Nel 2026 il bando di Regione Lombardia per l’efficientamento energetico delle imprese è l’avviso «Investimenti, Linea Impresa efficiente», e non si chiede come un normale fondo perduto. Il contributo arriva solo insieme a un prestito bancario, che la Regione garantisce gratuitamente al 70%. La domanda parte da due documenti: la diagnosi energetica di un Esperto in gestione dell’energia (EGE) certificato e la delibera di una banca aderente. Senza delibera la domanda è inammissibile.
Lo sportello è aperto dalle 16:00 del 20 luglio 2026, senza data di chiusura, e lo era ancora il 5 ottobre 2026, quando abbiamo riletto la pagina del bando. Il 20 luglio la Regione lo ha chiuso alle 12:00 e riaperto quattro ore dopo con il testo aggiornato dell’avviso (decreto n. 9324 del 10 luglio 2026): la prima finestra era aperta dal 16 settembre 2025, e le domande rimaste in bozza alla chiusura non sono più accessibili. Il contributo cambia con la voce di spesa: nel primo decreto di concessione è stato il 26,92% del progetto, lontano dal 45% che vale solo sulle rinnovabili.
Linea Impresa efficiente in breve
- Chi: PMI con due bilanci depositati (o due dichiarazioni dei redditi), sede operativa in Lombardia e classe di merito di credito da 1 a 10; escluse agricoltura, finanza e tabacco.
- Cosa: interventi sugli impianti produttivi esistenti da 100.000 a 5.000.000 di euro che taglino di almeno il 30% le emissioni di gas serra.
- Quanto: 20% (micro e piccole) o 15% (medie) su macchinari ed efficienza, 45% sulle rinnovabili abbinate, 25% su accumuli, consulenze e altro termico non fossile; il resto con il prestito.
- Prima della domanda: diagnosi dell’EGE su 12 mesi di consumi reali e delibera della banca.
- Come: su Bandi e Servizi, in ordine di invio, fino a esaurimento; sportello aperto al 5 ottobre 2026.
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28,2 mln €Dotazione vigente fra garanzie e contributi
70%Garanzia regionale gratuita su ogni prestito
30%Taglio minimo delle emissioni di gas serra
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Atto vigente | Allegato 2 al decreto n. 9324 del 10 luglio 2026 (Bollettino ufficiale della Regione, Serie Ordinaria n. 29 del 16 luglio 2026), testo aggiornato dell’avviso del decreto n. 9923 dell’11 luglio 2025 |
| Dotazione | 28.232.662,12 euro (8.228.305,30 per le garanzie, 20.004.356,82 per i contributi); i 43,2 milioni ancora citati altrove precedono il taglio di 15 milioni della delibera di Giunta (DGR) XII/5775 del 23 febbraio 2026, per l’Intesa del 29 dicembre 2025 sull’affordable housing |
La misura è l’erede della «Investimenti, Linea Green» del 2023, chiusa dalla DGR XII/4452 del 26 maggio 2025, che ne ha girato lo stanziamento alla nuova linea.
Chi rientra: PMI lombarde con due bilanci e una classe di merito da 1 a 10
La Linea Impresa efficiente è per le PMI attive nel Registro delle imprese con almeno due bilanci depositati, o due dichiarazioni dei redditi per chi non deposita il bilancio. Vale anche per i servizi: l’avviso li fa rientrare nel processo produttivo.
Il progetto si fa in una sola sede operativa lombarda, che può anche essere costituita entro la concessione, e la diagnosi misura 12 mesi di consumi reali. Se la sede non ha 12 mesi di dati propri, valgono due sole eccezioni: processi trasferiti da una precedente sede lombarda, con i dati di entrambe le sedi, oppure fusione, ramo d’azienda o operazioni simili, con i dati di chi lavorava prima in quella sede e a patto che l’attività continui.
Il requisito più insidioso è finanziario: una classe da 1 a 10 nel credit scoring ricavato dal modello di valutazione del Fondo di garanzia (DGR 7269/2022). Le classi 11 e 12, la fascia 5 del modello, sono escluse come le imprese senza classe. La classe la attribuisce Finlombarda in istruttoria, a diagnosi e delibera già fatte, e l’avviso non prevede una verifica preventiva.
Classe 12 d’ufficio. Rate scadute da oltre 90 giorni su finanziamenti Finlombarda, sofferenze bancarie o pregiudizievoli del tipo «Fallimento e similari» portano in classe 12, cioè fuori, qualunque sia il bilancio.
