La Federazione Armatori Siciliani, nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali di rappresentanza, assistenza e tutela delle imprese armatoriali, dei pescatori e degli operatori della pesca marittima professionale siciliana, con la presente intende rappresentare formalmente una situazione che ha ormai assunto, ad avviso della scrivente Federazione, le caratteristiche di una GRAVE EMERGENZA ECONOMICA E PRODUTTIVA.
Il nuovo incremento del costo del gasolio sta determinando condizioni economiche che numerose imprese di pesca dichiarano di non essere più in grado di sostenere.
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Per un’impresa di pesca il carburante non costituisce una voce accessoria del bilancio aziendale.
Il carburante è la materia prima indispensabile per potere uscire dal porto, raggiungere le zone di pesca, esercitare l’attività e rientrare in sicurezza.
Quando il costo del carburante raggiunge livelli tali da assorbire una parte insostenibile del valore della produzione, l’armatore si trova davanti a una scelta paradossale: uscire in mare rischiando di lavorare in perdita oppure lasciare il peschereccio all’ormeggio.
Ed è proprio ciò che, secondo le segnalazioni che stanno pervenendo alla Federazione, sta iniziando ad accadere in diverse realtà portuali siciliane.
PESCHERECCI CHE INIZIANO A RIMANERE AGLI ORMEGGI
Da diverse marinerie vengono segnalate unità che stanno riducendo o sospendendo volontariamente le battute di pesca a causa dell’insostenibilità dei costi.
Si sta pertanto determinando, nei fatti, quello che può essere definito uno “sciopero bianco”, non necessariamente organizzato dalla Federazione, ma conseguenza diretta della scelta economica di singoli armatori che ritengono non più conveniente prendere il mare per lavorare in perdita.
Il fenomeno non può essere sottovalutato.
Il fermo progressivo della flotta peschereccia siciliana produrrebbe conseguenze non soltanto sugli armatori, ma sugli equipaggi, sulle famiglie dei marittimi, sui mercati ittici, sulla commercializzazione, sulle attività portuali e sull’intera filiera economica collegata alla pesca professionale.
LA FEDERAZIONE CHIEDE UN INTERVENTO STRAORDINARIO, NON L’ENNESIMO PROVVEDIMENTO SIMBOLICO
La scrivente Federazione ritiene che la situazione non possa più essere affrontata attraverso interventi frammentari o contributi che, per importo o tempi di erogazione, rischino di non essere sufficienti a garantire la continuità delle imprese.
Già nell’aprile 2026 il Governo regionale aveva pubblicamente annunciato misure contro il caro carburante destinate anche al settore della pesca.
Oggi occorre verificare immediatamente l’effettiva capacità di tali strumenti, unitamente alle ulteriori risorse disponibili, di fronteggiare l’attuale emergenza.
La Federazione chiede pertanto una ricognizione straordinaria e immediata di tutte le risorse regionali, nazionali ed europee destinate al comparto della pesca, verificando quali somme possano essere legittimamente rimodulate, riprogrammate o prioritariamente destinate al sostegno diretto delle imprese per fronteggiare il costo del carburante.
La posizione della Federazione è semplice:
PRIMA BISOGNA SALVARE LE IMPRESE.
Solo successivamente ha senso parlare di sviluppo, innovazione, promozione, progetti territoriali, consorzi, gruppi e ulteriori iniziative finanziate con risorse destinate al comparto.
Se le imprese non riescono più ad acquistare il gasolio necessario per uscire in mare, qualsiasi politica di sviluppo rischia di perdere il proprio presupposto fondamentale: l’esistenza stessa delle imprese di pesca.
RICHIESTA DI RIMODULAZIONE DELLE RISORSE DESTINATE AL COMPARTO
La Federazione Armatori Siciliani chiede pertanto al Presidente della Regione e all’Assessore regionale competente per la pesca di verificare con carattere di assoluta urgenza, anche attraverso interlocuzione con il Governo nazionale e con le competenti istituzioni europee, la possibilità di:
- effettuare una ricognizione immediata delle risorse FEAMPA e delle ulteriori risorse regionali, nazionali ed europee destinate al settore della pesca;
- sospendere o rimodulare, nei limiti consentiti dalla normativa europea e nazionale, le misure non ancora impegnate o non aventi carattere essenziale e urgente;
- destinare prioritariamente le risorse giuridicamente riprogrammabili alla compensazione dell’aumento del costo del carburante sostenuto dalle imprese di pesca;
- prevedere procedure estremamente semplificate e tempi rapidi per l’accesso agli aiuti;
- verificare l’introduzione di ulteriori misure regionali straordinarie finalizzate alla continuità produttiva delle imprese;
- promuovere presso il Governo nazionale ogni ulteriore intervento fiscale, contributivo o economico necessario per abbattere il costo effettivamente sostenuto dagli armatori.
AUTOTRASPORTO E PESCA: LA MEDESIMA EMERGENZA ENERGETICA
La Federazione prende inoltre atto delle iniziative avviate dal Governo regionale nei confronti del comparto dell’autotrasporto e della disponibilità manifestata dall’Assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità ad affrontare l’emergenza caro carburante.
