Madonnari, 40 opere omaggiano San Francesco nella sua Assisi



Le opere donate ad Assisi saranno esposte a Natale in città.

📌 FLASH NEWS – Ad Assisi oltre 50 Madonnari hanno concluso 40 opere individuali e una maxi creazione dedicata a San Francesco. I lavori resteranno patrimonio della città, saranno visibili fino al 1 settembre e torneranno in mostra a Natale.

Si è concluso ad Assisi il lavoro degli oltre 50 Madonnari arrivati da diverse parti del mondo per rendere omaggio a San Francesco nell’ottavo centenario della morte. Dopo quasi tre giorni trascorsi sulla piazza inferiore della Basilica di San Francesco, gli artisti hanno portato a termine 40 creazioni individuali e una grande opera collettiva realizzata sotto la direzione artistica di Kurt Wenner.

La conclusione dei lavori, domenica 30 agosto 2026, è stata accompagnata dagli applausi dei presenti e da momenti di commozione tra artisti e visitatori. Le opere non scompariranno al termine della manifestazione. Sono infatti state realizzate su supporti in linoleum, materiale ecosostenibile destinato a conservarle nel tempo, e resteranno patrimonio della comunità di Assisi.

Il pubblico avrà ancora la possibilità di ammirarle fino al 1 settembre 2026. Successivamente saranno conservate in vista di nuove iniziative. Nel periodo natalizio torneranno infatti protagoniste attraverso una mostra ad Assisi.

Oltre 50 artisti riuniti nella città di San Francesco

La manifestazione ha rappresentato uno degli appuntamenti organizzati nell’ambito delle celebrazioni francescane. Il progetto è stato promosso dal Comune di Assisi, in collaborazione con il Sacro Convento di Assisi e l’Antichissima Fiera delle Grazie di Curtatone.

Per quasi tre giorni la piazza inferiore della Basilica si è trasformata in un grande spazio dedicato all’arte dei Madonnari. Oltre 50 artisti hanno lavorato alla realizzazione di 40 opere personali, affiancate da un progetto collettivo di dimensioni monumentali.

Al centro dell’iniziativa è stato posto il messaggio di San Francesco, interpretato attraverso una forma artistica tradizionalmente legata all’utilizzo dei gessetti e alla realizzazione di immagini su superfici pavimentali.

La scelta di utilizzare il linoleum ha permesso di mantenere il carattere della tecnica dei Madonnari senza rinunciare alla possibilità di conservare le creazioni. In questo modo le opere potranno continuare a essere utilizzate per esposizioni e iniziative future.

La grande opera collettiva ideata da Kurt Wenner

Uno dei principali elementi della manifestazione è stato il grande lavoro realizzato a più mani sotto la guida di Kurt Wenner, artista di rilievo internazionale e considerato inventore dell’arte di strada tridimensionale.

L’opera occupa una superficie di circa 50 metri quadrati e porta il titolo di “La visione di San Francesco”. Wenner l’ha ideata appositamente per Assisi e per l’evento dedicato all’ottavo centenario della morte del santo patrono d’Italia.

La composizione è stata concepita come un’opera pavimentale monumentale attraverso la quale raccontare l’eredità francescana come un percorso ancora vivo, collegando storia religiosa, memoria della comunità e paesaggio umbro.

Non viene rappresentato un unico episodio della vita di Francesco. Il visitatore è invece invitato a seguire un itinerario tra personaggi, simboli e immagini differenti, individuando progressivamente i rapporti che collegano le diverse parti della composizione.

Papi, santi e simboli nella maxi opera

All’interno della grande creazione trovano spazio numerose figure legate, in modi differenti, alla storia e al messaggio francescano. Sono rappresentati Papa Giovanni Paolo II, Papa Francesco e Papa Leone XIV, insieme a Chiara d’Assisi, Jacopa de’ Settesoli, alcuni compagni di Francesco e San Carlo Acutis.

Accanto alle figure umane compaiono il lupo e altri animali legati all’immaginario francescano, insieme a elementi che richiamano il Cantico delle Creature.

Il percorso visivo conduce infine al tradizionale saluto francescano “Pax et Bonum”, posto a conclusione della narrazione sviluppata attraverso immagini, personaggi e simboli.

