chi eredita e quanto si paga


Come funziona il calcolo

Rispondi a tre gruppi di domande: quando è mancato il tuo familiare e se ha lasciato un
testamento, chi resta della famiglia, cosa possedeva e cosa doveva. Il calcolatore applica il
codice civile per dirti chi eredita e con quale quota, poi le regole fiscali per dirti quanto
paga ciascun erede e le date da segnare.

Le imposte seguono le specifiche che l’Agenzia delle Entrate pubblica per l’autoliquidazione.
La dichiarazione arrotonda all’euro, il calcolatore al centesimo: fra i due numeri può esserci
qualche euro. Tutto avviene sul tuo dispositivo, e famiglia e patrimonio non arrivano al nostro
server. Alla fine stampi l’esito e lo porti al notaio, al CAF o al commercialista.

Le regole sono quelle in vigore alla data del decesso: fino al 2024 l’imposta la liquidava
l’ufficio, dal 2025 la calcolano gli eredi. Dal 1° gennaio 2027 il testo unico sulle successioni
(D.Lgs. 346/1990) lascia il posto al D.Lgs. 123/2025, e gli articoli su aliquote, presunzione e
pagamento cambiano solo numero: il 7 diventa 93, il 9 diventa 95, il 37 diventa 120. Dal 2027 restano
uguali anche scadenze e rate, ipotecaria al 2% e catastale all’1%, bollo e tributo speciale (il
tributo passa al D.Lgs. 174/2024). Il testo nuovo esclude la prima casa di categoria catastale A/1,
A/8 o A/9 dalla misura fissa (200 € di ipotecaria e 200 € di catastale), e l’esito te lo segnala. Per
contare le imposte in misura fissa di ogni casa e delle sue pertinenze il calcolatore segue ancora le
istruzioni dell’Agenzia per il 2026. Il testo nuovo può cambiare prima del 1° gennaio 2027.

Cosa tenere a portata di mano

Bastano la data del decesso, i familiari in vita e una stima di cosa c’era nell’eredità: il
valore degli immobili, il saldo di conti e depositi, i debiti. Per gli immobili scrivi il valore
che metterai in dichiarazione, per esempio quello catastale: il calcolatore non lo ricava dalla
rendita. Per ogni immobile ti chiede anche di chi era. È in comunione dei beni
l’immobile comprato da sposati dal 20 settembre 1975 in poi e prima di un’eventuale separazione, se
nessuno dei due aveva scelto la separazione dei beni: lì scrivi il valore intero, e in eredità
entra la metà del defunto. Vale anche quando l’atto porta un nome solo, compreso quello del
coniuge rimasto: metà era del defunto, e l’immobile va inserito.

Quando serve un professionista

Il calcolatore ti dà il quadro; la dichiarazione la presenti tu con il software dell’Agenzia,
oppure un notaio, un commercialista o un CAF. Alcuni casi restano a loro: un testamento, che
decide le quote al posto della legge; l’assegno al coniuge separato con addebito; un nipote che subentra a
un genitore mancato e manca a sua volta; beni all’estero, aziende, trust, agevolazioni diverse
dalla prima casa, il valore del diritto di abitazione che spetta al coniuge.

Domande frequenti

Chi eredita se non c’è il testamento?

Lo decide il codice civile. Il coniuge con un solo figlio prende metà dell’eredità; con due o più figli un terzo, e i figli si dividono il resto in parti uguali (art. 581). Senza figli il coniuge prende due terzi se restano ascendenti o fratelli (art. 582), tutto se non resta nessuno di loro (art. 583). Senza coniuge né figli la legge chiama genitori e fratelli, con gli altri ascendenti al posto dei genitori se mancano entrambi, poi i parenti fino al sesto grado; in mancanza di tutti, lo Stato (artt. 568-572 e 586).

Quanto si paga di imposta di successione?