Sono esclusi i codici ATECO 2025 primari della sezione A (agricoltura, salvo le agromeccaniche iscritte all’albo regionale), la sezione L anche come codice secondario (finanza e assicurazioni), il tabacco, le imprese in difficoltà o senza DURC regolare. Chi non rientra trova le altre strade fra i bandi per l’efficientamento energetico delle aziende.
Cosa finanzia: impianti produttivi esistenti e almeno il 30% di emissioni in meno
L’avviso finanzia l’adeguamento o il rinnovo degli impianti produttivi esistenti, anche con rinnovabili, per ridurre i consumi, recuperare energia o catturare gas serra. Le emissioni dirette e indirette devono scendere di almeno il 30% rispetto ai 12 mesi prima della domanda, sull’intera sede o sui soli processi coinvolti, a scelta dell’impresa; le rinnovabili contano solo per l’energia autoconsumata.
La diagnosi segue la norma UNI EN 16247 e la firma un EGE certificato UNI CEI 11339: persona fisica, non studio o società, senza legami con l’impresa e nell’elenco di Accredia fino alla richiesta di erogazione. Misura 12 mesi consecutivi di consumi reali, il primo non oltre 18 mesi prima della domanda, con i costi per voce, e non si integra dopo.
Le spese contano dal giorno dopo l’invio al protocollo: prima non si firmano ordini né si pagano acconti. Esclusi veicoli, usato, leasing e noleggio, opere murarie e di impiantistica anche se in fattura, forniture di società collegate o di soci, personale interno, fatture sotto i 1.000 euro di imponibile.
Fotovoltaico da solo e combustibili fossili: fuori. Le rinnovabili (voci c, d, e) passano solo con macchinari o efficienza (voci a o b), il fotovoltaico solo su edifici o strutture esistenti. Le apparecchiature alimentate a combustibili fossili, gas compreso, restano fuori (art. 38, par. 2 ter, GBER): su questo è caduta una domanda il 29 luglio 2026. Per il solo impianto solare ci sono gli incentivi per il fotovoltaico aziendale.
Quanto vale: il regime lo decide la voce di spesa, non l’impresa
Il contributo si calcola voce per voce: per questo la percentuale sul progetto è una media, pesata sulla spesa.
| Voci di spesa (avviso, art. B.3) | Regime | Contributo sulla spesa | Tetto di aiuto, garanzia compresa |
|---|---|---|---|
| a) Macchinari, impianti di produzione, attrezzature; b) domotica, LED in sostituzione, monitoraggio dei consumi | GBER, art. 38 par. 8 | 20% micro e piccole, 15% medie | 25% micro e piccole, 20% medie |
| c) Elettrico da rinnovabili; d) cogenerazione ad alto rendimento da rinnovabili; e) termico da rinnovabili e pompe di calore. Solo con a) o b) | GBER, art. 41 | 45% per tutte le PMI | 50% |
| f) Altro termico non fossile, fino al doppio di a) più b); g) accumuli, solo con a) o b); h) consulenze tecniche, fino al 10% delle voci da a) a g) | de minimis | 25%, al massimo 250.000 euro | 30%, entro il plafond residuo |
Sulle voci a e b i tetti del 25 e del 20% sono la metà delle intensità piene dell’art. 38 del regolamento generale di esenzione (Reg. UE 651/2014, testo consolidato), il GBER. Il paragrafo 8 consente di non calcolare lo scenario controfattuale, cioè il costo dell’investimento meno efficiente che si farebbe comunque, in cambio del dimezzamento. La Regione dà il 20 e il 15% e lascia circa 5 punti alla garanzia, che è anch’essa un aiuto: conta per il suo equivalente sovvenzione lordo (ESL), il valore in euro del vantaggio. Se in istruttoria l’ESL supera quel margine, il contributo scende e il prestito non sale; nel caso concesso non è successo.
Nella Linea Green il regime lo sceglieva l’impresa; qui no, e le spese non passano da uno all’altro nemmeno in rendicontazione. Dove la scelta c’è, il regime cambia la convenienza, come spieghiamo nella guida su de minimis o esenzione nei bandi FESR lombardi. Il de minimis, 300.000 euro di aiuti per impresa unica (con le imprese legate da controllo) nell’arco di tre anni su base mobile, riguarda solo le voci f, g e h.
