i progetti sull’Intelligenza artificiale applicata alla ricerca clinica e sulle tecnologie digitali, ai percorsi dedicati alla medicina di genere e all’integrazione ospedale-territorio. Sono iniziative che contribuiranno a migliorare conoscenze scientifiche, prevenzione, diagnosi e assistenza nelle aree delle malattie infettive, epatiche, oncologiche e oncoematologiche. Stiamo parlando dei 62 progetti premiati alla quindicesima edizione dei Bandi Gilead, per 1,2 milioni di euro erogati.
Bandi che, fa sapere Gilead Sciences, società biofarmaceutica californiana, «permettono di generare innovazione non solo sul piano scientifico, ma anche nell’organizzazione dei servizi, nell’assistenza e nei percorsi di presa in carico e cura, con effetti concreti per pazienti, caregiver e collettività».
Annunciati durante l’incontro Generare innovazione. Creare salute comprendono 29 iniziative in ambito medico-scientifico sostenute dal Fellowship program e 33 promosse da associazioni di pazienti ed enti del Terzo settore attraverso il Community award program. Con questa edizione salgono a quasi 800 i progetti sostenuti dalle due iniziative dal 2011, per un investimento complessivo di oltre 19 milioni di euro.

Il Fellowship program e il Community award program
Nel dettaglio il Fellowship program è un bando di concorso destinato a sostenere l’ideazione e la realizzazione di progetti di natura scientifica e socio-sanitaria, finalizzati a migliorare gli esiti della malattia e la qualità di vita dei pazienti e/o a favorire il raggiungimento degli obiettivi di salute pubblica nelle aree dell’infezione da HIV, della Colangite Biliare Primitiva e delle patologie oncologiche.
Mentre il Community award program è un bando di concorso destinato a sostenere l’ideazione e l’effettiva realizzazione di progetti per interventi originali, di utilità diffusa e finalizzati a migliorare la qualità di vita e l’assistenza terapeutica dei pazienti affetti da HIV, epatiti virali, Colangite Biliare Primitiva, patologie oncologiche, patologie oncoematologiche e terapie cellulari.
Sostenere le attività promosse dal Terzo settore
«Da quindici anni i Bandi Gilead», ha spiegato Frederico da Silva, vice president & general manager di Gilead Sciences Italia, «rappresentano un esempio concreto di come il nostro impegno vada oltre lo sviluppo di terapie innovative e contribuisca a sostenere la ricerca indipendente e le attività assistenziali promosse dal Terzo settore».
La partnership tra pubblico e privato, ha aggiunto, «è una delle leve che abbiamo a disposizione per continuare a generare innovazione capace di tradursi in valore per le persone e per il sistema salute. Allo stesso tempo, in uno scenario internazionale sempre più sfidante, è importante poter contare su un ecosistema capace di riconoscere e valorizzare il contributo delle imprese che scelgono di investire in ricerca e innovazione nel nostro Paese, creando le condizioni perché l’Italia possa continuare ad attrarre investimenti e competenze».
Ricerca e collaborazione virtuosa tra pubblico e privato
Presidente della Commissione giudicatrice del Fellowship program e Commissario per l’area HIV 2026, membro del Consiglio superiore di sanità, ma anche professore emerito di Malattie infettive all’Università Tor Vergata di Roma, Massimo Andreoni spiega che «il Fellowship program rappresenta un esempio virtuoso di come la collaborazione tra pubblico e privato possa sostenere la ricerca indipendente e valorizzare le idee e le competenze delle nuove generazioni di ricercatori».
Per l’esperto, «l’Italia può contare su un’eccellenza scientifica riconosciuta a livello internazionale, ma è fondamentale continuare a investire per preservare il valore della ricerca nel nostro Paese. Coltivare le competenze, offrire opportunità ai giovani, semplificare i processi e mantenere attrattivi i nostri centri di ricerca sono condizioni essenziali per continuare a crescere in uno scenario altamente competitivo».
Il Terzo settore e l’intervento di ascolto
Come ha sottolineato a VITA Giorgia Robaudo, public affairs director di Gilead Sciences Italia, anche per Guendalina Graffigna, phd, professore ordinario e direttore dell’Engageminds Hub presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona e commissario del Community award program 2026 «l’innovazione assistenziale e organizzativa nasce dall’ascolto profondo dei bisogni reali delle persone. Attraverso il Community award program, le associazioni di pazienti e il Terzo settore portano nei progetti la loro conoscenza diretta di pazienti e caregiver, traducendola in interventi di prevenzione, informazione, orientamento e supporto personalizzato».
È la dimostrazione, ha rimarcato, «di come innovazione collaborativa e patient engagement possano rendere i percorsi di cura più vicini ed efficaci per l’intera collettività».
Innovazione diffusa nella sanità
Se i Bandi Gilead, come fa sapere la società, «rappresentano un esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privato», la quindicesima edizione dell’iniziativa «ha offerto l’occasione per promuovere una riflessione sull’innovazione in sanità e sulle condizioni necessarie per trasformarla in benefici concreti, diffusi e sostenibili per il Paese».


Un grande viaggio nell’Italia che opera «per amore al genere umano»: geolocalizzate e ordinate per settore di intervento ben mille realtà filantropiche e raccontati, in una gallery di cento, i progetti sociali e ambientali più innovativi.
DOVE VA A FINIRE LA FILANTROPIA
Investire in innovazione è investire in competizione
«In un contesto macroeconomico complesso come quello attuale, investire in innovazione significa investire nella capacità del Paese di crescere e rimanere competitivo», ha dichiarato Gian Antonio Girelli, componente della XII Commissione affari sociali della Camera dei deputati, «servono una visione e una programmazione capaci di guardare all’innovazione come a un investimento per il futuro. La sfida è creare le condizioni perché le risorse destinate all’innovazione possano generare valore nel tempo, attraverso una collaborazione efficace tra istituzioni e tutti gli attori del sistema salute».
Innovazione anticipa i bisogni delle persone
Per Simona Loizzo, componente della XII Commissione affari sociali della Camera dei deputati, «oggi l’innovazione in ambito sanitario si misura anche nella capacità di anticipare i bisogni delle persone, garantire un accesso equo alle cure e valorizzare le opportunità offerte dalla prevenzione, dagli screening e dal digitale. È necessario continuare a investire in questi strumenti e tradurli in percorsi concreti di presa in carico, superando le disuguaglianze territoriali e assicurando a tutti i cittadini gli stessi diritti di salute».
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In apertura foto Louis Reed da Unsplash. Nel testo foto e video di Alessio Nisi
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