La Regione Umbria ha avviato l’iter autorizzativo (Paur) per l’ampliamento della discarica Le Crete nell’Orvietano. Il progetto prevede un nuovo invaso della capacità di 350 mila metri cubi in località Pian del Vantaggio.
A richiedere l’istanza per il Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur) la società Orvieto ambiente srl con la conseguente apertura dell’istruttoria che è una fase prevista dalla legge. Nella presentazione dei documenti per il rilascio del provvedimento viene spiegato che il progetto prevede l’ampliamento della discarica in esercizio per rifiuti non pericolosi, in località Pian del Vantaggio, «in ottemperanza di quanto riportato nella Dgr n. 2 e del 05/01/2022 con la quale la Regione Umbria ha stabilito che si rende necessario assicurare la tenuta del sistema regionale mediante l’estensione della capacità residua delle volumetrie delle discariche strategiche regionali per ulteriori 1.000.000 metri cubi, oltre un 20% complessivo, da ripartire sui tre impianti di riferimento regionale».
«L’ampliamento – continua il documento – avverrà in area contigua, e compenetrata, a quella della discarica in esercizio e darà luogo ad un nuovo invaso della capacità utile di 350.000 mc. L’avvio della coltivazione del nuovo adeguamento sarà in successione al completamento del gradone 10 autorizzato; completamento che può essere ipotizzato entro la fine del 2028». Il documento poi specifica che «l’attuazione del progetto non determina trasformazioni territoriali difformi da quelle già pianificate nel vigente strumento urbanistico comunale ed inoltre si integra pienamente con le esistenti infrastrutturazioni a servizio della discarica in esercizio e del polo impiantistico nel suo complesso».
A schierarsi contro, in prima istanza, è il Comune di Orvieto con una nota nella quale, in sostanza, sollecita la Regione a fare lo stesso. L’ente dichiara inoltre che presenterà le osservazioni entro il termine previsto, ovvero il 23 settembre secondo il sito della Regione. «La richiesta presentata dal gestore, se da un lato preoccupa, dall’altro serve a far chiarezza una volta per tutte sulle ricostruzioni più volte sostenute dall’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca e dai partiti della coalizione di sinistra: l’ampliamento della discarica “Le Crete” non è mai stato autorizzato dalla precedente giunta regionale», scrive il Comune di Orvieto.
Il Comune ricorda la sentenza del Tar Umbria 233 del 3 marzo 2025, «relativa al ricorso presentato dal gestore contro l’archiviazione della precedente richiesta di Paur per l’ampliamento della discarica presentata nel febbraio 2022. In quella sentenza i giudici hanno chiarito che la deliberazione della giunta regionale n. 2 del 5 gennaio 2022 non autorizzava l’ampliamento de “Le Crete”. La delibera individuava la discarica di Orvieto come impianto strategico e prevedeva che un eventuale ampliamento potesse essere valutato solo successivamente. Sulla base di quella deliberazione, la precedente amministrazione regionale dispose quindi l’archiviazione della richiesta di Paur presentata dal gestore. Una decisione che il Tar ha ritenuto pienamente legittima».
L’amministrazione comunale chiede quindi alla Regione Umbria «di chiarire quali siano oggi i presupposti che hanno portato ad assumere una posizione diversa rispetto a quella della precedente giunta e, soprattutto, di essere coerente con gli indirizzi politici recentemente annunciati. Se il nuovo Piano regionale dei rifiuti punta davvero a dimezzare il conferimento in discarica entro il 2030, a ridurlo progressivamente fino al 10% entro il 2035 e a costruire un sistema fondato sull’economia circolare e sulla riduzione alla fonte dei rifiuti, non può esserci spazio per autorizzare un nuovo ampliamento della discarica di Orvieto».
Non tarda ad arrivare la replica dell’assessore regionale Thomas De Luca: «L’apertura dell’istruttoria per il Paur non rappresenta quindi in alcun modo una nuova scelta politica dell’attuale giunta di centrosinistra, bensì un atto tecnico-amministrativo dovuto e consequenziale, avviato su istanza del gestore, che trova il suo fondamento programmatico nelle scelte irreversibili operate dalla precedente amministrazione regionale di centrodestra».
L’assessore spiega che nella delibera di giunta del gennaio 2022, citata già dal Comune di Oriveto, «la precedente amministrazione ha certificato il fallimento delle proprie politiche di riduzione dei rifiuti, ammettendo testualmente al punto 2 che le azioni messe in campo dalla vigente programmazione hanno esaurito il loro effetto sulla diminuzione dell’utilizzo di discarica». La stessa giunta Tesei poi, dice ancora De Luca, ha deliberato al punto 4 «l’estensione della capacità residua delle volumetrie delle discariche strategiche regionali per ulteriori 1.000.000 di metri cubi oltre un 20% complessivo», indicando i tre impianti destinati a tale ampliamento: Belladanza, Borgogiglione e impianto Le Crete. «La sindaca di Orvieto fa riferimento al punto 6 della stessa delibera e alla sentenza del Tar per sostenere che l’ampliamento non fosse stato deciso. Si tratta di una lettura totalmente pretestuosa», continua l’assessore secondo il quale il punto 6 «non esclude Le Crete all’ampliamento, ma stabilisce semplicemente una tempistica differente».
Poi la posizione: «Oggi, a fronte della richiesta del gestore basata proprio su quelle volumetrie stabilite dalla precedente giunta Tesei, gli uffici regionali hanno l’obbligo di legge di avviare l’istruttoria tecnica. Confondere un iter tecnico-amministrativo (il Paur) con una decisione politica (la Dgr 2/2022) è un errore», e chiosa: «Il nostro obiettivo reale e non puramente enunciato è superare il ricorso strutturale alle discariche, puntando con forza sull’economia circolare, sulla riduzione alla fonte e sulla reale impiantistica di recupero, per raggiungere l’obiettivo europeo del conferimento massimo al 10% ed evitare che territori come quello orvietano continuino a pagare il prezzo di decenni di mancate scelte alternative. La Regione Umbria, nel rigoroso rispetto delle procedure di legge, valuterà il progetto in sede di istruttoria Paur con la massima attenzione e rigidità tecnica, garantendo il pieno coinvolgimento del Comune di Orvieto e la massima tutela per la salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente».
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