Contributo, prestito e cassa su tre progetti, compreso il primo concesso
Il caso B è il primo contributo concesso, con il decreto n. 1248 del 3 febbraio 2026, il primo di concessione; il secondo, il decreto n. 12483 del 24 settembre 2026, riguarda una media impresa con 285.000 euro di investimento ammesso e 94.660 di contributo. A e C sono ipotesi nostre.
| Euro | A. Piccola impresa, 300.000 su macchinari ed efficienza | B. Media impresa, 600.000 (caso concesso) | C. Media impresa, 1.000.000 con fotovoltaico, accumulo e consulenze |
|---|---|---|---|
| Spese in art. 38, art. 41, de minimis | 300.000; 0; 0 | 345.000; 230.000; 25.000 | 600.000; 150.000; 250.000 |
| Contributo | 60.000 (20%) | 161.500 (26,92%) | 220.000 (22%) |
| Prestito (investimento meno contributo) | 240.000 | 438.500 | 780.000 |
| Delibera minima della banca (85% del progetto) | 255.000 | 510.000 | 850.000 |
| Quota garantita dalla Regione (70%) | 168.000 | 306.950 | 546.000 |
| Contributo netto di IRES e IRAP, per una srl | 43.260 (14,42%) | 116.441,50 (19,41%) | 158.620 (15,86%) |
| Cassa da anticipare fino al saldo, con anticipo del 70% (IVA esclusa) | 132.000 | 293.050 | 454.000 |
Ipotesi. Netto per una srl con imponibile capiente, IRES al 24% e IRAP al 3,9%, valori nominali. Il beneficiario di B è una cooperativa, il cui regime fiscale il decreto non permette di ricostruire: la riga vale per una srl con gli stessi importi.
Nel caso B, una media impresa mantovana, il 45% si applica solo ai 230.000 euro in art. 41, che il decreto non dice se siano rinnovabili elettriche, cogenerazione o termico; il resto prende il 15 e il 25%. Con l’ESL della garanzia, 19.769,52 euro, l’aiuto totale arriva a 181.269,52 euro, il 30,21%.
L’ultima riga pesa sulla tesoreria: le fatture si pagano per intero prima della rendicontazione, mentre saldo del prestito e contributo arrivano fino a 135 giorni dopo il fascicolo completo. L’IVA non è ammissibile: si anticipa e si recupera.
In C la quota de minimis consuma plafond già alla concessione: circa 70.953 euro fra contributo ed ESL, se la garanzia vale quanto in B. Con 250.000 euro di de minimis già concessi negli ultimi tre anni, il contributo scende a 199.046,67 euro e i 20.953,33 mancanti li mette l’impresa. Il residuo si ricostruisce sul Registro nazionale aiuti per ogni impresa legata da controllo, con il metodo della nostra guida per calcolare il plafond de minimis dell’impresa unica.
Il contributo si tassa, la garanzia no: imposte e bilancio
Sulla parte che finanzia beni il contributo è in conto impianti: concorre al reddito man mano che i beni si ammortizzano (art. 88, comma 3, lett. b, TUIR; dal 2027 art. 97 del testo unico delle imposte sui redditi). Sconta l’IRES al 24% e l’IRAP all’aliquota ordinaria del 3,9% (art. 5, comma 3, D.Lgs. 446/1997; 2 punti in più per il comparto energetico nel 2026 e 2027, DL 21/2026, art. 3): nel caso ordinario il 27,9%, distribuito sugli anni di ammortamento.
Metodo diretto
Il bene entra in bilancio al netto del contributo: nel caso A il macchinario è iscritto a 240.000 euro e l’ammortamento annuo, su dieci anni, è di 24.000.
Utile e patrimonio netto non cambiano fra i due metodi (OIC 16, par. 88). Per iscrivere il contributo l’OIC 16 (par. 87) chiede la ragionevole certezza delle condizioni, e qui il 30% di riduzione e il 60% di spesa si accertano solo a saldo. La lettura prudente è rilevarlo con la rendicontazione.
Sulla quota che paga beni strumentali la ritenuta del 4% non si applica (art. 28, comma 2, DPR 600/1973). Sulla quota che copre le diagnosi regge solo il divieto di ritenute sui pagamenti FESR (Reg. UE 2021/1060, art. 74), e l’avviso non dice cosa farà Finlombarda: se trattenesse il 4%, sarebbe un acconto da recuperare in dichiarazione. La garanzia gratuita non va in bilancio e non si tassa: conta solo come aiuto.
