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Roma affronta la seconda metà del 2026 con un’economia che continua a mostrare capacità di tenuta. Turismo, ristorazione, settore congressuale, nuovi alberghi e completamento delle opere legate al PNRR e al Giubileo rappresentano alcuni dei principali motori della crescita della Capitale. A tracciare il quadro è il direttore di Confcommercio Roma, Romolo Guasco, che sottolinea anche la responsabilità delle imprese nel contenimento dei prezzi e il ritorno dei consumatori verso negozi di vicinato e commercio di prossimità.
Economia di Roma, turismo e servizi sostengono la crescita
Un tessuto economico che, nonostante un quadro nazionale e internazionale ancora complesso, continua a mostrare resilienza e capacità di adattamento. È questa l’immagine dell’economia romana che emerge dalle considerazioni del direttore di Confcommercio Roma, Romolo Guasco
La Capitale arriva alla seconda parte del 2026 sostenuta soprattutto dalla forza dei flussi turistici, dalla ristorazione, dai servizi ricettivi e dalle prospettive offerte dal settore congressuale.
A questi fattori si aggiungono gli effetti delle grandi opere realizzate o avviate in occasione del Giubileo e attraverso il PNRR, destinate a produrre ricadute economiche anche oltre la fase dei cantieri.
Inflazione a Roma al 3,2%, ma cambiano soprattutto i consumi
Uno degli indicatori da tenere sotto osservazione resta quello dei prezzi. A luglio il tasso d’inflazione a Roma si è attestato al 3,2%, un livello sostanzialmente in linea con quello registrato nelle altre grandi città italiane.
Dietro il dato generale si nasconde però una trasformazione più profonda delle abitudini delle famiglie.
I consumatori stanno progressivamente ridisegnando la distribuzione della propria spesa, destinando una quota maggiore del budget alle esperienze, al turismo, alla ristorazione e al tempo libero.
Si riduce, di conseguenza, il peso di alcune componenti tradizionali della spesa domestica, a partire dalla dispensa e dall’abbigliamento.
La tendenza appare particolarmente evidente nella classe media, che sembra privilegiare sempre di più vacanze, ristoranti e consumo “fuori casa”.
Ristoranti e consumi fuori casa sempre più centrali
Il fenomeno assume un significato particolare per una città come Roma, dove turismo e ristorazione costituiscono una componente fondamentale dell’economia urbana.
La crescita del consumo fuori casa contribuisce infatti a sostenere un ecosistema che comprende ristoranti, bar, strutture ricettive, commercio e servizi collegati alla presenza turistica.
Tra gli elementi da monitorare figura anche l’andamento del prezzo dell’acqua minerale, sul quale incidono sia l’aumento della domanda durante i mesi estivi sia i costi energetici collegati all’intera filiera, dall’estrazione all’imbottigliamento fino alla produzione degli imballaggi.
Confcommercio Roma: «Le imprese stanno dimostrando grande responsabilità»
Rispetto alla crisi inflazionistica del 2022, quando l’economia era stata investita contemporaneamente dallo shock energetico e dalle conseguenze della fase post-pandemica, la situazione attuale appare maggiormente sotto controllo.
Un ruolo importante viene attribuito proprio alle imprese.
«Le imprese stanno dimostrando grande responsabilità: non potendo scaricare tutti i costi sui prezzi finali, stanno rivedendo i propri listini e i margini di guadagno», ha sottolineato Romolo Guasco.
Una scelta che permette di contenere almeno in parte l’impatto degli aumenti sui consumatori, ma che comporta inevitabilmente una pressione sulla marginalità delle attività commerciali.
Le prospettive indicate vedono l’inflazione muoversi intorno al 2,5-3%, mentre la crescita del PIL nazionale viene stimata attorno all’1%. Uno scenario che invita alla prudenza ma lascia spazio a un moderato ottimismo.
PNRR e Giubileo, le grandi opere diventano un volano economico
Per Roma uno dei temi decisivi sarà rappresentato dalla fase successiva alla conclusione dei principali cantieri finanziati attraverso il PNRR e collegati al Giubileo.
Le nuove infrastrutture e gli interventi di riqualificazione non producono infatti effetti soltanto durante la fase di realizzazione.
La loro gestione e manutenzione potranno generare nel tempo un ulteriore indotto per imprese, professionisti e servizi, contribuendo a consolidare l’impatto degli investimenti sull’economia della Capitale.
La sfida sarà quindi trasformare la stagione straordinaria dei lavori in una leva strutturale di sviluppo urbano.

Turismo a Roma, cresce l’offerta dei grandi alberghi internazionali
Un altro elemento strategico riguarda il rafforzamento della capacità ricettiva di Roma.
L’apertura di nuove strutture alberghiere appartenenti ai grandi gruppi internazionali sta contribuendo a innalzare il posizionamento della città sul mercato turistico globale, soprattutto nei segmenti caratterizzati da maggiore capacità di spesa.
Roma può così puntare non soltanto sull’aumento del numero dei visitatori, ma anche sulla crescita della qualità e del valore economico dei flussi turistici.
Un passaggio particolarmente importante per una città che compete direttamente con le principali capitali europee e mondiali.
Congressi e MICE, una grande opportunità ancora da sviluppare
Tra i settori con maggiori margini di crescita emerge il MICE – Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions, vale a dire il comparto legato a congressi, convention, eventi aziendali e grandi appuntamenti professionali.
Per Roma rappresenta una delle opportunità più interessanti dei prossimi anni.
Il turismo congressuale consente infatti di destagionalizzare i flussi, aumentare la permanenza media dei visitatori e intercettare una domanda caratterizzata generalmente da una maggiore capacità di spesa.
Alberghi, ristorazione, trasporti, servizi professionali, location, commercio e imprese della filiera degli eventi possono beneficiare direttamente dello sviluppo di questo segmento.
La Capitale dispone delle caratteristiche necessarie per rafforzare ulteriormente il proprio ruolo nel mercato congressuale internazionale, ma parte del potenziale resta ancora da esprimere.
Commercio a Roma, tornano protagonisti i negozi di quartiere
Interessante anche il cambiamento che riguarda la distribuzione commerciale.
Il modello dei grandi poli commerciali e degli ipermercati situati nelle aree periferiche mostra maggiori difficoltà, anche a causa dei problemi di accessibilità e degli spostamenti necessari per raggiungere queste strutture.
Parallelamente si registra una riscoperta del commercio di prossimità.
I consumatori sembrano premiare soprattutto i negozi specializzati sotto casa e le strutture commerciali di medie dimensioni, indicativamente comprese tra 250 e 1.000 metri quadrati.
A fare la differenza sono sempre più elementi come qualità del servizio, specializzazione, comodità e rapporto di fiducia con il cliente.
Roma riscopre il valore economico dei quartieri
La tendenza può avere conseguenze rilevanti anche sul futuro urbanistico e sociale della Capitale.
Un commercio di vicinato vitale significa infatti non soltanto maggiore comodità per i cittadini, ma anche quartieri più frequentati, servizi diffusi e maggiore presidio del territorio.
Il negozio torna così ad assumere una funzione che supera la semplice vendita di prodotti, diventando parte dell’identità e della rete sociale dei quartieri romani.
Turismo, grandi opere, congressi e commercio di prossimità delineano quindi una possibile traiettoria per la Roma economica del dopo Giubileo: trasformare gli investimenti straordinari e la crescita dei visitatori in sviluppo strutturale, rafforzando contemporaneamente imprese e servizi destinati a chi nella Capitale vive e lavora ogni giorno.
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