L’enoturismo entra a pieno titolo tra gli strumenti finanziabili della Politica Agricola Comune. Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha firmato il decreto per la promozione del turismo enologico, che attua a livello nazionale la riforma dell’intervento settoriale per il vino, il cosiddetto “Pacchetto vino”.
“Con questo decreto compiamo un altro passo in avanti per rafforzare la reputazione del vino italiano e la crescita dei nostri territori – dichiara Lollobrigida – Sostenere la promozione del turismo enologico vuol dire valorizzare le produzioni di qualità, il paesaggio, la cultura, l’ospitalità e le tradizioni che caratterizzano l’Italia da nord a sud, creando importanti occasioni di sviluppo. Lo facciamo potenziando l’azione fondamentale realizzata dai Consorzi, dalle organizzazioni dei produttori e da quelle interprofessionali per raccontare e far conoscere direttamente nei luoghi dove nascono le eccellenze l’unicità del nostro patrimonio vitivinicolo“. Un provvedimento, aggiunge il ministro, “diretto risultato del lavoro portato avanti dall’Italia in Europa con l’obiettivo di rafforzare la competitività di questo settore strategico del Made in Italy”.
DAL VINO AL TERRITORIO
Il decreto direttoriale Masaf 483420 del 18 settembre 2026 dà attuazione in Italia a quanto previsto dal regolamento UE 2026/471. L’obiettivo è sostenere le iniziative finalizzate ad accrescere la conoscenza e la reputazione del comparto vitivinicolo, associando alla qualità dei vini l’eccellenza dei territori.
I beneficiari sono i Consorzi di tutela, le organizzazioni di produttori e quelle interprofessionali, per azioni di valorizzazione sul territorio come manifestazioni, incontri, visite e altre attività di promozione. Il ventaglio comprende azioni promozionali e pubblicitarie sugli standard qualitativi, escursioni tra i vigneti, visite alle cantine, presentazione di impianti e metodi di produzione, oltre all’organizzazione di eventi. La domanda di aiuto si potrà presentare entro il 30 ottobre di ogni anno, secondo modalità stabilite da Agea d’intesa con le Regioni; per l’annualità 2026/2027 la scadenza è fissata al 15 dicembre 2026.
FEDERVINI: VALORE CHE VA OLTRE L’EXPORT
Apprezzamento arriva da Federvini. “Il vino è una delle espressioni più riconoscibili delle eccellenze italiane nel mondo – commenta Albiera Antinori, presidente del Gruppo Vini dell’associazione – Il suo valore non si esaurisce nell’export né nelle qualità intrinseche e culturali dei prodotti, ma si estende all’identità dei territori e alla loro capacità di attrarre un turismo internazionale di qualità. Il decreto riconosce questa dimensione, resa possibile dagli investimenti sostenuti dai produttori su tutto il territorio nazionale, offrendo strumenti concreti per rafforzare un’offerta capace di generare benefici diffusi lungo le filiere e nelle comunità locali”.

MOVIMENTO TURISMO DEL VINO: REGOLE CHIARE SUI BENEFICIARI
È articolata la posizione del Movimento Turismo del Vino rispetto al provvedimento, accogliendolo con favore e ponendo però alcune condizioni operative. “È certamente positivo vedere una crescente attenzione da parte del Ministero verso l’enoturismo – afferma la presidente Violante Gardini Cinelli Colombini – e soprattutto la volontà di mettere a disposizione nuove risorse per la sua promozione. È un riconoscimento importante del valore che il turismo del vino ha assunto per le cantine, per la reputazione dei nostri vini e per l’economia dei territori vitivinicoli italiani”.
Il nodo critico, per MTV, è attuativo. “Il decreto attribuisce alle Regioni un ruolo molto importante nella concreta attuazione della misura – prosegue Gardini Cinelli Colombini – Per questo sarà essenziale capire come le nuove opportunità verranno declinate nei diversi territori e, soprattutto, quali organizzazioni potranno concretamente accedervi”. L’associazione guarda in particolare alla previsione che include tra i possibili beneficiari le organizzazioni professionali rappresentative della produzione vitivinicola, dato che “il Movimento Turismo del Vino, attraverso le proprie articolazioni territoriali, rappresenta oltre 700 cantine italiane e da più di trent’anni svolge un’attività specificamente dedicata alla promozione dell’accoglienza, dei vigneti e dei territori del vino. Auspichiamo quindi che AGEA e le Regioni chiariscano rapidamente le modalità di accesso alla misura, valorizzando anche queste forme di rappresentanza del mondo produttivo”.

Sul punto MTV cita anche l’intervento dell’avvocato Marco Giuri, esperto di diritto vitivinicolo. “Il decreto contiene un elemento giuridicamente interessante – osserva il giurisperito – perché, accanto alle categorie tradizionali del settore, include tra i beneficiari le organizzazioni professionali rappresentative della produzione vitivinicola. La normativa europea ha aperto l’intervento anche ad ulteriori organizzazioni professionali operanti nel settore vitivinicolo e la struttura statutaria di Movimento Turismo del Vino presenta elementi concreti per sostenere la riconducibilità dell’Associazione a questa categoria”. Non può essere un’ammissione “automatica”, ma si tratta di capire come come AGEA e le singole Regioni applicheranno questa previsione.
PRIORITÀ FORMAZIONE
MTV pone l’accento sul tema della formazione degli operatori della wine hospitality, che l’associazione propone di inserire tra le azioni ammissibili nelle successive disposizioni applicative. “Occorre fare in modo che le risorse possano sostenere progetti realmente capaci di mettere insieme cantine e territori e di far crescere la reputazione dell’Italia come destinazione enoturistica internazionale”, conclude la presidente.
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