La domanda si apre con l’attestazione di delibera di una banca aderente, sul modello dell’avviso: la banca decide sul rischio in piena autonomia, con una delibera condizionata all’agevolazione.
| Aspetto | Regola dell’avviso |
|---|---|
| Importo | investimento meno contributo, fino a 4.250.000 euro; la delibera deve coprire almeno l’85% del progetto |
| Durata | da 3 a 6 anni, con 1 o 2 di preammortamento non prorogabile |
| Tasso | lo fissa la banca secondo il rischio: prestito a condizioni di mercato, non agevolato |
| Erogazione | anticipo del 20, 50 o 70% entro 45 giorni dal contratto, saldo entro 45 giorni dalla verifica della rendicontazione |
| Garanzia regionale | 70% di ogni prestito, gratuita e a prima richiesta; per ogni banca copre al massimo il 22,5% di quanto ha finanziato sulla misura; se viene pagata, la Regione si rivale sull’impresa |
| Garanzie in più | private, solo oltre quel 22,5%, al massimo sul 77,5% del prestito, a spese dell’impresa |
Al 6 luglio 2026 il prodotto «Impresa Efficiente» è offerto da 19 intermediari, tutti banche, secondo l’elenco regionale degli intermediari aderenti: BCC del Basso Sebino, Cassa Rurale di Borgo San Giacomo, Banca Centropadana, BCC Colli Morenici del Garda, BCC di Brescia, BCC dell’Oglio e del Serio, Cassa Rurale di Rivarolo Mantovano, Crédit Agricole Italia, Banca Cremasca e Mantovana, BCC Lodi, Credito Padano, Cassa Rurale di Cantù, BNL, Banca della Valsassina, BPER Banca, Banca Valsabbina, BCC Carate Brianza e Treviglio, Intesa Sanpaolo e Banco BPM.
Invio, punteggio minimo e tempi reali
Si presenta solo online dalla pagina del bando su Bandi e Servizi, con SPID, CNS o CIE e bollo da 16 euro via pagoPA; conta l’ora di invio. Nell’ordine:
- visura: bilanci, sede, codice ATECO primario;
- diagnosi dell’EGE con interventi e costi per voce;
- delibera della banca;
- domanda con delibera, cronoprogramma, diagnosi, modulo sulla dimensione, antiriciclaggio e, sopra 150.000 euro di aiuto, antimafia;
- istruttoria di Finlombarda: classe di merito, verifica del 30%, punteggio.
Prima di pagare l’EGE. L’incarico per diagnosi e progettazione si può firmare prima della domanda, dal 26 maggio 2025, ma la spesa entra nella voce h solo se pagata dal giorno dopo l’invio al protocollo. Pagata prima, perde il suo 25%.
Servono almeno 60 punti, premialità compresa, e almeno 6 su 10 nella qualità progettuale.
| Criterio (avviso, art. C.3.c) | Punti |
|---|---|
| Qualità progettuale: coerenza con gli obiettivi del programma FESR e dell’avviso | da 0 a 10, soglia minima 6 |
| Coerenza dei costi; coerenza dei tempi | da 0 a 10 ciascuno |
| Riduzione dei consumi di energia primaria | 10 sotto l’1%, 20 dall’1%, 30 dal 2%, 40 dal 3%, 45 dal 5% |
| Recupero di energia o cattura dei gas serra | 0 o 5 |
| Nuova potenza da rinnovabili per l’autoconsumo; nuovo accumulo | 0 o 10 ciascuno |
| Premialità su risorse, rifiuti e materiali recuperati | 0, 2 o 4 |
Pesa più di tutto la riduzione dei consumi, e passare alla fonte rinnovabile o a un contratto di energia verde non conta come riduzione. Con giudizi solo sufficienti sulla qualità (18 punti) ne servono altri 42: una riduzione dell’energia primaria dal 5% ne vale 45 da sola; fra il 2 e il 3% ne vale 30 e ne servono altri 12, per esempio rinnovabili per autoconsumo e premialità minima; sotto l’1% a 60 non si arriva. Per questo un progetto costruito attorno al fotovoltaico parte con l’impostazione sbagliata.
L’istruttoria dovrebbe chiudersi in 120 giorni, sospesi per integrazioni e preavviso di rigetto. Nei tre decreti di non ammissione pubblicati il preavviso è arrivato fra 79 e 98 giorni dopo la domanda e la decisione fra 117 e 130. Tutti e due i decreti di concessione dichiarano di essere andati oltre il termine «per i necessari approfondimenti istruttori».
