Dare voce a chi, spesso, non ce l’ha. È questo l’obiettivo e la sfida dei garanti regionali, figure che si inseriscono come coordinatori e facilitatori nel mondo dei diritti dei più fragili.
L’Umbria conta quattro garanti e sono Andrea Pensi (per le persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personali), Renato Tomei (per le persone con disabilità), Matteo Severini (per l’infanzia e l’adolescenza) e Catia Casciari (per gli anziani), ultima delle nomine della presidente dell’Assemblea legislativa. Oltre ai garanti, l’Umbria può contare anche sulla figura del difensore civico regionale, Fabrizio Schettini, colui che ha il compito di tutelare i diritti dei cittadini nei confronti della Pubblica amministrazione, affinché siano rispettati i principi di legalità, imparzialità, buona amministrazione e trasparenza.
I quattro garanti, di cui tre nominati lo scorso luglio e l’ultima, Casciari, ad agosto 2026 sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa organizzata a Palazzo Cesaroni, alla presenza della presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi.
La presidente Bistocchi, in apertura di conferenza, ha ricordato l’impegno dell’Umbria verso l’istituzione di una nuova figura, ovvero la garante per gli anziani, fra le poche regioni italiane ad averla istituita. “La proposta di legge, ora legge, riordina la disciplina legislativa delle tre figure dei garanti regionali. Abbiamo generato una normativa più omogenea e coerente. A questa legge se n’è affiancata un’altra, ovvero il garante per le persone anziane, figura importante in una regione che è quinta in Italia per numero di anziani”.
Bosticchi ha sottolineato che: “Come maggioranza abbiamo indivduato le persone adatte a ricoprire questi ruoli. Andrea Pensi, già sindaco di Gualdo Cattaneo, è il nuovo garante per i detenuti, Matteo Severini, docente formatore e progettista per la scuola pubblica è il garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Casciari, già consigliera regionale e vicepresidente della giunta regionale è la nuova garante per gli anziani. Per la disabilità, una figura istituita sotto la precedente giunta Tesei, è stato nominato garante Renato Tomei, professore associato all’Università di Perugia e fondatore di una Ong impegnata in Etiopia. L’avvocato Fabrizio Schettini, esperto penalista, è il difensore civico regionale”.
Rispetto al compito, non facile, dei garanti Bistocchi ha ricordato che: “Le fragilità, in temrini di attenzione, sono tutte uguali ma al tempo stesso tutte diverse e, per questo, vanno curate e gestite in modo diverso, perché le persone sono diverse. Grazie a chi ha svolto in precedenza questi ruoli, Giuseppe Caforio, Maria Rita Castellani e Massimo Rolla”.
Andrea Pensi: “Ciò che possiamo fare è migliorare la situazione che c’è oggi all’interno delle carceri”
“Questo rappresenta un incarico molto importante. Spesso questa figura viene sintetizzata come garante dei detenuti, in realtà è molto più ampia perchè riguarda le persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale. La condizioni dei detenuti e dei reclusi attrae le nostre attenzioni in maniera massiccia e prioritaria.
Ho cominciato a lavorare anche insieme all’assessore Barcaioli, la situazione nelle carceri è complessa e drammatica. Ci sarà presto la ripresa dei lavori e ho in programma un l’incontro con il Procuratore della Repubblica Sottani che vedrò a novembre oltre ai Procuratori di Spoleto e Terni. Ho chiesto anche un incontro con i sindaci dove insistono le carceri, il coinvolgimento delle amministrazioni locali è fondamentale, il garante da solo non può cambiare radicalmente la condizioni di detenzione delle carceri. Ciò che possiamo far realmente è migliorare la situazione attuale. Tre capisaldi della mia azione saranno il monitoraggio e l’osservatorio della condizioni nelle strutture di reclusione, la creazione di dibattito pubblico e il miglioramento del sistema dei servizi nelle carceri. Vorrei che fossimo un microfono per le persone che sono sottoposte a detenzione”.
