Pubblichiamo la risposta dell’assessore all’ambiente della Regione Umbria, Thomas De Luca, alla lettera aperta inviata dalla sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, riguardante la gestione dei rifiuti e l’ampliamento della discarica Le Crete
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Ho letto con attenzione le parole della sindaca Tardani, la quale afferma che Orvieto non può colmare il vuoto delle non scelte. Tuttavia, la narrazione secondo cui l’attuale giunta regionale sarebbe con le mani in mano e per di più responsabile dell’ampliamento, in corso non solo sono infondate, ma profondamente scorrette. Le ‘scelte’ a cui Orvieto sta pagando pegno oggi sono state fatte, in maniera chiara e inequivocabile, dalla precedente amministrazione regionale di centrodestra.
L’istanza di ampliamento presentata dal gestore per 350mila metri cubi si riferisce nero su bianco nell’avviso e ricalca esattamente la capacità prevista per il sito di Orvieto dalla delibera di giunta regionale numero 2 del 2022. È fondamentale chiarire sul piano tecnico che la revoca o il ritiro di tale delibera, non sono strade oggi percorribili a causa di vincoli normativi e giurisprudenziali insuperabili. Quella delibera, infatti, non è più un atto isolato, ma è stata formalmente recepita ed è diventata parte integrante del piano regionale dei rifiuti proposto dalla precedente giunta regionale, approvato nel 2023 e oggi vigente.
Il progetto dovrà essere valutato proprio sulla base del piano del 2023, in vigore al momento dell’istanza, quindi il gestore privato ha maturato un legittimo affidamento su quanto stabilito dalla precedente giunta. Di conseguenza, una revoca arbitraria esporrebbe la Regione a un elevatissimo e certo rischio di risarcimento danni, a spese di tutti i cittadini umbri.
Alla sindaca, che si chiede perché non si proceda a un’archiviazione come avvenuto nel 2022, ricordiamo che i presupposti di fatto e di diritto sono radicalmente mutati. Nel 2022 l’istanza fu archiviata unicamente perché la delibera 2/2022 prevedeva che l’ampliamento de Le Crete fosse subordinato al perfezionamento degli ampliamenti di Belladanza e Borgogiglione. Oggi, essendo stati autorizzati e attivati quegli impianti, già nella precedente legislatura, la condizione sospensiva è venuta meno e l’amministrazione regionale è obbligata per legge ad avviare il procedimento.
E c’è un ulteriore elemento, forse il più grave, che l’amministrazione comunale omette di ricordare. Il piano rifiuti approvato dalla giunta Tesei prevedeva l’entrata in funzione di un termovalorizzatore regionale a partire dal 2028. Ebbene, nello scenario ‘a regime’, ovvero anche dopo l’entrata in funzione dell’inceneritore, il piano stabiliva esplicitamente che le uniche due discariche destinate a rimanere attive e funzionali al ciclo integrato sarebbero state proprio Le Crete e Belladanza, mantenute al servizio dell’impiantistica presente nei rispettivi siti. Al contrario, per la discarica di Borgogiglione, era prevista la chiusura definitiva non appena esaurito il volume attualmente autorizzato. Orvieto, dunque, nelle visioni della precedente amministrazione, era condannata a rimanere la valvola di sfogo regionale anche in futuro.
Su quel piano il 16 novembre 2022, la sindaca Tardani ha espresso un voto favorevole (atto numero 1510, deliberazione Cal numero 29). Voto determinante visto che il piano fu approvato con 10 voti favorevoli, 1 astenuto e 9 contrari e che, in caso fosse stato opposto, avrebbe ribaltato il risultato pregiudicando definitivamente l’ampliamento. Tra i voti contrari degli amministratori di centrosinistra anche quelli dell’assessora Veronica Cavallucci e del consigliere David Fantauzzi allora delegati della Presidente Stefania Proietti, rispettivamente per il Comune di Assisi di cui era sindaca e per la provincia di Perugia di cui era presidente.
Contro quella scelta, la contrarietà fu manifestata dalle sole forze di opposizione del centrosinistra, affiancate dai comitati e associazioni del territorio. Tutto questo avveniva nel silenzio più assordante degli amministratori di centrodestra, che oggi, paradossalmente, si ergono a paladini del territorio.
Se queste sono le scelte irreversibili ereditate dal passato, è invece del tutto fuori dalla realtà dipingere l’attuale giunta regionale come sprovvista di soluzioni. In appena un anno e mezzo di mandato, questa amministrazione ha ridotto del 23 per cento il flusso di rifiuti in discarica, predisposto una legge regionale sull’economia circolare, un piano per la prevenzione dei rifiuti e la proposta di revisione del piano regionale di gestione integrata dei rifiuti, attualmente in fase di verifica di assoggettabilità a Vas.
In quest’ultimo documento, redatto con la massima trasparenza, è dettagliato minuziosamente ogni aspetto: dai flussi previsti, alle previsioni economiche, fino al puntuale utilizzo degli impianti per traguardare l’obiettivo europeo del 10% massimo di conferimento in discarica. Personalmente, come assessore all’ambiente, ho svolto numerosi incontri partecipativi in tutta l’Umbria, alcuni dei quali proprio a Orvieto, per condividere questo percorso.
Tutti i documenti sono pubblici, accessibili e scaricabili. Invitiamo pertanto la sindaca Tardani a leggerli con attenzione e a ribattere nel merito tecnico delle soluzioni proposte, congiuntamente ai propri rappresentanti regionali del centrodestra e, qualora lo ritenga opportuno, di proporre possibili miglioramenti.
L’istituzione che rappresento manterrà sempre un tono di massimo rispetto formale e di collaborazione istituzionale con tutti i sindaci dell’Umbria. Tuttavia, saremo altrettanto decisi nel difendere l’operato di questa giunta da polemiche strumentali mosse da chi oggi reclama, ma è rimasto a capo chino quando le scelte che hanno pesato su Orvieto venivano scritte e approvate dalla sua stessa parte politica”.
*assessore regionale all’ambiente
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