Dipende dalla parentela, e si calcola sulla quota di ciascun erede. Coniuge e parenti in linea retta (figli, nipoti figli dei figli, genitori, nonni): 4% su quanto supera 1.000.000 € a testa. Fratelli e sorelle: 6% oltre 100.000 €. Altri parenti fino al quarto grado e affini (in linea retta, o collaterali fino al terzo grado): 6% su tutta la quota. Tutti gli altri: 8%. Per un erede con disabilità grave (art. 3, comma 3, L. 104/1992) la franchigia sale a 1.500.000 €. Fonte: art. 7 del D.Lgs. 346/1990, dal 2027 art. 93 del D.Lgs. 123/2025.

Se eredito solo un conto corrente devo fare la dichiarazione di successione?

Sei esonerato se l’eredità va solo al coniuge e ai parenti in linea retta, l’attivo non supera 100.000 € e fra i beni non ci sono immobili né diritti reali su immobili (art. 28, comma 7 del D.Lgs. 346/1990). Il calcolatore guarda l’attivo al lordo dei debiti. Basta un box o una quota di una casa, di qualunque valore, perché la dichiarazione torni dovuta.

Entro quando si presenta la dichiarazione e si paga l’imposta?

La dichiarazione entro 12 mesi dal decesso, e nello stesso termine si pagano le imposte ipotecaria e catastale, le tasse e il bollo. Per i decessi dal 2025 l’imposta di successione la calcolano gli eredi e la versano entro 90 giorni dalla scadenza della dichiarazione (art. 37 del D.Lgs. 346/1990, dal 2027 art. 120 del D.Lgs. 123/2025). L’esempio dell’Agenzia: decesso il 22/10/2025, dichiarazione entro il 22/10/2026, imposta entro il 20/01/2027. I 12 mesi partono più tardi in alcuni casi, come una rinuncia o l’accettazione con beneficio d’inventario.

Quanto costa la successione se c’è una casa?

Sul valore degli immobili non agevolati si pagano l’imposta ipotecaria del 2% e la catastale dell’1%, e nessuna delle due scende sotto l’imposta fissa: 200 €, oppure 168 € per le successioni aperte fra il 3 ottobre 2006 e il 31 dicembre 2013. Con l’agevolazione prima casa ciascuna vale l’imposta fissa per ogni prima casa, e l’abitazione con le sue pertinenze conta come una sola. Si aggiungono 120 € di tasse ipotecarie e catastali e 85 € di bollo, entrambi per ogni conservatoria. L’agevolazione dimenticata si può chiedere anche dopo: fino alla notifica dell’accertamento o, se non arriva, entro 5 anni dalla scadenza della dichiarazione (risoluzione 66/E del 2024).

Le donazioni fatte in vita cambiano l’imposta?

Per i decessi dal 1° gennaio 2025 l’imposta guarda solo l’eredità: il cumulo con le donazioni è stato abrogato dal D.Lgs. 139/2024. Le donazioni contano ancora per il codice civile, quando si controlla se il coniuge, un figlio o un ascendente ha ricevuto meno della quota che la legge gli riserva.

Perché il calcolo aggiunge un 10% per denaro, gioielli e mobili?

È la presunzione dell’art. 9 del D.Lgs. 346/1990 (dal 2027 art. 95 del D.Lgs. 123/2025): la legge dà per scontato che l’eredità contenga anche denaro, gioielli e mobili per il 10% del valore. Il calcolatore la applica come fa il software dell’Agenzia, dopo la franchigia di ciascun erede, e scala quanto hai già dichiarato di quei beni. Con un inventario analitico non si applica.

Hai ereditato una casa in provincia di Lecce?

Prima o poi arriva l’altra domanda: tenerla, affittarla o venderla. Per scegliere serve il suo
valore di mercato, che è un numero diverso dal valore catastale. Te lo diamo noi, con una
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Camillo Barone — Agente Immobiliare FIMAA
Aggiornato al 6 ottobre 2026 sul D.Lgs. 346/1990, sul codice civile e sulle istruzioni
dell’Agenzia delle Entrate. Il risultato è una stima e non sostituisce la dichiarazione.


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