Dal Piano sociale per il clima, 3,3 miliardi di euro per ERP e immobili delle microimprese


31/08/2026 – Il Piano sociale per il clima destina 3,295 miliardi di euro al settore dell’edilizia. Le risorse finanzieranno la riqualificazione energetica degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e degli immobili delle microimprese vulnerabili, oltre all’aumento della potenza dei contatori elettrici delle famiglie in difficoltà.
 
Il Piano, approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026, ha un valore complessivo di 9,346 miliardi di euro e sarà attuato tra il 2027 e il 2032. Dei fondi destinati agli edifici, 1,95 miliardi di euro andranno all’ERP, 1,25 miliardi di euro agli immobili delle microimprese vulnerabili e 95,2 milioni all’elettrificazione dei consumi domestici.
 
Le agevolazioni per la riqualificazione potranno coprire fino al 65% delle spese ammissibili. Tra gli interventi previsti figurano la sostituzione degli infissi, le pompe di calore, il fotovoltaico con accumulo, il solare termico e la building automation. Il cappotto termico, inizialmente contemplato nelle proposte sottoposte a consultazione, è invece escluso dal Piano approvato.
 

Piano sociale per il clima, risorse per 9,3 miliardi di euro

Il Piano dà attuazione al Regolamento (UE) 2023/955, che ha istituito il Fondo sociale per il clima per accompagnare i soggetti più vulnerabili nella transizione energetica e attenuare gli effetti economici dell’ETS2. Il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione riguarderà anche i combustibili utilizzati negli edifici e nel trasporto stradale.
 
La dotazione complessiva del Piano italiano ammonta a 9.346,77 milioni di euro: 7.010,08 milioni provengono dal contributo europeo e 2.336,69 milioni dal cofinanziamento nazionale. Il settore dei trasporti assorbe la quota maggiore, pari a 4.626,54 milioni di euro.
 
All’edilizia sono destinati 3.295,23 milioni di euro, mentre 1,34 miliardi finanzieranno il sostegno diretto al reddito e 85 milioni l’assistenza tecnica.
 
Le misure hanno l’obiettivo di ridurre in modo duraturo i consumi e i costi energetici di famiglie e microimprese vulnerabili. Il Piano affianca quindi agli aiuti economici temporanei interventi strutturali sugli edifici e sugli impianti.
 

Riqualificazione energetica ERP, disponibili 1,95 miliardi di euro

Per la riqualificazione energetica dell’edilizia residenziale pubblica sono stanziati 1,95 miliardi di euro. Saranno interessati gli edifici a totale proprietà pubblica, con priorità per quelli nelle classi energetiche peggiori, in particolare F e G. Il contributo potrà coprire fino al 65% delle spese ammissibili.
 
Potranno essere finanziati anche progetti di efficientamento dell’intero fabbricato presentati dalle ESCO. La copertura potrà arrivare al 100% attraverso il cumulo con altri contributi pubblici, nel rispetto delle regole applicabili e del divieto di doppio finanziamento.
 
Gli interventi dovranno determinare una riduzione di almeno il 30% dell’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile, EPgl,nren, da dimostrare mediante APE ante e post operam.
 
Il Piano stima la riqualificazione di 15,6 milioni di metri quadrati di alloggi ERP, con il coinvolgimento di oltre 220mila famiglie.
 

Microimprese vulnerabili, contributi fino al 65%

Altri 1,25 miliardi di euro finanzieranno l’efficientamento energetico degli immobili delle microimprese vulnerabili, anche in questo caso con priorità per le unità immobiliari nelle classi F e G.
 
L’agevolazione potrà coprire fino al 65% dei costi, compatibilmente con la disciplina europea sugli aiuti di Stato. Anche per questi interventi sarà richiesto il miglioramento minimo del 30% dell’EPgl,nren, certificato mediante APE prima e dopo i lavori.
 
Il target indicato dal Piano è la riqualificazione di circa 128mila immobili appartenenti a microimprese. I requisiti di accesso, le procedure e le modalità di erogazione dovranno essere precisati dai successivi provvedimenti attuativi.
 

Infissi, pompe di calore e fotovoltaico: gli interventi finanziabili

Le risorse per ERP e microimprese sosterranno principalmente interventi sugli impianti e sui componenti in grado di ridurre i consumi energetici. Tra i lavori indicati dal Piano rientrano:

  • sostituzione delle finestre comprensive di infissi;
  • installazione di sistemi di building automation;
  • impianti fotovoltaici con accumulo associati a pompe di calore in classe A+++;
  • pompe di calore aerotermiche, geotermiche o idrotermiche;
  • impianti solari termici;
  • allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficienti;
  • sistemi di microcogenerazione alimentati da fonti rinnovabili.

