Acqua, Roswall (Commissario Ue): resilienza idrica non è opzione, ma investimento su nostro futuro. Impatti su agricoltura e imprese. L’INTERVENTO INTEGRALE


Acqua, Roswall (Commissario Ue): resilienza idrica non è opzione, ma investimento su nostro futuro. Impatti su agricoltura e imprese. L’INTERVENTO INTEGRALE

“L’acqua non è semplicemente una risorsa: è l’architetto nascosto dietro ogni società di successo». Lo ha detto la commissaria europea per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva, Jessika Roswall, intervenendo all’inaugurazione del Festival dell’Acqua 2026, oggi pomeriggio al Palazzo della Cancelleria di Roma.

«Oggi, nonostante tutta la nostra capacità di innovazione, Roma sta affrontando una grave scarsità d’acqua. L’iconico Tevere è in sofferenza, i fertili terreni intorno al fiume sono aridi e centinaia dei vostri famosi “nasoni” sono stati chiusi. In tutta Europa, e in particolare nel Mediterraneo, cittadini delle grandi città, comunità rurali, piccoli agricoltori e grandi industrie si trovano ad affrontare le stesse sfide».

Una situazione aggravata, ha sottolineato Roswall, «da un’estate caratterizzata da temperature record, grave siccità e incendi devastanti».

«Questa estate ci ha ricordato senza ombra di dubbio quanto l’acqua sia vitale: centrali elettriche costrette a fermarsi, industrie che hanno dovuto interrompere le attività, produzione idroelettrica ridotta, ecosistemi danneggiati, rese agricole compromesse e terreni inariditi. Si stima che gli eventi estremi di questa estate siano costati all’Unione europea 180 miliardi di euro, e la cifra continua a crescere».

Per la commissaria, dunque, il Festival dell’Acqua rappresenta «non solo una celebrazione dell’acqua, ma anche un appello all’azione, un severo avvertimento e un promemoria del fatto che ciò che abbiamo oggi possiamo anche perderlo».

«La vita senza un approvvigionamento idrico sicuro e pulito è una prospettiva spaventosa. Ma questa può anche essere una storia positiva. L’acqua è una storia di speranza e determinazione. L’acqua trova sempre la sua strada. Ora anche noi dobbiamo mostrare la stessa determinazione».

Roswall ha quindi sottolineato che «sappiamo cosa dobbiamo fare» e che l’Europa dispone «della tecnologia, dell’esperienza e degli strumenti finanziari» necessari per affrontare la sfida, a beneficio di cittadini, agricoltori, natura e comunità.

La resilienza idrica, ha aggiunto, rappresenta anche «una storia di opportunità»: «È un investimento che ripagherà ancora e ancora. Può garantire la produttività nell’agricoltura e nell’industria e rappresenta un’opportunità per l’Europa di assumere la leadership nell’innovazione idrica. Può inoltre contribuire all’adattamento climatico, alla sicurezza alimentare ed energetica e alla salute».

Roswall ha citato, in particolare, il ruolo degli ecosistemi naturali: «Zone umide sane e fiumi a corso libero agiscono come barriere contro siccità e inondazioni. La resilienza idrica significa quindi proteggere le economie di oggi e creare le condizioni per la crescita di domani».

Nel suo intervento, la commissaria ha poi richiamato le iniziative messe in campo dall’Italia: «L’Italia, guidata da molti di voi qui presenti, sta agendo. Ha coordinato più di 1.000 progetti LIFE dall’inizio del programma, il numero più alto tra tutti gli Stati membri dell’UE».

«Nell’ambito della politica di coesione – ha aggiunto – l’Italia sta riallocando più di 600 milioni di euro in investimenti destinati a promuovere la resilienza idrica. E proprio lo scorso giugno la Banca europea per gli investimenti ha approvato un pacchetto di finanziamenti da 450 milioni di euro per sostenere la modernizzazione delle infrastrutture idriche nella regione Lazio».

«Sono passi fondamentali che devono essere riconosciuti», ha detto Roswall, sottolineando che l’azione italiana si inserisce in un più ampio impegno europeo.

«L’acqua non è mai stata così in alto nell’agenda europea. Proprio la scorsa settimana, o forse due settimane fa, la presidente von der Leyen ha posto la sicurezza idrica e alimentare saldamente al centro del suo discorso sullo Stato dell’Unione».

Per Roswall, quella della resilienza idrica è anche «una priorità personale e politica».

