Festival dell’Acqua, trekking all’acquedotto del Bottaccione



Il 6 settembre a Gubbio trekking gratuito di circa cinque km

📌 FLASH NEWS – Festival dell’Acqua, domenica 6 settembre a Gubbio trekking gratuito alla scoperta dell’acquedotto medievale del Bottaccione. Percorso guidato di 5 km, con la partenza alle 10.30. Pranzo su prenotazione entro il 1° settembre.

L’acquedotto medievale della Gola del Bottaccione, un’opera lunga circa 1,6 chilometri che ancora oggi trasporta acqua verso Gubbio, sarà al centro del nuovo appuntamento della quinta edizione del Festival dell’Acqua. Domenica 6 settembre è in programma un trekking guidato di circa cinque chilometri, con partecipazione gratuita, lungo un itinerario che consentirà di conoscere da vicino una delle testimonianze storiche dell’ingegneria idraulica del territorio.

Il ritrovo è fissato alle ore 10 al supermercato Coop di Gubbio, in piazza Martiri Umbri della Resistenza. La partenza dell’escursione è prevista mezz’ora più tardi, alle 10.30. Il percorso si svilupperà tra andata e ritorno per circa cinque chilometri, con un dislivello di 200 metri e una durata stimata di un’ora e 45 minuti.

L’iniziativa arriva dopo l’appuntamento organizzato il 19 aprile a Gualdo Tadino, al quale hanno preso parte oltre cento persone, e rappresenta una nuova tappa del programma dedicato alla conoscenza dell’acqua, del territorio e delle opere che nel corso dei secoli ne hanno permesso l’utilizzo.

L’appuntamento del 6 settembre a Gubbio

La giornata è organizzata dalle Sezioni Soci Coop-Unicoop Etruria di Gualdo Tadino e Gubbio, in collaborazione con il Gruppo Archeologico Appennino Umbro-Marchigiano, sede di Gualdo Tadino.

Il programma prevede l’incontro dei partecipanti alle ore 10 in piazza Martiri Umbri della Resistenza. Alle 10.30 inizierà il trekking verso l’acquedotto medievale della Gola del Bottaccione, con un percorso guidato classificato di livello facile.

Per affrontare l’escursione vengono indicati abbigliamento sportivo, scarpe da trekking e una scorta personale di acqua. Non è prevista una quota per prendere parte alla camminata.

La durata complessiva indicata dagli organizzatori è di circa un’ora e 45 minuti. Il dislivello di 200 metri e lo sviluppo complessivo di cinque chilometri permetteranno di raggiungere e osservare l’area attraversata dall’antico sistema idraulico.

Un acquedotto realizzato a partire dal XIV secolo

Il trekking permetterà soprattutto di approfondire la storia dell’acquedotto medievale del Bottaccione, realizzato a partire dal XIV secolo per garantire l’approvvigionamento idrico della città.

L’opera venne costruita inizialmente per convogliare verso Gubbio le acque provenienti dalle sorgenti del Monte Ingino. Successivamente il sistema venne utilizzato anche per quelle del Monte Foce.

Il risultato è una struttura muraria che si sviluppa per circa 1,6 chilometri lungo le pendici del Monte Ingino, arrivando fino all’area monumentale della città.

La funzione dell’acquedotto non appartiene soltanto alla storia. A distanza di secoli dalla sua realizzazione, infatti, l’opera continua a trasportare acqua fino al serbatoio destinato alla raccolta e alla distribuzione idrica di Gubbio.

Un elemento che rende il percorso del Festival dell’Acqua un’occasione per osservare non soltanto un manufatto medievale, ma un’infrastruttura che ha mantenuto nel tempo una propria funzione.

Lo sbarramento del Bottaccione e il riconoscimento nazionale

L’acquedotto costituisce un sistema strettamente legato alla particolare conformazione della Gola del Bottaccione e alle esigenze di approvvigionamento che hanno accompagnato la storia della città.

Dal 1914, l’acquedotto e lo sbarramento del Bottaccione sono riconosciuti come Monumento Nazionale. Il percorso proposto durante il Festival consentirà quindi di unire la componente escursionistica alla conoscenza di un patrimonio storico e architettonico sottoposto a tutela.

La struttura testimonia le capacità tecniche sviluppate per governare e trasferire una risorsa essenziale come l’acqua attraverso un territorio caratterizzato dalle pendici del Monte Ingino.

