Dopo l’articolo uscito a fine luglio relativo a ciò che sta accadendo, in merito alle piste ciclabili, a Verona, facciamo il punto su tre progetti in itinere che interessano il territorio veronese: l’andamento di due ciclovie nazionali (Sole e Garda) e un possibile collegamento d’area vasta tra Verona, Dossobuono e Villafranca.
Ciclovia del Sole: da Verona a Sommacampagna e fino al Mincio
La ciclovia Verona-Firenze, finanziata dal Ministero come parte della ciclovia nazionale del Sole inquadrata nell’europea Eurovelo 7 (Sun Route), parte da Verona per raggiungere lungo il Mincio Mantova e Governolo; varcato il Po a San Benedetto costeggia il Secchia giungendo a Concordia e da lì si dirige verso Mirandola, quindi lungo la nota pista realizzata nel 2021 su un sedime di ferrovia dismessa della linea Verona-Bologna a binario unico arriva fino a Osteria Nuova, circa 10 km a nord di Bologna che viene poi raggiunta con un percorso provvisorio; oltre Bologna la ciclovia segue il Reno per Casalecchio, Marzabotto e Vergato salendo sull’Appennino da dove scollina all’Acquerino scendendo a Pistoia, quindi dopo Prato costeggia prima il Bisenzio e poi l’Arno entrando in Firenze.
Tornando al nostro territorio, era il marzo 2024 quando con una cerimonia nel forte di Lugagnano la Regione Veneto e Veneto Strade inauguravano i cantieri del tratto veronese di circa 40 km, che da Verona esce verso ovest passando da San Massimo, Caselle, Sommacampagna, San Rocco e Oliosi raggiungendo il Mincio a Salionze, per poi proseguire lungo il fiume costeggiando la romantica Borghetto (Valeggio) fino al vicino confine mantovano. Nel tratto fino a San Massimo il percorso usa infrastrutture già esistenti come la pista di corso Milano e, da Croce Bianca, la pista del canale consortile San Giovanni.
Nel seguito vari cantieri sono attualmente in stato avanzato o già terminati, in particolare prima e dopo la località Cason, a Sommacampagna sia nell’entrata (la nuova pista da località Palazzo costeggia un altro canale consortile che sottopassa l’autostrada A4 uscendo su via Caselle e poi continuando verso il centro) che nell’uscita (la pista è realizzata a fianco di via Guastalla fino all’omonima corte) e tra Oliosi e Salionze. In altri tratti del percorso – ad esempio tra corte Guastalla e Oliosi – non è chiaro se ci saranno o meno interventi.
Aggiungendo qualche parola oltre il veronese, va detto che nel lungo tratto mantovano (circa 85 km) l’ente Parco del Mincio ha fatto un eccellente lavoro realizzando un percorso di qualità, perlopiù asfaltato; sono in corso lavori nei circa 10 km tra il confine modenese e Mirandola per connettere i tratti sul Secchia e sull’ex ferrovia a binario unico, e tra Osteria Nuova e Bologna. Vari altri cantieri sono aperti oltre Bologna.

Ciclovia del Garda: avanzamenti e incompletezze
Sul fronte veronese del lago i lavori di realizzazione della ciclovia stanno proseguendo attualmente soprattutto a Bardolino e Torri del Benaco; tuttavia tra essi resta in sospeso il tratto di Garda, comune che finora ha rifiutato di discutere il passaggio della ciclovia all’interno del proprio territorio. A Bardolino la pista già esiste lungo la SP31 dal confine con Lazise fino dalla rotonda di Calmasino; i cantieri poi proseguono in strada Bordenis, strada del Santino e strada del Progno; superato un tratto coltivato a fianco del villaggio Creole si prosegue in strada di Corrubbio e strada Campazzi per poi scendere in centro paese lungo via Europa Unita, mentre per il seguito non è chiaro se si continuerà a fianco della SR249 Gardesana o si dovrà scendere lungo via Foscolo per andare a imboccare la classica passeggiata Rivalunga verso Garda.

A Torri del Benaco è invece prossimo all’inaugurazione l’ardito tratto di pista a sbalzo di circa 2 km a fianco della Gardesana tra il confine sud con Garda in località Brancolino e l’ingresso nel centro del paese, mentre verranno presto appaltati i lavori per il tratto nord verso la località Pai al confine col comune di Brenzone. Negli ultimi due comuni della riviera veronese, Brenzone e Malcesine, la pista è già in buona parte realizzata; superata Malcesine è in corso anche il cantiere per una galleria ciclopedonale a fianco della galleria Baitone della Gardesana, che però a quanto pare non proseguirà fino al confine trentino (per collegarsi con quanto la Provincia Autonoma di Trento potrebbe prima o dopo costruire dal suo lato) ma dovrebbe terminare al momento in un belvedere senza possibilità di proseguire.
Due parole sugli altri fronti. Nel bresciano per scelta delle amministrazioni la pista dovrebbe terminare a Salò per poi essere rimpiazzata nella parte più a nord da un servizio di navigazione bici-barca, lasciando dunque isolato l’iconico tratto a sbalzo di Limone sul Garda. Nel trentino, a Riva e Torbole l’attuale clima non sembra particolarmente favorevole alla prosecuzione dei lavori di collegamento con le regioni limitrofe, lasciando dunque incertezza sul completamento del progetto nella parte nord del lago.
Da Verona a Dossobuono e Villafranca: prolungare la pista dell’ex ferrovia di Santa Lucia
Come noto, attualmente la pista dell’ex ferrovia di Santa Lucia termina all’incrocio con via Torricelli. In realtà il sedime proseguirebbe anche oltre via Torricelli per altri 500 m fino a incontrare l’attuale linea ferroviaria per Mantova, giusto a fianco della quale corre una strada sterrata che copre un canale irriguo del Consorzio di Bonifica passando per Dossobuono e raggiungendo Villafranca.

Questa strada, già usata in più punti da persone nelle loro passeggiate quotidiane, diventerebbe un percorso ciclabile ideale tra la città e uno dei comuni più importanti della sua cintura metropolitana, divenendo nel contempo una via d’accesso all’area della Marangona nel suo probabile sviluppo come insediamento di servizi tecnologici e un collegamento con quella che in un prossimo futuro dovrebbe essere la ciclovia “VeOs” Verona-Ostiglia, che nel suo tratto da Dossobuono prevede di usare il sedime – dismesso negli anni ’80 – della vecchia ferrovia per Rovigo passante da Vigasio e Isola della Scala.
Per far tramutare questa idea in realtà si sta consolidando un’alleanza di associazioni che oltre ai promotori iniziali Comitato Verona Sud e FIAB Verona vede aderire tra le altre anche le rappresentanze locali di Legambiente, WWF e Italia Nostra. Questa larga convergenza, con la sua azione di stimolo su enti (Consorzio, Ferrovie, …) e amministrazioni interessate (comuni di Verona e Villafranca, Provincia, …) già messa in atto in varie iniziative, fa sperare in un avanzamento del progetto.
* Corrado Marastoni, Presidente di FIAB Verona

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