Il presidente punta a chiudere in tempi brevi l’operazione con i soci per finanziare gli investimenti. Intesa con i sindacati su buoni pasto, premio di risultato e lavaggio delle divise. Intanto il San Francesco vola: 82.222 passeggeri a luglio e nuovo record storico
L’aumento di capitale della Sase diventa uno dei passaggi centrali della nuova fase dell’Aeroporto internazionale dell’Umbria “San Francesco d’Assisi”. Il presidente Andrea Ragnetti, nel corso dell’incontro con le organizzazioni sindacali, ha fatto il punto sul percorso avviato con i soci della società di gestione dello scalo, chiamati a confermare in tempi brevi la volontà di partecipare all’operazione. Un aumento di capitale che Sase considera necessario per sostenere la quota degli investimenti che non sarà coperta attraverso finanziamenti pubblici. Ma dietro l’operazione c’è anche una questione patrimoniale e regolatoria che accompagna la crescita registrata negli ultimi anni dall’aeroporto.
Un elemento importante per inquadrare la vicenda arriva infatti dalla legge regionale 31 luglio 2026, numero 11. La Regione ha autorizzato Sviluppumbria a partecipare all’aumento di capitale di Sase con l’obiettivo di garantire il mantenimento dei requisiti patrimoniali previsti per le società di gestione aeroportuale, dando seguito alle prescrizioni formulate dall’Enac.
La relazione sul governo societario di Sase chiarisce il contesto: il capitale sociale risultava pari a circa 1,18 milioni di euro e, dopo il superamento della soglia dei 300 mila passeggeri annui e il consolidamento dello scalo nella fascia compresa tra 300 mila e un milione di viaggiatori, l’Enac aveva chiesto nel luglio 2025 l’adeguamento del capitale al minimo previsto per questa classe di traffico. La stessa Sase aveva precisato che tale adeguamento discende dalla normativa legata alla crescita dei volumi di traffico e non da esigenze determinate dall’andamento economico-finanziario della società.
«Nel corso della riunione – spiega Sase – è stato dato un aggiornamento del percorso necessario ad ottenere da tutti i soci la conferma della volontà di procedere in tempi brevi all’aumento di capitale», operazione ritenuta necessaria anche per «garantire la copertura della quota degli investimenti non finanziata attraverso risorse pubbliche».
Parallelamente la società sta lavorando alla razionalizzazione dei capitoli di spesa, cercando un equilibrio tra sostenibilità economica, capacità di investimento e sviluppo dello scalo.
Aeroporto dell’Umbria, accordo con i sindacati su buoni pasto e premio di risultato
L’incontro tra Ragnetti e Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo non si è però limitato ai conti e agli investimenti. Sul tavolo c’erano anche diverse questioni economiche e organizzative che riguardano direttamente i dipendenti del San Francesco.
Tra le misure concordate c’è l’aumento di un euro del buono pasto, che scatterà da settembre 2026, oltre al bonus già riconosciuto di 10 euro al mese per il lavaggio degli indumenti di lavoro.
Resta inoltre aperta la questione del pregresso relativo al lavaggio delle divise. L’azienda si è detta disponibile ad aprire un tavolo per arrivare a una possibile conciliazione sindacale e Ragnetti, dopo la verifica degli aspetti economici, si è impegnato a formulare una proposta per una definizione bonaria della vertenza.
Altro punto dell’intesa riguarda il premio di risultato, che sarà prorogato per un ulteriore anno mantenendo le condizioni attualmente previste. Alla scadenza azienda e sindacati torneranno a confrontarsi sia sulla prosecuzione del premio sia sugli obiettivi ai quali collegarlo.
Sase ha inoltre manifestato la disponibilità a valutare e sostenere eventuali percorsi di uscita per i lavoratori prossimi alla pensione interessati a questa possibilità.
Dal fronte sindacale arriva un giudizio positivo sul cambio di passo. Le organizzazioni dei lavoratori parlano infatti di un percorso verso il recupero di «corrette relazioni industriali» e sottolineano come quello dei giorni scorsi sia stato il secondo confronto con il nuovo presidente. Tra le questioni poste sul tavolo figura anche la necessità, segnalata dai sindacati, di rafforzare la gestione del personale attraverso una figura dedicata alle risorse umane.

Ragnetti: «Il confronto con i lavoratori parte della crescita di Sase»
Ragnetti vuole trasformare il confronto con le rappresentanze dei lavoratori in un metodo stabile della nuova gestione.
