti dal Comitato Centrale all’inizio del mandato. La Conclusione n. 18-KL/TW della 2a Conferenza del 14° Comitato Centrale del Partito Comunista del Vietnam (Conclusione 18) fissa l’obiettivo di perseguire una crescita a “due cifre” nel periodo 2026-2030, sottolineando che si tratta di un “compito politico fondamentale” che deve essere concretizzato in compiti, risultati e prodotti per ogni settore, agenzia e località, collegati alla responsabilità del capo di ciascuna organizzazione.
A partire da questo obiettivo, è stato chiaramente definito anche un cambiamento di mentalità nella governance. In una riunione con il Comitato centrale per le politiche e le strategie, tenutasi il 20 maggio 2026 per valutare le risorse di sviluppo nazionale legate al raggiungimento di una crescita economica a doppia cifra e alla definizione di un nuovo modello di crescita, il Segretario generale e Presidente To Lam ha sottolineato: “La crescita a doppia cifra non può essere il risultato dell’estensione del vecchio modello di crescita”. È necessario non solo mobilitare più risorse, ma anche cambiare il modo in cui le risorse vengono organizzate, allocate e utilizzate, promuovere la scienza e la tecnologia, l’innovazione, la trasformazione digitale e migliorare la produttività.
Partendo da un obiettivo strategico e da direttive specifiche, il requisito più importante è trasformare tale obiettivo in un programma d’azione concreto. Per dare rapida attuazione alla Conclusione 18, il Governo ha prontamente emanato la Risoluzione 109/NQ-CP del 16 aprile 2026, relativa al programma d’azione per l’attuazione della Risoluzione del XIV Congresso Nazionale e delle conclusioni del Comitato Centrale, seguita dalla Risoluzione 169/NQ-CP del 27 giugno 2026, che assegna obiettivi di crescita specifici a ciascuna località. Questo approccio dimostra che l’obiettivo di crescita non viene definito a livello centrale in modo generico, ma viene trasformato in compiti e obiettivi più specifici a ogni livello e in ogni località.
Ancora più importante, il fattore chiave è rappresentato da riforme istituzionali rivoluzionarie, che modificano e attuano politiche specifiche per eliminare definitivamente i colli di bottiglia istituzionali e amministrativi e sbloccare le risorse per lo sviluppo. Il 29 aprile 2026, il governo ha emanato otto risoluzioni sulla riduzione, il decentramento e la semplificazione delle procedure amministrative e delle condizioni operative.
Le risoluzioni fissano obiettivi chiari per la riduzione di oltre il 50% dei tempi e dei costi di conformità per imprese e cittadini. Sottolineano il rafforzamento del decentramento e della delega di autorità a tutti i livelli di governo, nonché la revisione e la semplificazione di tutti i processi e le procedure relative a ispezioni specializzate, permessi di costruzione, sicurezza antincendio, tutela ambientale e procedure di investimento nelle zone industriali.
Inoltre, per affrontare il “collo di bottiglia” nell’erogazione degli investimenti pubblici e nella connettività infrastrutturale – un fattore chiave per la crescita – il Governo ha dato disposizioni decisive per l’attuazione di direttive incentrate sulla riduzione delle procedure di preparazione degli investimenti, sull’esproprio dei terreni e sulla pianificazione; e sul trasferimento flessibile di capitali da progetti a lento avanzamento a progetti con una buona capacità di assorbimento di capitali. Di conseguenza, l’erogazione di investimenti pubblici nei primi nove mesi del 2026 ha raggiunto circa 643 trilioni di VND (con un aumento del 12,9% rispetto allo stesso periodo). Il Governo ha inoltre emanato decisioni per rimuovere gli ostacoli relativi ai materiali da costruzione e all’esproprio dei terreni per progetti infrastrutturali strategici come la ferrovia ad alta velocità Nord-Sud, i sistemi autostradali interregionali, le infrastrutture portuali, gli aeroporti, la logistica, le infrastrutture digitali, i data center e l’intelligenza artificiale (IA).
È chiaro che il ruolo della gestione macroeconomica non risiede in una singola decisione, bensì nella capacità di coordinare simultaneamente molteplici politiche. Il governo promuove gli investimenti pubblici e sostiene la produzione e le imprese, mantenendo politiche fiscali e monetarie che favoriscano la crescita e garantiscano al contempo la stabilità dei principali equilibri.
