L’abbonamento per gli studenti a 70 euro? È equità


La questione dell’abbonamento al trasporto scolastico agevolato al costo di 70 euro annui per gli studenti con Isee fino a 30mila euro ha aperto il dibattito politico a Perugia.

In particolare, il consigliere comunale Nicola Volpi (Fdl) ha giudicato la misura “condivisibile nelle intenzioni”, ma ha criticato i criteri di accesso, ritenuti troppo restrittivi e penalizzanti per il ceto medio. In particolare il consigliere afferma che, l’Isee fissata a 30mila euro, rappresenta “Un limite che esclude una porzione decisiva della comunità perugina ovvero famiglie di lavoratori dipendenti, professionisti e nuclei con più figli a carico che, pur superando quel reddito, devono fare i conti ogni giorno con rincari e tasse. Sono proprio questi cittadini a sostenere gran parte del gettito fiscale, per poi ritrovarsi tagliati fuori da bonus e agevolazioni per l’istruzione dei propri figli”.

Sulla questione è intervenuto prontamente l’assessore Pierluigi Vossi che ha difeso la misura definendola una scelta di “equità” che garantisce “il diritto allo studio”. Sulle considerazioni espresse da Volpi, Vossi ha specificato che: “La Regione Umbria ha introdotto una misura senza precedenti per dimensione e impostazione, destinando 10,4 milioni di euro di risorse del Fondo Sociale Europeo per consentire agli studenti beneficiari di acquistare l’abbonamento annuale a 70 euro. È una scelta giusta? Sì, perché concentra risorse importanti sulle famiglie che hanno maggiori difficoltà economiche”.

La soglia Isee, tanto criticata dal consigliere comunale, rappresenta un limite inderogabile a causa di risorse limitate: “Questo non significa affatto sostenere che chi supera i 30.000 euro di Isee non abbia problemi. Una soglia amministrativa non rappresenta una linea magica tra chi ‘ha bisogno’ e chi ‘non ha bisogno’. Significa semplicemente che, davanti a risorse pubbliche necessariamente limitate, si è scelto di partire da chi ha maggiore necessità di sostegno. E l’Isee non coincide con lo stipendio di un genitore: considera redditi, patrimoni e composizione del nucleo familiare, attraverso una scala di equivalenza. È uno strumento costruito proprio per valutare la condizione economica complessiva della famiglia” spiega Vossi.

Per l’assessore “C’è poi un principio che dovrebbe guidare ogni amministratore: l’articolo 3 della nostra Costituzione non parla soltanto di uguaglianza formale, ma impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano concretamente l’uguaglianza. Per questo dare di più a chi ha meno non significa discriminare chi ha di più. Significa perseguire l’uguaglianza sostanziale. E non è una scelta esclusivamente umbra: anche altre Regioni, come Emilia-Romagna e Toscana, utilizzano l’Isee per modulare le agevolazioni sul trasporto pubblico degli studenti. Inoltre, per gli universitari umbri è già prevista una misura a 70 euro senza limite Isee. Parliamo quindi di interventi diversi, rivolti a platee diverse e finanziati attraverso risorse differenti”.

Sulla possibilità di aumentare, in futuro, le risorse Vossi afferma che: “Se in futuro ci saranno risorse per ampliare ulteriormente la platea degli studenti beneficiari, sarò il primo a sostenerlo. Ma ampliare domani non significa che sia sbagliato aver cominciato oggi da chi ha maggiore bisogno. Da assessore alla Mobilità del Comune di Perugia considero questa misura un investimento concreto anche per Perugia: più studenti sui mezzi pubblici significa meno auto davanti alle scuole, meno traffico, meno emissioni e un aiuto reale alle famiglie”.

Per l’assessore: “Il ceto medio merita certamente attenzione e risposte alle difficoltà del costo della vita. Ma non dobbiamo mettere le famiglie una contro l’altra. Aiutare maggiormente chi ha meno non significa penalizzare chi ha di più. Significa usare le risorse pubbliche per ridurre le disuguaglianze, garantire il diritto allo studio e costruire una mobilità più sostenibile. Non è assistenzialismo. È equità. È diritto allo studio. È una scelta per il futuro della nostra comunità”.

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere comunale Lorenzo Falistocco, capogruppo di Avs che ha parlato di una misura importante perché sostiene le famiglie umbre: “Pagare 70 euro per l’abbonamento scolastico al trasporto pubblico, anziché sostenere per intero il costo del servizio, significa per molte famiglie umbre avere una spesa in meno e per tanti studenti poter raggiungere più facilmente la scuola, l’università e i luoghi della propria formazione. È questo il senso della misura finanziata dalla Regione Umbria attraverso il Fondo Sociale Europeo, destinata agli studenti con un Isee fino a 30 mila euro”.

Una scelta che interviene, quindi, su un bisogno reale e che allarga l’accesso alle agevolazioni rispetto al passato. Falistocco ha poi ricordato l’innalzamento della soglia Isee rispetto a questa misura specifica: “Il limite Isee è stato portato da 25 mila a 30 mila euro, ampliando la platea dei beneficiari. È un passaggio importante anche perché il costo degli spostamenti pesa in modo diverso sulle famiglie e non può diventare un ostacolo alla frequenza scolastica e universitaria. Per questo ringrazio l’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli, per il lavoro svolto e per aver sostenuto una misura che mette al centro il diritto allo studio e l’accessibilità dei servizi. Le risorse del Fondo Sociale Europeo hanno vincoli precisi e vanno utilizzate con attenzione, individuando le priorità sulle quali intervenire. Ed è esattamente ciò che la Regione ha scelto di fare”.

Rispetto alle affermazioni di Volpi, il capogruppo di Avs rimarca la posizione di difesa nei confronti della misura di sostegno: “In questo quadro, le critiche arrivate da alcuni esponenti della destra perugina appaiono difficili da comprendere, soprattutto quando chiedono ulteriori interventi senza spiegare con quali risorse e dentro quali vincoli dovrebbero essere finanziati. Ma c’è una questione ancora più importante che il centrodestra dovrebbe chiarire”.

Il consigliere ha anche sottolineato che: “Quando in Regione governava il centrodestra, il limite ISEE per l’accesso alle borse di studio era fissato a 25 mila euro. Oggi è stato portato a 30 mila. Dunque la domanda da rivolgere al consigliere Volpi e agli esponenti del centrodestra è semplice: perché quella soglia non è stata innalzata quando erano loro a governare? E quali misure hanno messo in campo, durante quegli anni, per rendere il trasporto pubblico più accessibile a chi studia? Perché è facile chiedere oggi di fare di più. Più difficile è spiegare perché, quando si aveva la responsabilità di decidere, si sia scelto di fare meno”.

La misura rappresenta soltanto uno dei tanti impegni della Regione a sostegno delle famiglie umbre: “La Regione sta intervenendo anche su una rete di servizi che riguarda la vita quotidiana di ragazze e ragazzi, dalla mobilità notturna a Gimo, con l’obiettivo di rendere gli spostamenti più semplici, sicuri e accessibili. È una direzione precisa, che va rafforzata nel tempo attraverso nuove risorse e servizi capaci di rispondere alle esigenze di studenti e famiglie. Il centrodestra può naturalmente criticare le scelte della Regione. Ma prima di dare lezioni sulla mobilità pubblica dovrebbe spiegare le proprie, quando aveva la possibilità di governare. A partire proprio da quei 25 mila euro che oggi, con evidente disinvoltura, sembra aver dimenticato” conclude Falistocco.


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