Matteo Severini: “Farò interagire figure attive in differenti settori”
“Da 25 anni opero per la fascia adolescenziale e pre adolescenziale, sono insegnante da oltre 20 anni e ho lavorato nei centri di aggregazione giovanile. La mia figura farà interagoire figure attive in differenti settori come la famiglia, l’istruzione, la sanità, il settore giudiziario. Sarò una figura di coordinamento. In Umbria abbiamo un primato, i nuovi posti in asilo nido, abbiamo un investimento attuale importante che riguarda una misura per il trasporto scolastico. Abbiamo anche una prospettiva futura, ovvero promuovere l’idea di accompagnamento alla genitorialità. Uno dei grandi problemi, infatti, è il calo delle natalità. In Umbria abbiamo perso 5mila famiglie con figli negli anni. Voglio intervenire anche nel settore degli istituti di tutela dei minori, negli affidamenti e nelle adozion. Vorrò anche intervenire nel settore dell’orientamento formativo: investire in orientamento significa investire contro la povertà culturale”.
Carla Casciari: “Atto di grande civiltà istituire un garante per le persone anziane”
“Questo è un ruolo molto importante, sono solo quattro le regioni che hanno istituito il garante regionale per gli anziani. Siamo in attesa di una legge nazionale che sta girando tra Camera e Senato per istituire un’autorità nazionale. Questo è stato un atto di grande civiltà dell’Assemblea legislativa e grande investimento perché abbiamo un’indice di vecchia altissimo. Siamo una regione che invecchia, dobbiamo avere la responsabilità di fare invecchiare bene. La sfida è quella di far camminare insieme i Comuni, sarà mia cura verificare insieme alle Zone sociali se l’omogeneità dei servizi può far sentire gli over65 più inclusi. Las volontà dell’amministrazione regionale è quella di far permanere l’anziano in famiglia, questa è una sfida. C’è anche il tema dell’invecchiamento attivo che non è da sottovalutare: siamo stati la prima Regione ad avere una legge regionale sull’invecchiamento attivo e sulla scambio intergenerazionale. L’assessore Barcaioli ha istituito un tavolo istituzionale e un tavolo di coordinamento su questo, mi auguro che il garante possa essere colei che vigila e garantisce pari opportunità sull’applicazione delle tematiche della legge”.
Renato Tomei: “Garante non deve avere tutte le risposte, ma deve essere figura che sa ascoltare”
“Il garante non può e non deve essere persona che ha riposte a tutte le domande, ma deve essere una figura che sa ascoltare, individuare gli ostacoli e mettere in relazione le competenze giuste. Mi avvarrò, per questo, delle competenze di esperi in vari settori. Ritengo che questo sia un bene, un garante che pensa di sapere trucco rischia di ascoltare poco. Vorrò creare rete di competenze a disposizione degli altri. Un’aspettto su cui soffermarsi è che la convenzione delle Nazioni Unite ci ha insegnato a considerare la disabilità non solo come una condizione, ma anche a considerare l’ambiente in cui questa persona vive. Un ostacolo può trasformare una difficoltà in una vera esclusione. Si tratta di riconoscere che se una barriera può essere eliminata e non viene eliminata, quella barriera continuerà a creare disuguaglianza. Da questi presupposti partirei da alcune priorità del mio mandato; l’ascolto, ricostruire una mappa delle criticità in umbria (vorrò raccogliere segnalazioni, dati, esperienze per capire dove esistono le criticità maggiori) e rendere il percorso delle segnalazioni più chiaro possibile. Altra grande priorità è l’accessibilità (barriere digitali, informative, comunicative e organizzative). Vorrei che questo mandato fosse misurabile sulla base delle questioni che siamo riusciti a sollevare, sulla base delle barriere che siamo riusciti ad eliminare, questo sarà il senso del mio mandato. Il problema non è solo avere dei diritti, il problema è esercitarli”.
Fabrizio Schettini: “Insieme faremo un grande lavoro”
“Insieme faremo un grande lavoro nell’interesse dei cittadini umbri. La mia funzione di difensore civico regionale è quella di essere un ponte fra i cittadini e la pubblica amministrazione evitando dei contenziosi. E’ già un anno che ho assunto questo ruolo: abbiamo ricevuto lo scorso anno 174 istanze, una istanza ogni due giorni, quest’anno siamo già a quota 200, ciò significa che l’istituto è più conosciuto dai cittadini umbri. Le persone che si rivolgono ai garanti sono generalmente persone fragili, tutte le figure di garanzia regionali devono dare voce a chi rischia di non averla”.
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