«Il confronto con i lavoratori e con le organizzazioni sindacali – ha spiegato il presidente – rappresenta una componente importante del percorso di crescita della società».
Una crescita che, secondo il manager, impone di tenere insieme attenzione al personale, organizzazione, equilibrio economico e programmazione degli investimenti. Ragnetti, nominato alla guida di Sase nella primavera del 2026, porta nello scalo umbro una lunga esperienza manageriale, che comprende anche l’incarico di amministratore delegato di Alitalia tra il 2012 e il 2013.

La partita finanziaria e quella sindacale si giocano mentre l’aeroporto sta attraversando una fase di forte crescita del traffico.
A luglio 2026 il San Francesco d’Assisi ha infatti movimentato 82.222 passeggeri, stabilendo il nuovo record storico assoluto mensile. Battuto il precedente primato dell’agosto 2025, quando erano stati registrati 81.267 viaggiatori: l’incremento è dell’1,2 per cento.
Ancora più significativo è il dato cumulato: nei primi sette mesi del 2026 sono transitati dallo scalo 376.312 passeggeri, il 5,3 per cento in più rispetto ai 357.488 dello stesso periodo del 2025.
A trainare il risultato è soprattutto il traffico internazionale. Nel solo mese di luglio i passeggeri internazionali sono stati 55.279, pari al 67,2 per cento del traffico complessivo. Giugno aveva già segnato il proprio record con circa 76 mila passeggeri, mentre a maggio era stata superata per la prima volta la soglia dei 70 mila.
Numeri che spiegano anche perché la questione degli investimenti e della patrimonializzazione di Sase sia diventata centrale: la crescita del traffico porta con sé nuove esigenze infrastrutturali, organizzative e finanziarie.
Per Ragnetti la sfida è dunque doppia: consolidare l’espansione dell’Aeroporto dell’Umbria e costruire una struttura societaria e organizzativa capace di sostenerla, trovando contemporaneamente l’intesa con i soci sull’aumento di capitale e mantenendo aperto il confronto con i lavoratori.
L’opinione
L’ Aeroporto dell’Umbria cresce e proprio perché cresce ha bisogno di più capitale, più investimenti e di un’organizzazione adeguata alla nuova dimensione raggiunta.È questo il punto politico e industriale della vicenda Sase.
Per anni il dibattito intorno al San Francesco d’Assisi si è concentrato quasi esclusivamente su una domanda: quanti passeggeri fa? Oggi quella domanda non basta più. L’aumento dei viaggiatori ha cambiato la scala del problema. Bisogna chiedersi quanto costa sostenere quella crescita, quali investimenti saranno necessari, quanto dovrà intervenire il pubblico e quale quota potrà essere sostenuta dalla società e dai suoi azionisti.
L’aumento di capitale non va quindi automaticamente letto come il segnale di un aeroporto in difficoltà. Una parte della necessità di rafforzamento patrimoniale deriva, al contrario, dal salto di categoria determinato dall’incremento del traffico e dai conseguenti requisiti richiesti dall’Enac. Ma questo non significa che la questione finanziaria possa essere liquidata come un semplice adempimento tecnico.
La frase forse più importante del comunicato Sase è un’altra: la società deve coprire la parte degli investimenti non finanziata attraverso risorse pubbliche. E contemporaneamente sta razionalizzando la spesa. Due elementi che meritano attenzione perché dicono che la crescita ha un costo e che adesso occorre costruire un equilibrio capace di durare.
Ragnetti si trova quindi davanti a una fase diversa rispetto a quella dell’espansione pura. Deve convincere i soci a mettere risorse, programmare gli investimenti, tenere sotto controllo i costi e, nello stesso tempo, evitare che la pressione della crescita ricada sull’organizzazione e sui lavoratori.
Anche per questo il riavvicinamento con i sindacati non è un dettaglio.
Il vero banco di prova del nuovo presidente sarà trasformare il successo dei numeri in solidità industriale. Perché riempire gli aerei e battere record è fondamentale. Ma per uno scalo che vuole definitivamente cambiare dimensione, la sfida successiva è dimostrare che quella crescita è sostenibile, finanziabile e strutturale.
Ed è probabilmente su questo terreno, più che sul prossimo record mensile di passeggeri, che si misurerà la nuova stagione del San Francesco d’Assisi. Ragnetti è un vero manager con grande esperienza nel settore e merita di essere ascoltato per poter ottenere obiettivi importanti di crescita e di immagine dello scalo umbro.
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