Stoppini e la maggioranza bocciano la mozione di Fasulo sulla rottamazione dei debiti.


COMUNICATO STAMPA

STOPPINI E LA MAGGIORANZA BOCCIANO LA MOZIONE DI FASULO
SULLA ROTTAMAZIONE DEI DEBITI. IL CONSIGLIERE:
«UN TRADIMENTO POLITICO CONTRO FAMIGLIE E IMPRESE»

Il Capogruppo di Forza Italia ha già depositato l’accesso agli atti. Assisi dice no mentre Perugia, Foligno, Terni, Roma e la stessa Regione Umbria hanno scelto di aderire: la misura avrebbe potuto trasformare crediti difficili in entrate effettive, ridurre il contenzioso e migliorare la capacità finanziaria del Comune.

 

Assisi, 26/08/2026 – Il Sindaco Valter Stoppini e la maggioranza che governa il Comune di Assisi hanno bocciato la mozione sulla rottamazione-quinquies depositata il 28 maggio 2026, protocollo n. 32131, dal Consigliere Comunale di Opposizione e Capogruppo di Forza Italia Francesco Fasulo e discussa nel Consiglio comunale del 30 luglio. Fasulo ha già depositato una richiesta urgente di accesso consiliare agli atti per ottenere l’intera istruttoria tecnica e contabile posta alla base del no dell’Amministrazione. Per il Consigliere si tratta di “un tradimento politico verso le famiglie, gli artigiani, i commercianti e i piccoli imprenditori che chiedevano una possibilità concreta di regolarizzare la propria posizione e ripartire”.

La misura prevista dalla legge avrebbe consentito, per i carichi ammissibili affidati alla riscossione dal 2000 al 2023, di versare il capitale e le spese previste, con l’abbattimento degli accessori stabiliti dalla normativa e la possibilità di pagare fino a 54 rate bimestrali. Per le sanzioni amministrative non tributarie, comprese quelle stradali, l’agevolazione riguardava invece gli interessi e l’aggio, non l’importo base della sanzione. Non si trattava dunque di cancellare il debito o di autorizzare l’evasione: il contribuente avrebbe dovuto presentare domanda e pagare quanto dovuto secondo regole precise.

«La maggioranza prova a presentare il proprio no come una scelta di legalità. Ma la legalità non era in discussione: la rottamazione era prevista da una legge dello Stato e lasciata alla scelta degli enti territoriali. Si può essere politicamente contrari, ma non si può usare la parola legalità come un marchio morale contro chi proponeva uno strumento perfettamente legittimo per recuperare capitale e dare respiro a cittadini e imprese.»

La contraddizione politica è evidente. Il Comune di Perugia ha aderito con deliberazione consiliare n. 116 del 22 giugno 2026; Foligno con deliberazione n. 30 del 23 giugno; Roma Capitale con deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 98 del 4 giugno; Terni ha formalizzato l’adesione entro la scadenza di luglio. Il 30 luglio anche la Regione Umbria, guidata dalla presidente Stefania Proietti, ha aderito per la tassa automobilistica regionale, stimando un possibile interesse per migliaia di famiglie umbre e motivando la scelta anche con la difficoltà di incassare integralmente crediti risalenti.

«Perugia dice sì. Foligno dice sì. Terni dice sì. Roma dice sì. La Regione Umbria dice sì. Assisi, invece, dice no. Stoppini si colloca persino oltre la scelta compiuta dalla sua stessa area politica regionale. Se la definizione agevolata è equa e legale per la Regione e per altri Comuni, perché ad Assisi dovrebbe diventare improvvisamente una sanatoria inaccettabile?»

Francesco Fasulo contesta anche l’argomento secondo cui la rottamazione avrebbe necessariamente premiato chi non paga. “Chi ha pagato regolarmente merita rispetto. Ma rispettare i contribuenti corretti non significa rendere eterno e inesigibile il debito di chi si trova in difficoltà. La definizione non restituiva quanto già versato, non cancellava il capitale e non liberava nessuno automaticamente: offriva una via regolata per pagare davvero.”