La lunghezza dell’opera, il tracciato e la sua continuità funzionale rappresentano gli elementi sui quali sarà possibile concentrare l’attenzione durante il trekking guidato.

Gli interventi per conservazione e sicurezza

Negli ultimi tempi sono stati effettuati interventi finalizzati a migliorare lo stato di conservazione dell’acquedotto e la sicurezza del camminamento.

Queste opere hanno favorito la riscoperta del percorso e consentono oggi di avvicinarsi a un patrimonio nel quale si incontrano storia, paesaggio e ingegneria idraulica.

L’escursione del 6 settembre punta proprio a valorizzare questa dimensione. I partecipanti potranno seguire il tracciato accompagnati lungo un itinerario che permette di leggere il rapporto sviluppatosi nei secoli tra Gubbio, il Monte Ingino e le risorse idriche del territorio.

L’acquedotto rappresenta infatti un’opera di utilità civile concepita per rispondere a un’esigenza concreta della popolazione e rimasta legata alla gestione dell’acqua anche dopo molti secoli.

Un percorso di cinque chilometri tra andata e ritorno

Dal punto di vista escursionistico, l’itinerario è stato definito facile dagli organizzatori. La lunghezza complessiva, considerando andata e ritorno, è di circa cinque chilometri.

Il dislivello è di 200 metri, mentre per completare l’intero percorso sono previste circa un’ora e 45 minuti. Pur trattandosi di un trekking indicato come accessibile, viene richiesto un equipaggiamento adeguato, con particolare attenzione alle calzature.

Scarpe da trekking e abbigliamento sportivo sono quindi indicati tra il materiale necessario, insieme all’acqua da portare durante il cammino.

La partecipazione è gratuita e l’obiettivo dell’iniziativa è consentire ai presenti di conoscere direttamente il sistema dell’acquedotto, inserendolo nel contesto ambientale nel quale venne realizzato.

Dopo il trekking possibilità di pranzo al Parco Coppo

Al termine dell’escursione è prevista anche la possibilità, per chi lo desidera, di partecipare a un pranzo al ristorante Parco Coppo.

In questo caso è necessaria la prenotazione entro il 1° settembre. Il menù fisso ha un costo di 25 euro a persona e comprende primo, secondo, contorno, caffè e bevande.

Per informazioni e prenotazioni sono stati messi a disposizione i numeri 347 9139007, referente Barbara, e 388 8494041, referente Sergio.

La prenotazione indicata dagli organizzatori riguarda il pranzo successivo alla camminata, mentre la partecipazione al trekking resta gratuita.

Il Festival dell’Acqua dopo la tappa di Gualdo Tadino

L’appuntamento di Gubbio si inserisce nel calendario della quinta edizione del Festival dell’Acqua, che aveva già fatto tappa a Gualdo Tadino il 19 aprile.

Quella iniziativa aveva registrato una partecipazione superiore alle cento persone. Il nuovo incontro sposta ora l’attenzione sulla Gola del Bottaccione e sulla storia del sistema costruito per portare l’acqua dalle sorgenti montane verso la città.

La giornata del 6 settembre unirà quindi attività escursionistica, conoscenza storica e osservazione del patrimonio naturalistico, seguendo fisicamente una parte del percorso dell’acqua e dell’infrastruttura realizzata per governarla.

Il punto di partenza rimane il supermercato Coop di piazza Martiri Umbri della Resistenza, con ritrovo alle 10 e partenza alle 10.30.

In caso di maltempo l’escursione sarà rinviata

L’effettivo svolgimento dell’iniziativa resta legato alle condizioni meteorologiche. Gli organizzatori hanno infatti previsto che in caso di maltempo l’evento venga rimandato.

Se le condizioni consentiranno lo svolgimento regolare del programma, domenica 6 settembre il Festival dell’Acqua offrirà così l’opportunità di percorrere un itinerario costruito intorno a un’opera nata nel Medioevo e ancora legata alla gestione idrica della città.

Il trekking permetterà di seguire il tracciato dell’acquedotto del Bottaccione, conoscere le ragioni della sua costruzione e osservare il rapporto tra il manufatto, le pendici del Monte Ingino e l’area monumentale di Gubbio.

Un percorso di circa cinque chilometri che avrà come elemento centrale un’infrastruttura lunga 1,6 chilometri, realizzata a partire dal XIV secolo, riconosciuta insieme allo sbarramento del Bottaccione come Monumento Nazionale dal 1914 e ancora capace di trasportare l’acqua verso il sistema di raccolta e distribuzione della città.


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