Perché le domande vengono respinte: i tre decreti pubblicati
In tutti e tre i casi le controdeduzioni delle imprese non hanno cambiato l’esito.
| Decreto | Domanda del | Motivo | Cosa insegna |
|---|---|---|---|
| n. 3703 del 23 marzo 2026 | 13 novembre 2025 | 32 punti su 60 minimi, qualità progettuale sotto 6 | sotto 6 di qualità il resto non salva |
| n. 3696 del 23 marzo 2026 | 26 novembre 2025 | non si può verificare la riduzione del 30% delle emissioni | la diagnosi deve mostrare dati e fattori di conversione che portano al 30% |
| n. 10286 del 29 luglio 2026 | 26 marzo 2026 | unico investimento legato ai combustibili fossili, riduzione posta a zero | un investimento escluso non arriva alla valutazione tecnica |
Il secondo e il terzo decreto riguardano la stessa impresa: respinta per il 30% non dimostrato, ha ripresentato la domanda tre giorni dopo il rigetto ed è caduta sui combustibili fossili. Ripresentare si può, ma in tre giorni si rifà la domanda, non il progetto.
Cumulo con l’iperammortamento: sì, con la base al netto del contributo
Per le domande presentate dalle 16:00 del 20 luglio 2026 il contributo si cumula con altri aiuti sulle stesse spese e con gli incentivi fiscali, entro il 100% dei costi e le intensità massime, ma mai con misure PNRR. Le domande precedenti restano sotto il divieto. A febbraio la Giunta scriveva (DGR 5775) che l’iperammortamento riduceva la platea dei possibili richiedenti; a luglio, con la DGR XII/6441, ha aperto il cumulo.
Il conto lo cambia l’art. 1, comma 431, della legge 199/2025 (dal 2027 art. 364, comma 5, del testo unico): la maggiorazione si calcola sul costo al netto del contributo. Prendiamo il caso A, con 300.000 euro di macchinari ammissibili anche all’iperammortamento al 180%. Dopo imposte risparmiate e contributo, il costo che resta alla srl è di 86.700 euro con la sola maggiorazione e di 69.360 con entrambe le misure: i 60.000 euro di contributo valgono 17.340 euro in più, il 28,9% del loro importo.
| Voci e regime | Contributo | Netto di IRES e IRAP (srl) | In più rispetto al solo iperammortamento |
|---|---|---|---|
| a) e b), micro e piccole | 20% | 14,42% | 5,78% |
| a) e b), medie | 15% | 10,82% | 4,34% |
| c), d), e) | 45% | 32,45% | 13,01% |
| f), g), h) | 25% | 18,03% | 7,23% |
L’ultima colonna vale fino a 2,5 milioni di investimento e solo per i beni dell’Allegato IV della legge 199/2025, che non coincide con le voci del bando. Le lampade LED non ci sono, i sistemi intelligenti di gestione dell’energia sì. La maggiorazione vale solo per l’IRES e ha regole proprie, dalla perizia asseverata per ogni bene (DM 7 maggio 2026, art. 6) alla procedura GSE dell’iperammortamento 2026. Al 5 ottobre 2026 la comunicazione di completamento, da cui parte la deduzione, non è ancora attivabile: il decreto direttoriale del MIMIT del 20 luglio 2026 la rinvia a un atto successivo.
Prima il protocollo regionale, poi il GSE. Ordine e acconto dei beni vengono dopo l’invio della domanda in Regione, e la comunicazione preventiva al GSE mandala quando sei pronto a pagare l’acconto del 20% entro i 60 giorni previsti per la conferma.
A chi conviene davvero. Alla PMI che l’intervento lo finanzierebbe comunque con un prestito: il contributo arriva sopra un debito che farebbe lo stesso, con il 70% garantito dalla Regione senza costi. Chi pagherebbe con la propria cassa fa un altro conto. Il prestito è obbligatorio e a tasso di mercato, e sui beni da iperammortamento il contributo aggiunge circa 29 centesimi per euro, a fronte di due diagnosi, una delibera, 18 mesi fra lavori e rendicontazione e cinque anni di vincoli.