La mancata adesione, secondo Francesco Fasulo, non ha privato soltanto cittadini e imprese di una via di rientro, ma anche il Comune di quattro possibili vantaggi concreti. Primo: trasformare crediti vecchi e difficilmente esigibili in riscossioni effettive del capitale e delle spese previste dalla legge, senza introdurre una nuova voce di spesa nel bilancio comunale. Secondo: aumentare i flussi di cassa e ridurre il rischio che residui nominalmente elevati restino, nella realtà, crediti non incassati. Terzo: diminuire ricorsi, spese legali, costi di riscossione e tempo degli uffici impegnato nella gestione del contenzioso. Quarto: migliorare, se confermato dai dati contabili dell’ente, il tasso di riscossione, gli equilibri di bilancio, il fabbisogno di accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità e la capacità di programmazione finanziaria. Maggiore liquidità e capacità di spesa che, nel rispetto dei vincoli di bilancio, avrebbero potuto sostenere manutenzioni, strade, illuminazione, scuole e servizi per Assisi e le frazioni.

Non è una valutazione isolata del Capogruppo di Forza Italia. Il 14 luglio l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Perugia ha invitato gli enti locali ad aderire, definendo la scelta anche un atto di responsabilità. I commercialisti hanno evidenziato che molti residui affidati da anni alla riscossione presentano basse probabilità di recupero e richiedono accantonamenti nel Fondo crediti di dubbia esigibilità: una definizione che incentivi il pagamento del capitale può aumentare la probabilità di incasso, ridurre il rischio di mancata riscossione e, qualora i dati dell’ente lo consentano, ridurre il fabbisogno di accantonamento, liberando capacità di spesa. L’Ordine aveva inoltre offerto supporto tecnico agli enti locali per assicurare correttezza delle procedure e sostenibilità dei bilanci.

«Stoppini non ha bocciato soltanto una proposta firmata da Francesco Fasulo: ha rinunciato a uno strumento che avrebbe potuto aiutare il Comune a incassare crediti deteriorati, ridurre contenzioso e costi e programmare meglio le proprie risorse. Meglio recuperare il capitale e le spese da un credito difficile che continuare a iscrivere somme elevate destinate a non entrare mai davvero nelle casse comunali.»

Nel suo intervento pubblico, Stoppini ha indicato in circa due milioni di euro le somme alle quali il Comune non avrebbe voluto rinunciare e ha affermato che Ader starebbe già garantendo flussi costanti e rilevanti. Per Francesco Fasulo, proprio queste affermazioni devono ora essere documentate: “Due milioni nominali non equivalgono automaticamente a due milioni realmente incassabili. Bisogna sapere quanta parte è capitale e quanta è formata da sanzioni, interessi e aggio; quanti crediti sono vecchi, prescritti, inesigibili o coperti dal Fondo crediti di dubbia esigibilità; quanto Ader incassa davvero ogni anno; quante rateizzazioni sono attive e quante decadono. Senza questi dati, il numero resta un’affermazione politica, non una dimostrazione contabile.”

La mozione di Francesco Fasulo era stata depositata con oltre due mesi di anticipo rispetto alla scadenza definitiva del 31 luglio. La maggioranza avrebbe potuto discuterla tempestivamente, emendarla, limitarne l’ambito o trasformarla in una proposta condivisa. Ha scelto invece di respingerla. “La sequenza degli atti – afferma il Capogruppo di Forza Italia – fa sorgere un interrogativo politico preciso: avrebbe ricevuto lo stesso trattamento se la proposta fosse arrivata dalla Giunta? Quando una misura utile viene affossata dopo settimane di inerzia e dopo che è stata presentata personalmente da Francesco Fasulo, è legittimo ritenere che abbia pesato più l’identità del proponente che il merito.”

