Un infermiere in servizio al triage del pronto soccorso dell’ospedale di Treviso, S.C., di 43 anni, è stato aggredito fisicamente nella notte di lunedì 31 agosto 2026, intorno alle 3.15, da un uomo, un 45enne di Latina, con precedenti alle spalle, che cercava informazioni sulla propria compagna, una 50enne di origini venezuelane, ricoverata dopo aver denunciato alcune violenze domestiche. L’infermiere è stato dimesso con una prognosi di sette giorni.
L’aggressione al triage
La donna si era presentata allo sportello del triage riferendo di aver subito violenza fisica dal compagno. Il personale sanitario l’ha accompagnata nell’area rossa, garantendole sicurezza. In seguito, l’uomo ritenuto suo aggressore si è presentato allo stesso sportello chiedendo notizie sulla donna. L’infermiere, seguendo il protocollo aziendale per i codici rosa, non ha fornito alcuna informazione. Dopo un primo allontanamento, l’uomo è tornato alla postazione, ha insistito con la richiesta e ha assunto un atteggiamento minaccioso, urlando e accusando l’operatore di mentire. Ha poi oltrepassato il bancone del triage, afferrato l’infermiere per il collo e lo ha spinto violentemente contro una porta scorrevole, provocandogli traumi al collo e alla nuca.
L’intervento e le procedure di emergenza
L’aggressione è stata interrotta dal servizio di vigilanza, che ha allontanato l’uomo. L’infermiere ha quindi attivato le procedure d’emergenza: ha azionato il braccialetto anti-violenza, allertato i colleghi in turno e contattato le forze dell’ordine. All’arrivo degli agenti, l’operatore ha fornito un resoconto dettagliato dell’accaduto. L’aggressore è stato portato via dalla polizia.
La condanna del direttore generale
Il direttore generale dell’azienda, Giancarlo Bizzarri, ha espresso solidarietà all’infermiere e condannato l’episodio con parole nette. «All’infermiere vittima dell’aggressione va tutta la nostra vicinanza e solidarietà. A lui come a tutti i nostri operatori che si trovano ad affrontare utenti immotivatamente aggressivi, va la comprensione e il grazie nostro e di tutti gli assistiti che quotidianamente plaudono alla qualità dell’assistenza che il nostro personale garantisce, con professionalità e dedizione. Non possiamo tollerare che chi applica rigorosamente i protocolli a tutela delle persone e dedica la propria professionalità alla cura diventi bersaglio di una violenza così cieca e brutale», ha dichiarato Bizzarri.
Il direttore ha poi aggiunto: «L’Azienda si è già attivata per offrire il massimo supporto all’infermiere coinvolto, che ha agito con grande correttezza e senso del dovere. Ringraziamo il personale di vigilanza e le forze dell’ordine per il tempestivo intervento coordinato. Stiamo facendo e continueremo a fare tutto il possibile sul fronte della prevenzione, della formazione e dell’utilizzo della tecnologia per proteggere chi lavora nella nostra Azienda. Gli operatori sanitari sono al nostro servizio per tutelare la nostra salute». Agli operatori del pronto soccorso sono stati consegnati complessivamente 110 braccialetti anti violenza (50 all’ospedale di Treviso, 15 a Oderzo, 10 a Conegliano, 5 a Vittorio Veneto, 15 a Montebelluna e 15 a Castelfranco).
La solidarietà di Stefani
«Ancora un inaccettabile atto di violenza contro un operatore della sanità che sta svolgendo il suo lavoro, già difficile anche senza i comportamenti assurdi di persone prive di controllo e di senso civico. L’infermiere aggredito la scorsa notte al Pronto soccorso di Treviso ha tutta la mia solidarietà, con l’augurio di una pronta guarigione». Lo dichiara il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, in relazione al nuovo episodio di violenza contro un operatore della sanità, avvenuto all’ospedale Cà Foncello. «Episodi come quello di Treviso – aggiunge Stefani – sono davvero troppo frequenti. Oltre alla gravità del gesto colpisce e addolora che ancora ci sia nella società veneta chi non sa portare il dovuto rispetto a lavoratori che si prodigano giorno e notte per assistere chi ha problemi di salute. Un malvezzo che deve finire, con l’impegno di tutta la società civile e anche con forme di deterrenza più incisive».