Dove si perde il contributo già concesso
| Fase | Termine | Condizioni e conseguenze |
|---|---|---|
| Contratto di finanziamento | 45 giorni dalla notifica della concessione | oltre, decadenza, se il ritardo non dipende da Regione o banca |
| Realizzazione e richiesta di saldo | 18 mesi dalla notifica, più al massimo 3 di proroga chiesta almeno 60 giorni prima | seconda diagnosi dell’EGE che dimostri il 30%, fatture quietanzate con il CUP; spesa validata sotto il 60% del progetto o 30% mancato: decadenza |
| Variazioni di spesa | non si comunicano | in calo riducono l’agevolazione in proporzione, in aumento non la alzano |
| Pagamento del contributo | unico, entro 30 giorni dal saldo del prestito | con DURC irregolare la somma dovuta va agli enti |
| Beni finanziati | niente cessione o distrazione per 5 anni dalla concessione | decadenza e restituzione con l’interesse legale (1,60% nel 2026), più una quota dell’ESL |
| Pubblicità e documenti | emblemi sul sito aziendale; documenti per 10 anni dal pagamento, con codifica contabile del progetto | senza pubblicità, taglio del 3% del contributo |
Il regolamento FESR, però, misura la stabilità dal pagamento finale, non dalla concessione come l’avviso (Reg. UE 2021/1060, art. 65): meglio tenere beni e attività nella sede per cinque anni dal saldo. Fusioni, scissioni e cessioni di ramo prima dell’incasso richiedono l’autorizzazione al subentro.
Domande frequenti sul bando per l’efficientamento energetico in Lombardia
Posso chiedere solo il contributo, senza il finanziamento?
No, l’avviso lo esclude: il contributo si chiede solo insieme al prestito garantito di una banca aderente, e arriva a saldo, dopo la rendicontazione.
Il fotovoltaico da solo è finanziabile?
No. Serve insieme a macchinari o interventi di efficienza, su edifici o strutture esistenti come pensiline, tettoie o serre, e nel 30% conta solo l’energia autoconsumata.
Il contributo è tassato e subisce la ritenuta del 4%?
È tassato ai fini IRES e IRAP man mano che i beni si ammortizzano: per una srl un contributo del 20% vale circa il 14,4% netto. Sulla parte che paga beni strumentali la ritenuta del 4% non si applica; sulla quota che copre le diagnosi l’avviso tace, e un’eventuale ritenuta sarebbe un acconto da recuperare in dichiarazione.
Quanto plafond de minimis consuma la domanda?
Solo quello delle voci f, g e h: contributo più ESL della garanzia su quella parte, dalla data di concessione. Nel caso concesso 7.095,33 euro su 181.269,52 di aiuto totale.
Cosa succede se la banca non delibera?
La domanda non si può presentare: si prova con un’altra delle 19 banche. L’avviso non dice quanto duri una delibera né se si possa cambiare banca dopo l’invio: conviene chiederlo prima a Finlombarda.
Quante risorse restano e cosa succede quando finiscono?
Nessun dato ufficiale: al 5 ottobre 2026 né la Regione né Finlombarda pubblicano domande presentate, residuo o lista d’attesa. Esaurita la dotazione si accettano domande per un altro 10% delle risorse, in lista d’attesa, poi lo sportello si sospende. Il dato si chiede a [email protected].
Quando chiamare l’EGE
Chiama l’EGE solo dopo aver controllato quattro cose: la riduzione dell’energia primaria, non solo delle emissioni; il plafond de minimis; la cassa fino al saldo; la tua banca fra le 19. Se una manca, guarda le alternative nel calendario mensile dei bandi a fondo perduto.
Hai un intervento sugli impianti da almeno 100.000 euro in una sede lombarda? Compila il form in alto alla pagina e noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo: prima che tu vada in banca per la delibera, controlliamo insieme requisiti, voci di spesa e plafond de minimis.
Fonti ufficiali: avviso «Investimenti, Linea Impresa efficiente» nel testo aggiornato, Allegato 2 al d.d.u.o. n. 9324 del 10 luglio 2026 (BURL, Serie Ordinaria n. 29 del 16 luglio 2026), codice RLO12025046583, gestore Finlombarda, fondi PR FESR Lombardia 2021-2027, Azione 2.1.3; DGR XII/4452/2025, XII/5775/2026 e XII/6441/2026; decreti n. 2950, 1248, 3703, 3696, 10286 e 12483 del 2026. Stato «Aperto» sulla pagina del bando e sulla scheda di Finlombarda al 5 ottobre 2026, quando l’elenco regionale degli intermediari aderenti era ancora quello del 6 luglio 2026. Cumulo: legge 199/2025, art. 1, commi da 427 a 436.
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