#Finsubito news – cosa sono, valore e come venderli


I Certificati Bianchi offrono alle imprese di trasporto la possibilità di ottenere un beneficio economico dai risparmi energetici.

Un’opportunità che passa anche dalle nuove tecnologie di guida intelligente, capaci di ridurre i consumi di gasolio fino al 15% e oltre, secondo i risultati delle sperimentazioni di MinervaS.

Il gasolio pesa sui conti delle imprese di autotrasporto. Ridurne il consumo significa abbattere una delle principali voci di spesa, soprattutto per chi gestisce flotte di camion.

Ma c’è anche un’altra possibilità: ottenere un ricavo aggiuntivo attraverso i Certificati Bianchi, conosciuti anche come Titoli di Efficienza Energetica (TEE).

Si premiano gli interventi che producono risparmi energetici misurabili e aggiuntivi. È disciplinato dal Decreto Ministeriale del 21 luglio 2025 e riguarda anche il settore dei trasporti.

Per le aziende di autotrasporto consumare meno carburante ha doppio guadagno. Ridurre i costi operativi e, quando ci sono i requisiti, ottenere certificati da vendere sul mercato.

Certificati Bianchi: cosa sono e come funzionano nei trasporti

I Certificati Bianchi sono titoli che attestano un risparmio di energia primaria. Sono riconosciuti dal GSE.

A comprarli sono soprattutto i distributori di energia elettrica e gas naturale. Soggetti agli obblighi di risparmio energetico. Questi operatori devono raggiungere obiettivi stabiliti dalla normativa e possono farlo anche acquistando certificati da altre imprese.

Così nasce l’opportunità per i trasporti.

Un’azienda che riduce i consumi della propria flotta può presentare, direttamente o attraverso un soggetto qualificato, un progetto di efficientamento energetico. Se il GSE riconosce i risparmi ottenuti, vengono emessi i relativi certificati.

I titoli possono poi essere venduti sul mercato gestito dal GME oppure attraverso accordi bilaterali.

Non si tratta di uno sgravio fiscale, ma di un incentivo economico che può tradursi in un ricavo per l’impresa.

Risparmio di carburante oltre il 15%: il caso MinervaS

La riduzione dei consumi non dipende soltanto dai motori o dall’età dei camion. Contano anche il percorso, il traffico, il carico trasportato e lo stile di guida.

Oggi l’intelligenza artificiale permette di intervenire su questi fattori senza dover necessariamente sostituire i veicoli.

È il caso di enaide®, la tecnologia sviluppata dalla scale-up deeptech MinervaS, che utilizza algoritmi predittivi per aiutare i conducenti a guidare in modo più efficiente.

Il sistema analizza le condizioni del viaggio e suggerisce velocità e accelerazioni ottimali. Tiene conto del traffico, delle caratteristiche della strada, del meteo e del carico. I dati raccolti permettono il controllo dei consumi e delle prestazioni dei mezzi.

Le sperimentazioni MinervaS condotte su flotte commerciali e industriali hanno registrato un risparmio medio di carburante superiore al 15% a livello di flotta, con risultati che hanno raggiunto il 30% su singoli veicoli.

Sono dati riferiti alle sperimentazioni dell’azienda, non risparmi garantiti per ogni flotta. I risultati cambiano in base ai mezzi e alle condizioni di utilizzo.

Per un’impresa di trasporto merci con decine di camion, tuttavia, anche una riduzione del 10-15% può incidere sensibilmente sulla spesa annuale per il gasolio.

C’è poi il tema dei Certificati Bianchi. La possibilità di misurare i consumi prima e dopo l’introduzione di sistemi di guida efficiente può aiutare a documentare i risparmi energetici e a valutare l’accesso agli incentivi.

Come ottenere i Certificati Bianchi per una flotta di camion

Per accedere al meccanismo non basta installare un dispositivo che promette di consumare meno carburante.

Il risparmio deve essere dimostrato. E soprattutto deve rispettare i requisiti previsti dal GSE.

L’azienda deve partire da un progetto ammissibile. Definire come misurare i consumi prima e dopo l’intervento. Nel caso di una flotta, occorre considerare i chilometri percorsi, i carichi, le tipologie di trasporto. Compresi gli altri fattori che possono influenzare il consumo di gasolio.

Il progetto va presentato secondo le procedure previste, normalmente prima dell’avvio dell’intervento.

Solo dopo le verifiche e il riconoscimento dei risparmi possono essere emessi i Certificati Bianchi.

A quel punto l’impresa, se titolare dei certificati, può venderli direttamente oppure affidarne la gestione a un operatore specializzato.

Il beneficio economico dipende dal numero di titoli riconosciuti, dal prezzo di vendita e dagli eventuali costi di gestione.

Chi può richiedere i Certificati Bianchi?

Possono accedere al meccanismo dei Certificati Bianchi tutte le imprese che rientrano nei codici ATECO legati al trasporto di merci e passeggeri, come:

  • Aziende di trasporto merci su strada (es. logistica, distribuzione, corrieri)
  • Aziende di trasporto persone (es. TPL, NCC, shuttle, trasporto scolastico)
  • Cooperative di autotrasporto
  • Aziende di noleggio con conducente o flotte aziendali private
  • Imprese che gestiscono carrelli elevatori e movimentazione interna merci
  • Aziende di trasporto ferroviario, marittimo o aereo con tratte sul territorio italiano

Quanto valgono i Certificati Bianchi per i trasporti?

Ogni Certificato Bianco corrisponde a una tonnellata equivalente di petrolio (TEP) di risparmio energetico riconosciuto.

Il valore economico dipende dalle quotazioni di mercato. Secondo i dati del GME, nel 2025 il prezzo medio è stato di 247,80 euro per titolo. Il 6 ottobre 2026 la quotazione ha raggiunto 252,91 euro per TEP.

Il ricavo effettivo per un’impresa di trasporto dipende dal numero di certificati riconosciuti, dal prezzo di vendita e dagli eventuali costi di gestione.

Certificati Bianchi e autotrasporto: perché pensarci a fine anno

Novembre e dicembre sono mesi in cui molte imprese di trasporto rivedono i costi e pianificano gli investimenti per l’anno successivo.

Il carburante resta una delle voci su cui intervenire per migliorare i margini. Per questo le tecnologie capaci di ridurre i consumi possono entrare nelle valutazioni dei responsabili delle flotte.

I Certificati Bianchi rappresentano una possibilità in più.  Muoversi per tempo è comunque importante. Bisogna preparare il progetto. Raccogliere i dati. Verificare i requisiti.

A questo si aggiunge un altro aspetto: i dati sui consumi e sulle emissioni sono sempre più richiesti anche dai committenti, interessati a conoscere l’impatto ambientale dei servizi di trasporto acquistati.

Per le aziende, quindi, misurare l’efficienza della flotta può essere utile sia sul piano economico sia nei rapporti commerciali.

Il punto di partenza resta il risparmio di carburante. I Certificati Bianchi possono permettere di aggiungere a quel risparmio un ulteriore ricavo, a condizione che l’intervento sia riconosciuto e i risultati siano certificati.


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