 
Per gli immobili delle microimprese sono previste anche le schermature solari e l’installazione di generatori di calore a biomassa con classe di qualità ambientale almeno pari a 5 stelle.
 

Cappotto termico escluso dal Piano sociale per il clima

Tra gli interventi finanziabili non compare il cappotto termico. L’esclusione segna una differenza rilevante rispetto alle proposte illustrate durante la consultazione, che includevano l’isolamento delle superfici opache e, più in generale, una riqualificazione estesa dell’involucro.
 
Secondo la motivazione riportata nel Piano, il cappotto comporta un costo elevato per unità immobiliare. La sua ammissione avrebbe quindi ridotto la superficie complessivamente riqualificabile e il numero dei beneficiari raggiungibili con le risorse disponibili.
 
La scelta concentra di conseguenza gli incentivi sulla sostituzione degli infissi, sull’efficienza degli impianti, sull’elettrificazione dei consumi e sull’utilizzo delle fonti rinnovabili.
 

95,2 milioni per aumentare la potenza dei contatori

La componente edilizia comprende anche 95,2 milioni di euro per l’elettrificazione dei consumi domestici. La misura è rivolta alle famiglie vulnerabili che, pur potendo accedere ad altri sostegni, incontrano ostacoli economici nell’utilizzo di apparecchi e impianti alimentati con energia elettrica.
 
Il contributo in conto capitale potrà coprire fino al 100% dei costi ammissibili per aumentare la potenza contrattuale del contatore, ad esempio da 3 kW a 4,5 o 6 kW. Potranno rientrare nell’agevolazione anche i costi amministrativi e tecnici, gli adeguamenti minimi dell’impianto elettrico strettamente necessari e i servizi di verifica e assistenza.
 
Il Governo stima di raggiungere complessivamente circa 866mila famiglie tra il 2027 e il 2032.
 

Bonus sociale Energia Plus e sportelli contro la povertà energetica

Accanto agli interventi strutturali, il Piano istituisce il Bonus sociale Energia Plus, con una dotazione di 1,34 miliardi di euro per il periodo 2028-2031.
 
Il sostegno sarà destinato alle famiglie con ISEE fino a 25mila euro e sarà modulato anche in base alla zona climatica, così da considerare i differenti fabbisogni termici. Il bonus sarà riconosciuto in bolletta attraverso una componente tariffaria negativa. La platea stimata è di 4 milioni di famiglie vulnerabili all’anno.
 
Il Piano prevede inoltre una rete di sportelli provinciali per informare e assistere i beneficiari sui temi dell’efficienza energetica e della vulnerabilità energetica e dei trasporti. Dovrebbero essere attivati 40 sportelli entro il 2028 e 90 entro il 2032.
 

Cosa cambia rispetto alle proposte del 2025

Rispetto alla versione resa nota nel 2025, al termine della consultazione il Piano sociale per il clima ha cambiato struttura e perimetro.
 
Non compare più un incentivo autonomo per la riqualificazione delle abitazioni private appartenenti alle famiglie vulnerabili. Il reddito energetico per il fotovoltaico non costituisce più una misura specifica del Piano, ma viene richiamato tra gli strumenti nazionali già esistenti.
 
Per le microimprese, il contributo inizialmente ipotizzato al 100% scende fino al 65%.
 
Viene inoltre escluso il cappotto termico sia per gli alloggi ERP sia per gli immobili delle microimprese.
 
Entrano invece nel quadro definitivo l’aiuto per aumentare la potenza dei contatori domestici, il Bonus sociale Energia Plus e una rete più graduale di sportelli territoriali contro la povertà energetica.
 

Gli incentivi del Piano sociale per il clima

L’approvazione da parte del Consiglio dei ministri non rende ancora immediatamente accessibili i contributi. Il Piano dovrà completare il passaggio europeo e le singole misure dovranno essere disciplinate dai provvedimenti attuativi, che definiranno requisiti, spese ammissibili, procedure di domanda, soggetti gestori e controlli.
 
Gli interventi sono programmati prevalentemente tra il 2027 e il 2032. Fino alla pubblicazione delle regole operative, quindi, non è ancora possibile presentare domanda né considerare le risorse come un nuovo bonus già attivo.
 


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