«Questo non è stato un voto tecnico neutro. È stata una scelta politica che ha chiuso una porta a famiglie e attività economiche e ha rinunciato alla possibilità di trasformare crediti incerti in riscossioni effettive. La definisco un tradimento politico perché la maggioranza ha preferito difendere il proprio no invece di costruire una soluzione. Assisi e le sue frazioni meritavano la stessa opportunità riconosciuta altrove.»

Per fare piena luce sulla decisione, Francesco Fasulo ha depositato una richiesta urgente di accesso consiliare ai sensi dell’articolo 43, comma 2, del Testo unico degli enti locali.

Tenuto conto che la Corte dei Conti dell’Umbria, con Deliberazione n. 9/2024/PRSE ebbe già modo di criticare l’operato contabile del Comune di Assisi.

La Corte svolse una serie di controlli fra cui quello sulla criticità della riscossione di taluni specifici residui afferenti alle entrate proprie tributarie ed extratributarie e sulle relative iscrizioni a ruolo coattivo;

sull’eventuale adesione nel 2023 alla definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, ex art.1, cc.816 e segg., l. n. 197/2022 e sul mancato stralcio nel 2021 e 2022 dei crediti ritenuti di dubbia e difficile esazione scaduti da oltre tre anni e non ancora prescritti.

All’esito dei controlli la Corte accertò la sussistenza di taluni profili di criticità, richiedendo al Comune di Assisi di rivedere e ricalcare il Fondo crediti di dubbia esigibilità riferito ai residui IMU;

porre particolare attenzione alla correttezza del calcolo del Fondo crediti di dubbia esigibilità, che deve avvenire nel rispetto dei principi contabili; adottare ogni misura possibile, sul piano organizzativo e gestionale, utile a migliorare l’efficacia della riscossione delle entrate proprie principalmente in conto residui, con riguardo in special modo a quelle tributarie, al fine di evitare che i crediti possano divenire, col tempo, di dubbia e difficile esazione e/o inesigibili, nonché di svolgere una stretta vigilanza sull’operato dell’Agente incaricato della riscossione coattiva;

effettuare il riaccertamento ordinario dei residui in conformità ai canoni di prudenza e veridicità, procedendo ad una rigorosa ricognizione delle ragioni della permanenza di

residui attivi anche risalenti nel tempo e caratterizzati da una scarsa e talvolta remota

riscossione, eliminando quelli fondati su ragioni di credito insussistenti o per i quali non è più percorribile fruttuosamente l’esazione del credito stesso, valutando attentamente anche lo stralcio di quei crediti scaduti da oltre tre anni e non prescritti, ancorché non incassati, secondo le previsioni del punto 9.1 dell’all.4/2 al d. lgs. n. 118/2011.

Il sottoscritto ritiene pertanto, anche alla luce di quanto sopra richiamato, che l’istanza con cui chiede l’intera istruttoria tecnica e contabile, la base di calcolo dei due milioni, i flussi di riscossione Ader, i dati aggregati sui carichi definibili, le rateizzazioni in corso, il contenzioso, il Fondo crediti di dubbia esigibilità, le comunicazioni interne ed esterne e il verbale completo con l’esito nominale della votazione, è indispensabile per dare alla Comunità Assisana la vera versione dei fatti, che rimane oscura, lacunose e per certi aspetti dubbia.

«Stoppini ha scelto il no. Ora mostri le carte. Voglio sapere, euro per euro, su quali dati si fonda la sua decisione. Continuerò a battermi con forza, determinazione e competenza perché i cittadini conoscano la verità e perché ad Assisi nessuna scelta finanziaria venga nascosta dietro slogan morali.»

 

 


Dott. Francesco Fasulo
Consigliere Comunale di Opposizione
Capogruppo di Forza Italia Assisi e Frazioni
Consigliere di Strada


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