Le suddette politiche, decisioni e risoluzioni sono la prova più evidente che il Governo non si è limitato alla “volontà politica”, ma ha utilizzato in modo proattivo strumenti istituzionali e politici per rimuovere gli ostacoli, sbloccare capitali e risorse per l’intera società e creare solide basi per il raggiungimento di una crescita a doppia cifra.
Dal governo centrale, la pressione per l’attuazione delle politiche si sta spostando anche a livello locale. Nei primi nove mesi, 12 delle 34 località hanno registrato una crescita a doppia cifra; alcune località hanno avuto tassi di crescita elevati, come Quang Ninh, Bac Ninh e Da Nang. Hanoi, pur avendo registrato una crescita dell’8,85% nei primi nove mesi, ha raggiunto il 10,02% solo nel terzo trimestre, dimostrando il potenziale per generare ulteriore slancio di crescita nei mesi rimanenti dell’anno. I risultati differenti tra le località evidenziano anche la necessità di evitare l’applicazione di un’unica formula e di individuare invece correttamente i vantaggi, i punti critici e il potenziale di sviluppo di ciascuna area.
È a questo livello di attuazione che la qualità della governance determinerà in larga misura l’esito della spinta finale. L’8 luglio 2026, durante un incontro con Hanoi, il Segretario Generale e Presidente To Lam ha chiesto alla città di rielaborare i propri scenari di crescita per ogni settore industriale, comparto e progetto principale, sottolineando l’obiettivo di una crescita elevata ma “non perseguita a tutti i costi”. Questo messaggio dimostra che la crescita deve andare di pari passo con la qualità, l’efficienza e la sostenibilità, anziché limitarsi a inseguire un singolo dato di fine anno.
Nonostante i risultati molto positivi, dobbiamo anche riconoscere francamente che la pressione negli ultimi tre mesi dell’anno rimane molto elevata nel contesto di un’economia globale ancora soggetta a molti cambiamenti imprevedibili.

Nella riunione ordinaria del governo del 3 ottobre 2026, il Primo Ministro Le Minh Hung ha identificato gli ultimi tre mesi dell’anno come un “periodo critico”, caratterizzato da immense pressioni e sfide, e ha chiesto a ministeri, settori e autorità locali di definire chiaramente la propria determinazione, la tabella di marcia e i compiti per raggiungere gli obiettivi del quarto trimestre e dell’intero anno.
Il Primo Ministro ha richiesto che da ora fino alla fine dell’anno, ogni ministero, settore e ente locale individui in modo specifico i compiti importanti da svolgere ogni mese, definisca chiaramente i risultati attesi e indichi quale agenzia, individuo o gruppo sia responsabile della direzione e del coordinamento dell’attuazione.
Pertanto, l’esigenza per il quarto trimestre non è solo quella di “accelerare”, ma di accelerare nei settori giusti. Guardando solo ai numeri, il divario tra la crescita del 9,01% registrata nei primi nove mesi e l’obiettivo di crescita a doppia cifra per l’intero anno è significativo. Ma ciò che è ancora più rilevante è che l’economia dispone di fattori concreti per proseguire il suo trend positivo: una forte ripresa della produzione industriale; maggiori investimenti sociali; maggiori investimenti diretti esteri; espansione degli scambi commerciali; turismo fiorente; e investimenti pubblici in aumento. La questione che rimane aperta è la capacità di liberare le risorse attualmente stagnanti e di trasformare queste opportunità in risultati tangibili in tempi brevissimi.
Il tasso di crescita del 9,01% registrato negli ultimi nove mesi non rappresenta un punto di arresto, bensì un trampolino di lancio. Conferma che le opinioni scettiche e sprezzanti sulla capacità del Vietnam di raggiungere una crescita a doppia cifra sono del tutto irrealistiche e prive di fondamento scientifico.
Sebbene il quarto trimestre presenti numerose sfide, grazie ai risultati raggiunti e al trend sempre più positivo, disponiamo di basi solide, fiducia e risorse sufficienti per superare gli ostacoli e portare l’economia all’obiettivo di una crescita a doppia cifra. Non si tratta solo di crescita numerica, ma anche della dimostrazione di un Vietnam che si sta trasformando con forza verso un nuovo modello di crescita: più qualitativo, più efficiente e più sostenibile.
Fonte: https://www.vietnamplus.vn/bat-cong-tac-the-che-khoi-thong-nguon-luc-cho-tang-truong-hai-con-so-post1139849.vnp
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