Nursing Up Treviso: «Servono misure concrete di tutela e di adeguamento strutturale delle postazioni di Triage»
Annarita Secchi, dirigente sindacale Nursing Up Treviso, esprime la massima solidarietà al collega infermiere aggredito nella notte tra domenica e lunedì nella postazione di Triage del Pronto Soccorso di Treviso, augurandogli una pronta e completa ripresa dai traumi subiti. Evidenzia la referente di Nursing Up Treviso: «L’episodio descrive con chiarezza il rischio quotidiano a cui è esposto il personale sanitario impegnato in prima linea, spesso solo, nel gestire situazioni di estrema delicatezza e tensione. In questo caso specifico, l’operatore ha agito con scrupolo professionale, applicando correttamente il protocollo aziendale per i Codici rosa a tutela della vittima di violenza, e proprio per questo è stato fatto oggetto di un’aggressione fisica». È il commento del sindacato degli infermieri Nursing Up sull’ennesimo episodio di aggressione ai danni del personale sanitario. La scorsa notte, un infermiere del Triage del Pronto Soccorso di Treviso è stato infatti aggredito dal compagno di una paziente che aveva appena denunciato una violenza. L’uomo, dopo aver preteso informazioni sulla donna, ha oltrepassato il Triage, afferrato l’infermiere per il collo e spinto contro una porta. Fermato dalla vigilanza e poi dalle Forze dell’Ordine, l’aggressore è stato allontanato. L’infermiere ha riportato traumi a collo e nuca, con sette giorni di prognosi. Prosegue Secchi di Nursing Up: «Purtroppo non si tratta di un fatto isolato: la violenza contro chi lavora nei Pronto Soccorso è un fenomeno che continua a ripetersi, nonostante le normative vigenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e le disposizioni specifiche introdotte a tutela degli operatori sanitari. Pur apprezzando lo sforzo dell’Ulss 2 di introdurre il braccialetto antiaggressione, questa misura si rivela inefficace». Nursing Up Treviso chiede con fermezza all’azienda Ulss 2 Marca Trevigiana un rafforzamento immediato e concreto delle misure di prevenzione e sicurezza nei Pronto Soccorso del territorio, a partire dalle postazioni di Triage che devono essere chiuse e rese inaccessibili all’utenza a tutela del professionista all’interno: «Le postazioni di triage dovrebbero essere tutte adeguate a livello strutturale, impedendo l’accesso ai non addetti, visto che sono il luogo di primo e più esposto contatto con l’utenza che non dovrebbe quindi poter accedervi fisicamente; tutto questo allo scopo di evitare episodi di aggressione».
Barbisan (Lega-LV): «Solidarietà all’infermiere: chi cura e assiste i cittadini deve poter lavorare in sicurezza»
«Esprimo la mia piena solidarietà e vicinanza all’infermiere aggredito al Pronto Soccorso di Treviso. A chi ogni giorno lavora per assistere, curare e aiutare le persone non può essere chiesto di mettere a rischio la propria incolumità». A dirlo è il consigliere regionale e capogruppo della Lega – Liga Veneta, Riccardo Barbisan, intervenendo sull’episodio. «Un’aggressione all’interno di una struttura sanitaria è sempre un fatto grave – sottolinea Barbisan – e lo è ancora di più quando a subirla è un professionista che sta semplicemente facendo il proprio lavoro. Medici, infermieri, operatori sociosanitari e tutto il personale sanitario devono poter svolgere la propria attività in condizioni di sicurezza e serenità. Non possiamo normalizzare episodi di violenza nei confronti di chi è in prima linea per garantire un servizio essenziale alla comunità. Il Pronto Soccorso è un luogo nel quale arrivano persone in condizioni di fragilità, spesso in situazioni di forte tensione, ma nulla può giustificare la violenza». «Serve continuare a investire sulla sicurezza delle strutture sanitarie e sulla tutela degli operatori – conclude Barbisan – perché difendere chi lavora nella sanità significa anche difendere il diritto di tutti i cittadini a ricevere cure e assistenza in un ambiente sicuro. Al professionista coinvolto va il nostro augurio di pronta ripresa, nella certezza che le istituzioni devono essere al fianco di chi ogni giorno è al servizio della nostra comunità».
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link