La stessa attenzione deve essere garantita alla pesca professionale.
Il principio economico è identico:
senza carburante il camion rimane nel piazzale; senza carburante il peschereccio rimane nel porto.
Entrambi i comparti garantiscono servizi e produzioni essenziali e sostengono migliaia di lavoratori e famiglie siciliane.
Non sarebbe pertanto comprensibile, agli occhi della categoria, una disparità di attenzione istituzionale rispetto a una crisi originata dalla medesima componente essenziale del costo produttivo.
ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEL 23 SETTEMBRE 2026
La Federazione Armatori Siciliani comunica formalmente che per il giorno 23 settembre 2026 è stata convocata un’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DELLA CATEGORIA, che si svolgerà attraverso collegamenti telematici tra le diverse sedi e rappresentanze territoriali.
Nel corso dell’assemblea sarà esaminata la situazione e verranno valutate le iniziative da assumere qualora non dovessero pervenire risposte istituzionali concrete.
La Federazione ritiene doveroso informare preventivamente anche le Prefetture e le Questure di Palermo e Catania, proprio nello spirito di massima collaborazione istituzionale e allo scopo di rappresentare tempestivamente il crescente stato di preoccupazione ed esasperazione manifestato dagli operatori.
EVENTUALI FORME DI MOBILITAZIONE
Nel corso dell’assemblea potranno essere sottoposte agli associati diverse ipotesi di mobilitazione, compresa la prosecuzione del fermo volontario delle unità, manifestazioni pubbliche e iniziative dimostrative della categoria.
Tra le questioni che alcuni operatori chiedono di riportare all’attenzione dell’assemblea figurano altresì il tema del cambio di bandiera delle unità e l’ipotesi di una grande manifestazione della marineria siciliana nell’area dello Stretto di Messina.
La Federazione precisa sin d’ora che qualsiasi eventuale iniziativa sarà valutata e, ove deliberata, organizzata nel rispetto della normativa vigente, della sicurezza della navigazione, dell’ordine e della sicurezza pubblica e delle prescrizioni impartite dalle competenti Autorità.
Proprio per evitare che l’esasperazione della categoria possa trasformarsi in una contrapposizione che nessuno auspica, la Federazione ritiene indispensabile aprire immediatamente un confronto istituzionale.
RICHIESTA URGENTISSIMA DI CONVOCAZIONE DI UN TAVOLO DI CRISI
Per tutto quanto sopra rappresentato, la FEDERAZIONE ARMATORI SICILIANI
CHIEDE
al Presidente della Regione Siciliana, all’Assessore regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea e all’Assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità:
– l’immediata convocazione, anche nelle prossime ore, di un TAVOLO REGIONALE DI CRISI sul caro carburante nel settore della pesca professionale;
– l’adozione di misure economiche straordinarie e immediatamente utilizzabili dalle imprese;
– la ricognizione e, ove giuridicamente possibile, la rimodulazione delle risorse europee, nazionali e regionali destinate al comparto, dando priorità assoluta alla continuità operativa delle imprese;
– la verifica urgente della possibilità di incrementare le risorse destinate direttamente alla compensazione del costo del gasolio;
– l’apertura di un’interlocuzione con il Governo nazionale e con le competenti istituzioni europee per l’adozione di ulteriori misure emergenziali;
– un riscontro urgentissimo alla presente, possibilmente prima dell’assemblea della categoria convocata per il 23 settembre 2026, affinché la Federazione possa riferire agli armatori le determinazioni assunte dal Governo regionale.
APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE
Signor Presidente Schifani,
la Federazione Armatori Siciliani si rivolge direttamente alla Presidenza della Regione affinché assuma il coordinamento politico e istituzionale di questa emergenza.
Non chiediamo privilegi.
Chiediamo che alle imprese venga consentito di continuare a lavorare.
Un peschereccio fermo non produce reddito, non dà lavoro agli equipaggi, non alimenta i mercati, non sostiene l’indotto e non porta pesce siciliano sulle tavole dei cittadini.
La Sicilia è un’Isola e la pesca costituisce parte integrante della sua economia, della sua storia e della sua identità.
Occorre pertanto intervenire adesso, prima che una crisi economica diventi una crisi irreversibile del comparto.
La Federazione confida nel senso di responsabilità delle Istituzioni destinatarie e resta disponibile sin dalle prossime ore a partecipare a qualsiasi incontro o tavolo tecnico-istituzionale che la Presidenza della Regione riterrà opportuno convocare.
La presente viene trasmessa alle Prefetture e alle Questure di Palermo e Catania a titolo preventivo e informativo, nell’ottica della massima collaborazione istituzionale e affinché le Autorità siano tempestivamente informate dello stato di forte preoccupazione che sta attraversando la categoria.
Si richiede, stante l’eccezionale urgenza, cortese riscontro con ogni possibile immediatezza e comunque, ove possibile, prima dell’assemblea del 23 settembre 2026.
Distinti saluti.
FEDERAZIONE ARMATORI SICILIANI
Il Legale Rappresentante
Alfio Fabio Micalizzi
Catania, 22 settembre 2026
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