L’obiettivo dell’opera non è quindi soltanto quello di proporre una rappresentazione artistica, ma di costruire un percorso nel quale differenti riferimenti alla storia francescana possano convivere all’interno di una composizione unitaria.

Quaranta interpretazioni del messaggio francescano

Anche le 40 opere individuali sono state interamente dedicate al tema francescano. Ogni artista ha interpretato la figura e il messaggio di San Francesco secondo la propria sensibilità e il proprio linguaggio espressivo.

Ne è nato un insieme molto articolato di immagini, nel quale ricorrono alcuni dei momenti e dei simboli più significativi della tradizione francescana. Oltre al volto del santo sono presenti rappresentazioni dedicate a Chiara d’Assisi, agli animali e alle visioni.

Altri lavori affrontano il tema delle stimmate, il presepe di Greccio, l’abbraccio alla povertà e il perdono. Le differenti interpretazioni sono state così riunite da un unico filo conduttore: raccontare Francesco e la sua eredità attraverso l’arte dei Madonnari.

La presenza contemporanea di artisti provenienti da diverse realtà ha consentito di sviluppare numerose letture dello stesso tema, mantenendo come punto di riferimento comune la figura del santo e il significato delle celebrazioni in corso ad Assisi.

La cerimonia conclusiva sulla piazza della Basilica

Nella mattinata di domenica 30 agosto si è svolta anche la cerimonia conclusiva del lavoro dei Madonnari. I frati del Sacro Convento hanno impartito la benedizione agli artisti e alle opere, mentre la Città di Assisi ha consegnato gli attestati di ringraziamento ai partecipanti.

Alla cerimonia sono intervenuti Valter Stoppini, sindaco di Assisi, fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento di Assisi, Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, Carlo Bottani, sindaco di Curtatone, e Fabrizio Leggio, assessore al Turismo del Comune di Assisi.

Presenti inoltre Laura Servi, vicepresidente della Provincia di Perugia, don Alessandro Picchiarelli, parroco e priore della Cattedrale di San Rufino, e Kurt Wenner, direttore artistico della manifestazione.

Alla conclusione dell’evento hanno partecipato anche componenti della Giunta comunale di Assisi, assessori del Comune di Curtatone e diversi consiglieri comunali assisani.

Stoppini: evento storico da ripetere in futuro

Il sindaco Valter Stoppini ha definito la manifestazione un “evento storico”, sottolineando il valore di una forma di arte povera utilizzata per valorizzare e raccontare il messaggio francescano.

Il primo cittadino ha inoltre espresso l’auspicio che l’esperienza possa essere riproposta in futuro, coinvolgendo anche altre piazze di Assisi. L’obiettivo indicato dall’amministrazione è quindi quello di non considerare l’appuntamento come un episodio isolato.

Anche l’assessore al Turismo Fabrizio Leggio ha evidenziato la partecipazione registrata durante i giorni della manifestazione, riferendo che l’iniziativa ha richiamato migliaia di persone.

Le opere realizzate rappresentano inoltre una parte dell’eredità lasciata dall’evento alla città. Il progetto prevede infatti una loro ulteriore valorizzazione attraverso iniziative programmate per il periodo natalizio.

Le opere resteranno patrimonio della comunità

La conclusione del lavoro sulla piazza inferiore della Basilica non coinciderà quindi con la fine del percorso delle creazioni. Le opere resteranno alla città di Assisi, che potrà conservarle grazie ai supporti utilizzati per la loro realizzazione.

Secondo quanto indicato dall’amministrazione comunale, nel periodo di Natale sarà organizzata una mostra dedicata ai lavori dei Madonnari, accompagnata da ulteriori iniziative. È prevista inoltre un’esposizione permanente in città, con l’obiettivo di continuare a valorizzare le creazioni anche dopo la conclusione dell’appuntamento.

Fino al 1 settembre 2026, intanto, cittadini, pellegrini e turisti potranno vedere le opere nel luogo in cui sono state realizzate, sulla piazza inferiore della Basilica di San Francesco.

Il patrimonio artistico prodotto durante i tre giorni resterà così legato ad Assisi anche dopo la conclusione della manifestazione, conservando le diverse interpretazioni che oltre 50 Madonnari hanno dedicato alla figura, alla storia e al messaggio di San Francesco nell’anno dell’ottavo centenario della morte.


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