«Ho visto in prima persona i pericoli della scarsità d’acqua in Italia e in tutto il Mediterraneo. Ho incontrato industrie che affrontano un futuro incerto, esponenti della società civile che gestiscono le conseguenze dell’inquinamento idrico e della siccità e agricoltori che vivono sotto una minaccia esistenziale».

«Quando leggo del crollo della produzione di olive in Europa o dell’impatto sul settore vitivinicolo italiano – ha aggiunto – posso dare un volto umano a queste crisi. Questo mi rende ancora più determinata a portare avanti questa battaglia».

Da qui l’impegno della Commissione sulla nuova Strategia europea per la resilienza idrica, articolata, ha spiegato Roswall, su tre direttrici principali: efficienza, investimenti e collaborazione.

«Primo: l’efficienza. Non possiamo costruire la resilienza continuando semplicemente a estrarre sempre più acqua. Per questo la nostra strategia mira a migliorare l’efficienza idrica del 10% entro il 2030».

L’Unione sta inoltre preparando nuove linee guida sulla gestione della siccità, esaminando il potenziale del riutilizzo dell’acqua e applicando il principio dell’“efficienza al primo posto” anche alle nuove industrie strategiche, come i data center.

Il secondo pilastro riguarda gli investimenti. «La resilienza richiede infrastrutture e innovazione, e entrambe richiedono naturalmente investimenti. La Banca europea per gli investimenti ha impegnato più di 15 miliardi di euro per il settore idrico, mentre l’Acceleratore di investimenti per la resilienza idrica punta a mettere in collegamento progetti ad alto potenziale e strumenti finanziari».

La Commissione, ha aggiunto, sta inoltre lavorando «per mobilitare maggiori investimenti privati e ottenere un impatto ancora più significativo».

Il terzo elemento è la collaborazione. «L’acqua attraversa i confini e le regioni. È utilizzata da tutti i settori e da tutti gli stakeholder. Questo significa che nessuna istituzione europea, nessun governo nazionale e nessuna azienda di servizi idrici può farcela da sola».

«Tutti noi abbiamo un ruolo da svolgere», ha sottolineato Roswall. La Commissione sta lavorando con gli Stati membri attraverso i dialoghi strategici «per stimolare l’attuazione delle norme europee sull’acqua e individuare dove siano necessari cambiamenti».

La commissaria ha inoltre ricordato il lancio della piattaforma degli stakeholder per la resilienza idrica, che riunisce «più di 50 esperti provenienti dalla società civile, dalle imprese, dal mondo della ricerca e dalle autorità pubbliche».

«Attraverso la Water Academy europea – ha aggiunto – stiamo costruendo le conoscenze e le competenze di cui abbiamo bisogno per un futuro sicuro dal punto di vista idrico».

Roswall ha però ribadito che la resilienza idrica «sarà realizzata negli Stati membri, non a Bruxelles».

«Sarà raggiunta dalle comunità locali, dalle regioni e dalle città di tutta Italia. E le aziende idriche sono al centro di questo sforzo. Voi siete il luogo in cui la politica europea incontra la vita quotidiana e dove, in ultima analisi, sarà messa alla prova la resilienza dei nostri sistemi idrici».

Nel finale, la commissaria ha richiamato il legame storico tra acqua e sviluppo umano.

«L’acqua fa parte della nostra storia fin dall’inizio dell’umanità. Ha stabilito dove viviamo, dove coltiviamo il cibo, con chi commerciamo e anche come commerciamo. Ha guidato l’innovazione, come possiamo vedere intorno a Roma, e ha nutrito la nostra civiltà, la nostra cultura, il nostro commercio, l’esplorazione, lo sviluppo, la scienza e molto altro».

«Ora dobbiamo iniziare il prossimo capitolo di questa storia, uno in cui proteggiamo davvero la nostra risorsa più preziosa».

E l’auspicio per il Festival dell’Acqua è che possa ricordare «non solo ciò che rischiamo di perdere, ma anche ciò che possiamo proteggere, ciò che possiamo costruire e ciò che possiamo guadagnare».

«Un’Europa in cui l’acqua sia utilizzata in modo efficiente, in cui le infrastrutture siano pronte per il futuro, in cui l’innovazione trasformi le sfide idriche in opportunità economiche e in cui ogni cittadino e ogni impresa possano contare su acqua sicura, pulita e accessibile».

«Perché la resilienza idrica non è un’opzione: è un investimento nella nostra economia, nelle nostre comunità e nel nostro futuro».





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